lunedì 13 maggio 2019

Il Serpente Piumato 2




Nella mitologia azteca, Quetzalcoatl è una figura divina di importanza fondamentale: il suo nome, che può essere tradotto come Serpente Piumato, indica anche visivamente il concetto di unione fra cielo e terra, fra spirito e materia, fra umano e divino. Unica divinità del pantheon pre-ispanico a non richiedere sacrifici umani, era ricordato dagli indigeni per aver donato agli uomini il calendario e la coltivazione del mais.
Una delle leggende sulla sua nascita, racconta di come la dea Coatlicue, personificazione della natura madre e dell'elemento femminile, abbia concepito verginalmente il dio, grazie ad un frammento di giada  che l'avrebbe ingravidata. Il mito di Quetzalcoatl, peraltro, si confonde fino a sovrapporsi con quello di un personaggio semi-storico che porta lo stesso nome: il 10° re dei Toltechi, Ce Acatl Quetzalcoatl, che sarebbe vissuto verso il X secolo della nostra era (Ce Acatl, ossia ''1 canna'' era l'anno di nascita del re, secondo il calendario preispanico). 
L'antico sovrano era ricordato dagli Aztechi come il protagonista di una vera e propria età dell'oro: mecenate delle arti, benefattore del suo popolo, riformatore religioso (avrebbe abolito i sacrifici umani, sostituendoli con offerte di tortillas di mais), curiosamente descritto in alcune tradizioni come ''chiaro di pelle'', Ce Acatl sarebbe caduto in disgrazia a causa della casta sacerdotale conservatrice (rappresentata nel mito dal dio infero Tezcatlipoca, Specchio Fumante), che lo avrebbe costretto ad abbandonare il trono. Accusato di aver sedotto una sacerdotessa, Quetzalcoatl sarebbe fuggito e, secondo alcune versioni della leggenda, si sarebbe imbarcato sulle sponde del Golfo del Messico vicino all'attuale Veracruz, promettendo però di tornare proprio nell'anno Ce Acatl corrispondente a quello della sua nascita. Ora, essendo il calendario azteco costituito da cicli di 52 anni, l'anno Ce Acatl finiva per ricadere ad ogni inizio ciclo: così, ad esempio, la fatidica data poteva cadere nell'anno 1414, nel 1467, ma...anche nel 1519!
Proprio in quest'ultima data, su quella stessa costa del Golfo da cui il mitico re sarebbe partito, giunsero gli Spagnoli di Cortez: strani esseri dalla ''pelle chiara'' come il re-dio, portatori di una fede nuova, che gli Aztechi non poterono non scambiare, almeno inizialmente, per il loro sovrano ritornato dall'oceano orientale. D'altronde, furono gli stessi messicani, incerti sull'identità dei nuovi arrivati da loro chiamati teules, a riempire di doni preziosi e a condurre i futuri dominatori fin dentro la loro capitale, la favolosa Tenochtitlan. 
La coincidenza tra questa profezia e la data dell'arrivo di Cortez, d'altro canto, colpì profondamente non solo gli Aztechi, ma gli stessi conquistatori spagnoli, che la interpretarono da subito come un ''segno provvidenziale''. Questa è però solo una delle enigmatiche coincidenze di questa ''storia nascosta'' eppure reale che stiamo raccontando.
 Gli Aztechi non ci misero molto a capire che i nuovi arrivati non erano divinità venute a riportare l'età dell'oro: la Conquista, in effetti, fu contraddistinta da episodi di ferocia e di cinica brutalità, a cui fece seguito un periodo ancor più drammatico, in cui l'universo indigeno entrò in una crisi terribile, non solo a causa delle violenze dei nuovi padroni o delle malattie importate dall'Europa, ma soprattutto a causa del crollo di un'intera visione del mondo. Un intero popolo, infatti, aveva perso, con la sconfitta, anche il senso della sua esistenza in questo mondo, senza aver avuto tempo e il modo di acquisire i modelli culturali dei dominatori; e le conseguenze, come testimoniano i documenti dell'epoca, furono drammatiche oltre l'immaginabile. 
Le stesse conversioni al Cristianesimo, nei primi anni, furono pochissime, nonostante la presenza in Messico di uomini di grandissima carità e di nobile apertura mentale come il frate francescano Toribio de Benavente: uno dei primi europei a rivolgersi con inedito rispetto a ciò che c'era di valido nella cultura dei popoli indios; proponendo, tra l'altro,una (forse) ingenua ma significativa identificazione tra Ce Acatl Questzalcoatl, il ''re dalla pelle chiara'' nemico dei sacrifici umani, e la figura dell'apostolo missionario San Tommaso. Gli sforzi umani di missionari, tuttavia, non ebbero inizialmente grande successo, e per anni la fede di Cristo rimase essenzialmente la ''religione dei vincitori'', che poca attrazione esercitava sulle masse disperate dei figli, degli sconfitti. Tutto questo fino all'anno 1531, quando ancora una volta la nostra storia si sposa col mistero. Protagonista dell'evento che porterà all'entusiastica adesione degli sconfitti alla fede cristiana fu un uomo di origine indigena- uno dei pochi convertiti- di nome Cuauhatlatoa (Aquila Parlante), battezzato con il nome di Juan (Giovanni) Diego per analogia tra il suo nome azteco e il simbolo dell'evangelista Giovanni, che è appunto un'aquila. Fu a quest'uomo che aveva ricevuto in nome quello del Discepolo Prediletto- lo stesso a cui Gesù, dalla croce, aveva affidato la madre Maria- a cui fu donata la grazia straordinaria di essere strumento di un evento unico, di una vera e propria teofania, che avrebbe cambiato per sempre la storia di un intero emisfero. Il giorno del solstizio d'inverno del 1531, infatti, toccò a Juan Diego passare per la collina di Tepeyac- vicino Città del Messico- ed assistere all'apparizione di una ''Signora'' dolcissima che si presenterà contemporaneamente come la Vergine Maria e la Inninantzin huelneli (Madre dell'Antico Dio) o come anche riportano le tradizioni più antiche, ''Madre misericordiosa tua e di tutti coloro che abitano questa terra''. 
Per volere della divina Signora, Juan Diego comunicò al vescovo Juan de Zumàrraga l'apparizione ma, al momento di aprire davanti all'ecclesiastico il suo rozzo mantello di fibra d'agave, apparve una figura di straordinaria bellezza rappresentante la Signora dell'apparizione. Questa figura, conosciuta come la Madonna di Guadalupe, è ancora oggi una delle reliquie più affascinanti ed inspiegabili della cristianità, seconda solo alla Sindone per importanza e per gli studi scientifici a cui è stata sottoposta. Quest'immagine, infatti, continua ancor oggi a sbalordire fedeli, scienziati e semplici curiosi per la sua straordinaria conservazione (si tratta di un fragile telo di agave rimasto intatto dopo aver attraversato 500 anni, un attentato dinamitardo e un incidente causato da caduta di acido nitrico; l'assenza di pigmenti rilevabili e, soprattutto, la presenza inspiegabile di un gruppo di figure (il Vescovo Zumàrraga e i suoi uomini) nella pupilla della Signora (immagini rilevate solo in tempi recenti con l'ausilio di microscopi e computer).
Se grande è lo sbalordimento che il manto di Guadalupe sa ancor oggi trasmettere agli studiosi come ai semplici fedeli, ben più grande, tuttavia, fu la vera ''rivoluzione'' che questo miracoloso segno suscitò nell'animo morente del popolo indio. Altri messaggi, infatti, altri ''segni'' erano contenuti in quel povero tessuto d'agave: segni che nessun microscopio può aiutare a decifrare- e che anche gli Spagnoli dell'epoca ignorarono- ma che si impressero a fuoco nell'anima dei figli degli sconfitti, trasformando il loro destino. Sono segni, questi, che appartengono all'altra storia nascosta e sotterranea che stiamo seguendo, ma che parlano un linguaggio fin troppo chiaro per chi, come gli Indios, era abituato a vivere in un universo di simboli. Innanzitutto il luogo dell'evento. La collina del Tepeyac, infatti, era sacra da tempo immemorabile alla dea Coatlicue, la madre terra generosa ma terribile che per i popoli del Mesoamerica rappresentava il femminino sacro in tutte le sue forme; la stessa dea da cui era nato verginalmente il dio Quetzalcoatl. Lo stesso nome ''Madonna di Guadalupe'', che indicava un'immagine molto venerata nella Spagna medievale, fu forse scelto proprio per la sua assonanza con il nome indicante l'antica Madre Divina azteca. E' sul mantello stesso, tuttavia, che il linguaggio simbolico assume un significato senza pari, precluso come abbiamo detto agli occupanti spagnoli, ma ben comprensibile da una civiltà geroglifica come quella degli Aztechi: un ''linguaggio dei segni'' come quello che andiamo via via scoprendo dietro tutta questa vicenda. 
Sul manto dell Signora, infatti, compare una complessa mappa di stelle che, secondo i più recenti studi, rappresenta proprio l'aspetto del cielo visibile dal Tepeyac durante il Solstizio d'inverno del 1531: ivi appare la costellazione della Vergine in primo piano proprio all'altezza delle mani della Vergine. Ma il concetto più alto e contemporaneamente più chiaro è espresso da un piccolo geroglifico, il Nahui Ollin, posto all'altezza del ventre: si tratta di un piccolo fiore a quattro petali, che nell'antica scrittura pittografica designava il Centro del Mondo o la Divinità più antica: il significato che un indio poteva dunque percepire era, inequivocabile, quello di una Madre che sta per partorire la Divinità.
Il mantello di Guadalupe è dunque un perfetto esempio di profonda inculturazione spirituale, la foce di un lungo percorso sotterraneo che, leggendo i simboli, sembrerebbe attraversare come un fiume carsico il cuore di una cultura pur così diversa dalla nostra. Un'inculturazione no umana, ma, se si crede all'evento del Tepeyac, direttamente divina, in un'epoca storica in cui era molto di là da venire la dichiarazione  Nostra Aetate del Concilio Vaticano II, e troppo lontane nel passato le riflessioni patristiche sui '' semi del Verbo''.
Una storia nascosta eppure reale forse, quale ultimo ''segno'', anche il nome ''Guadalupe'' sembra voler suggellare: un nome di antica origine araba, come molti nella topografia della penisola iberica, ma dal significato molto evocativo...Fiume Nascosto.

Fonte: https://www.libertaepersona.org/

domenica 24 febbraio 2019

Il Serpente Piumato 1






Il Serpente Piumato nella cultura Maya era Kukulcan uno dei tre re che secondo il loro credo hanno creato la terra. Kukulcan aveva sembianze umane e sembianze di Serpente Piumato e come uomo era raffigurato con la pelle bianca.

Insegnò ai Maya come condurre una civiltà, l'agricoltura e la medicina. Quezalcoatl era una divinità o un re che venne poi divinizzato che aveva le sembianze di un Serpente Piumato. Compare prima nella civiltà Tolteca e poi in quella Azteca.
Ora vediamo come si collega agli Archetipi. Inizialmente il sistema solare aveva come sole Giove. In seguito alla compenetrazione di una nube di idrogeno, poi fecondata da una cometa o zooide cosmico, ci fu una nuova formazione e per poco tempo questo sistema sembrò doppio, cioè brillava di due soli. Ma ben presto l'antico Padre Giove si spense come un buco nero lasciando il posto dominante all'attuale Logos Solare Cristico.
Oggi, alcuni satelliti di Giove hanno aria e acqua e sono abitabili, e la partenza per la nuova inseminazione di queste Macrocellule Universali è stata data dalla cometa impattata con Giove nel 1994. Questa volontà informativa è proveniente dal nucleo manassico della Via Lattea attraverso le comete, delle quali parlo nel capitolo III.
In seguito a questo sconvolgimento solare, una grande parte del Pianeta Terra è stata espulsa, creando la Luna, che insieme ad altri due asteroidi, formarono i tre satelliti terrestri.
La Storia dell'uomo terrestre inizia circa 700 milioni di anni fa (considerati anni diversi da quelli nostri odierni) con il 4° ciclo di sviluppo cosmico terrestre. Sul pianeta terra c'era un grande continente che chiamiamo Pangea, e il grande Oceano.
In quattro zone di questo unico continente, sbarcarono quattro colonie di Archetipi o Genisti Cosmici provenienti da tre costellazioni dell'Aquila, del Toro, del Leone.

Erano quattro razze che fondarono quattro civiltà primigenie del pianeta Terra nei quattro punti dei futuri continenti, cioè:
La razza delle Pleiadi, Rossa > continente Mù Tolteco.
La razza da Alfa Centauri, Bianca > continente Groenlandia.
La razza da Orione, Gialla > continente Cià.
La razza da Procione, Bronzea > continente Africa.

Questi esseri androgeni iniziarono a trattare alcune specie animali più evolute, quali l'orca e il delfino, constatando che non si sarebbe potuto sviluppare bene il corpo umano. Ebbero invece un buon risultato quando manipolarono un dinosauro acquatico che le mitologie più antiche tramandano come Serpente Piumato.




Ce ne erano di due tipi: dal Serpente piumato argentato si ebbe l'evoluzione del Gorilla, mentre dal Serpente piumato dorato si arrivò al primo Antropoide terrestre a cui fu dato l'Ego Sum, cioè la potenzialità cosciente dell'intelligenza individuale o Spirito.
Questi "Figli", raggiunta la piena figura umana, erano ancora Androgeni, come i loro Padri. Per dar loro migliore facoltà evolutiva attraverso gli incroci, perdendo la androginità, furono divisi sessualmente in maschio e femmina.
Così nacquero Adamo ed Eva come reali risultanti del Serpente Piumato che non compirono nessun "peccato originale".
Questi sono gli Adamo ed Eva di cui è scritto "Facciamo l'Uomo a nostra immagine..." (Genesi).
Oltre ad essere laboratorio di studio da parte di scienziati, il pianeta Terra è stato visitato da molti pionieri spaziali, tra cui la razza dei Titani, di cui si conservano le vestigia di costruzioni gigantesche. Dopo la loro scomparsa come gruppo etnico, lasciarono i figli ad assolvere un compito molto delicato come custodi delle vie sotterranee di entrata di basi extraplanetarie o di accesso verso l'interno del pianeta dove si conservò l'archivio di ogni civiltà e saggezza.
Nella Siberia del nord sono chiamati Ciuciunà oppure Uomini delle Nevi, Big foot, Yeti, in altri luoghi.
La massima evoluzione di queste prime popolazioni si concluse col periodo Prelemuriano, circa 100 milioni di anni fa con una grande catastrofe: il primo dei tre satelliti, il Tir, precipitò in quella parte continentale che diventerà Oceano Pacifico formando una fossa oceanica.
In questo grave cataclisma venne distrutto il continente Mù e la razza dei Titani. Di questo continente restarono solo poche isole dove i superstiti formarono la razza Lemura.
Il momentaneo cambiamento della rotazione terrestre produsse lo spostamento dei poli che si stabilirono sul nuovo asse avente a Nord l'Himalaya e a sud l'altopiano Boliviano.
Subirono un duro colpo le specie giganti o dinosauri. Le poche razze rimaste vennero in seguito trattate geneticamente per avere una mole adeguata che non impedisse la vita dell'uomo (testimoniato da graffiti).
È durante lo sviluppo di questo periodo Lemuriano che un nuovo sconvolgimento doveva avvenire nell'intero sistema solare: gli abitanti del pianeta Mallona, che era tra Marte e Giove, provocarono l'esplosione del pianeta.
Sebbene fossero uomini-angeli, cioè alla fine della 4a dimensione evolutiva e già androgeni, governati dall'Arcangelo Lucifero, vollero sfidare l'Arte Creativa Divina, ribellandosi alle Leggi Universali.
 La manipolazione dell'Antimateria, quando ancora non erano coscienti spiritualmente e scientificamente per farlo, scatenò nel loro pianeta l'autodistruzione delle energie elementali, liberando esplosioni a catena di fusione e fissione fino alla lacerazione globale.
Non contento di questo, Lucifero, che era inserito fra gli Archetipi con il compito di determinare la proliferazione del genere umano sul Pianeta Terra, spinse i propri Uomini-Angeli scampati alla distruzione e che avevano cercato riparo presso gli altri pianeti vicini, a disubbidire all'ordine genetico per la evoluzione terrestre, facendoli accoppiare con le figlie degli uomini che non erano ancora pronte a discernere la genetica maschile e femminile producendo una nuova generazione. Da qui ebbero origine le due generazioni di Abele e di Caino. Questo è il peccato originale.
Gli ex Uomini-Angeli si inserirono e si metamorfosarono nelle quattro razze, perdendo l'androginità, la vita eterna, e iniziò la via Crucis.
Una parte dei Malloniani, per ibrido disfacimento e per continue pressioni psicoemotive di natura emorragica, perse la memoria e l'intelligenza.
Degenerati, drogati, si accoppiarono con animali e ne derivarono altre specie di scimmie.
Questa è un tipo di seconda morte dovuta al peccato commesso.
È da allora che per questo errore creativo nasce la lotta tra Bene e Male; tra Cristo, il Reggente del Nuovo Sistema Solare, e Lucifero, l'Arcangelo disubbidiente. Ora, l'Arcangelo Lucifero, per essere perdonato, cercherà di portare l'umanità terrestre alla perdizione. È il compito assegnato alle anime dannate affinché possano riscattarsi, inducendo in tentazione le anime viventi.
E questo per la volontà del Padre, come prova evolutiva di discernimento, secondo la legge del Libero Arbitrio.








giovedì 29 novembre 2018

Le impronte



Certe persone sono perseguitate da pensieri e sentimenti paragonabili a sciami di vespe da cui non riescono a liberarsi. A che cosa è dovuto questo fatto? Sarebbe lungo da spiegare. Lo spazio è percorso da ogni genere di energie, di correnti e di entità create dagli esseri che lo popolano. Alcune di tali creazioni sono molto belle; altre invece sono mostruose, e quando queste trovano una porta aperta entrano. Se non siete prudenti, vigili e costantemente collegati col mondo sublime, e se lasciate il vostro cervello, la vostra anima e il vostro cuore aperti a tutti i vagabondi dello spazio, potreste esserne spesso importunati. Se invece sapete come disporvi interiormente non potrete che attirare influenze benefiche, che verranno a visitarvi o ad accompagnarvi, dandovi ispirazioni e costante gioia.
Mi chiederete: "Ma i pensieri e i sentimenti sono delle impronte?" No, sono delle forze che le impronte attirano. E che cosa sono le impronte? Sono le abitudini che abbiamo consolidato, che determinano la natura delle influenze che attiriamo. Se le impronte sono molto belle, le immagini che verranno a imprimersi in noi saranno pure molto belle, ma se le impronte sono deformate, naturalmente il risultato non sarà un granché. Mettete nel luogo che preferite un talismano benefico; esso attirerà le influenze corrispondenti alle forze di cui è impregnato, mentre un talismano malefico, appeso per esempio sopra la soglia di casa, attirerà ogni sorta di disgrazie sui suoi abitanti. Sfortunatamente gli uomini portano in sé dei talismani malefici, preparati da molto tempo grazie alla loro ignoranza e ai loro vizi, con i quali non fanno altro che attirare ciò che è nocivo..
Per cambiare il destino bisogna cambiare le impronte, vale a dire fare degli sforzi per prendere delle nuove abitudini e assumere nuovi atteggiamenti, fino a che le vecchie impronte non saranno coperte dalle nuove. Per esempio: un uomo decide di non calunniare più il suo vicino, o di non andare più in collera, ma ha dimenticato di cambiare la sua impronta; naturalmente, alla prima occasione ricade. Si sente deluso, si pente, soffre, si ripromette di cambiare...ma la volta successiva si ripete esattamente la stessa situazione. Per comportarsi in maniera diversa, è necessario che egli compia uno sforzo per cambiare qualcosa riguardo a ciò che fa e alla maniera in cui lo fa, e quando ci sarà riuscito una prima volta, avrà tutte le probabilità di riuscirvi anche le volte successive, perché di volta in volta la nuova impronta si inciderà sempre più profondamente.
Questo è vero anche per tutte le altre tendenze deplorevoli di cui ci si vuole sbarazzare: la disonestà, la sensualità, l'ingordigia, la pigrizia, ecc.
Il giorno in cui sarete riusciti a introdurre in voi l'impronta ideale potrete dormire tranquilli; essa si incaricherà di attirare ogni genere di energie benefiche, che cominceranno ad affluire dai confini di tutto l'Universo; nel momento in cui vedranno le nuove impronte che avete adottato, le energie positive si metteranno in moto... ma abbiate pazienza, poiché occorre loro del tempo per percorrere quei milioni di chilometri necessari per arrivare fino a voi!

Questo passo del libro Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione di O. M. Aivanhov, del 1985, è più che mai attuale e si confonde molto bene con la riprogrammazione che viene pubblicizzata da molte correnti di crescita personale dei giorni nostri.
Comunque non bisogna dimenticare che il nostro corpo e la nostra mente sono abituati a registrare qualunque evento esterno e che in base a questi avviene una reazione istintiva e automatica.
Per questo motivo la migliore pratica è quella della consapevolezza, il vivere il più possibile il momento presente e condurre il nostro corpo e la nostra mente a eseguire una cosa alla volta, con la dovuta calma e precisione estrema, ma sempre senza alcuna aspettativa, per non incorrere nelle delusioni e nell'ansia da stress.

Qui di seguito vi lascio il link della mia raccolta di poesie appena pubblicata: L'ANIMA IN POESIA DI P.A.P.S.









martedì 23 ottobre 2018

SALUTE E MALATTIA 2



D'altro canto la malattia è un processo di liberazione, nemico di ciò che è statico e cristallizzato. Ma non per questo la si deve accogliere di buon grado, né si deve incoraggiare la morte. Se così fosse, si giungerebbe a coltivare il morbo e a premiare il suicidio. Per buona sorte dell'umanità, tutta la vita è contro la malattia, e reagendo sul pensiero umano fomenta il terrore della morte. Il che è bene, poiché l'istinto di auto-conservazione e di preservare l'integrità della forma è una delle nostre massime facoltà, dono divino, che persisterà. Ma nel genere umano sarà sostituita, un giorno, dall'uso della morte quale cosciente processo di liberazione, per economia di forza e per dare all'anima uno strumento di manifestazione migliore. L'umanità però, in complesso, non è ancora pronta per tale libertà d'azione. I discepoli e gli aspiranti dovrebbero, comunque, iniziare lo studio di questi nuovi principi di esistenza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Cos'è la Malattia?
1.  L'infermità è disarmonia e carenza di allineamento e di controllo.
   a. è presente in tutti i regni di natura.
   b. nei suoi effetti, è purificatrice.
   c. l'umanità ha terapie sue proprie, prodotte dalla mente dell'uomo.
2.  La malattia è un fatto naturale.
   a. l'antagonismo la rafforza.
   b. non è conseguenza di errore di pensiero.
3. La malattia è un processo di liberazione, e si oppone a ciò che è statico.
4. Come ogni altro processo, è governata dalla legge di causa ed effetto.
La guarigione è operata in tre modi:
1. Con le svariate terapie elaborate dalle scuole mediche, chirurgiche ed affini.
2. Mediante la psicologia.
3.Per intervento dell'anima.
Inoltre, le cause principali della malattia sono di tre specie: psicologiche, ereditarie, per contatti sociali, karmiche.
Trattato dei Sette Raggi, Vol. IV, Guarigione Esoterica,A.A.Bailey, 1953

Il guaritore, d'altro canto conosce bene le forze e le energie interne, e un poco le cause esoteriche delle malattie, ma è deplorevolmente  ignorante dell'organismo umano, e non comprende:
Primo: che il male è talvolta la manifestazione di condizioni soggettive indesiderabili. Quando appaiono in superficie essi somatizzano, possono essere individuate, curate ed eliminate; è bene rammentare che tale processo di manifestazione ed eliminazione può anche arrecare la morte del corpo. Ma l'Anima procede. Una breve vita conta ben poco nel suo grande ciclo, e vale la pena sperimentare un intervallo di infermità (anche se arrechi la morte) che spazzi via gli stati emotivi e mentali patologici.
Secondo: che il male è talora dovuto al ritirarsi dell'anima dalla sua dimora, ed è parte di quel processo. Noi lo chiamiamo morte, e può essere improvviso e istantaneo, o protrarsi a lungo, poiché l'anima può impiegare mesi e anni per lasciare lentamente la forma, che allora muore poco a poco.
Trattato dei Sette Raggi,Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey,
1953 

I bagni di mare - è bene notarlo - hanno effetto salubre sul corpo fisico. L'acqua marina, assorbita attraverso la pelle e talvolta dalla bocca, agisce come un potente profilattico.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Quanto più avanzato è l'aspirante, maggiore è la probabilità che i malanni cui va soggetto siano pronunciati e anche violenti, secondo l'afflusso, più o meno intenso, dello stimolo proveniente dall'anima.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Insomma: malattia e disordine di qualsiasi natura ( esclusi quelli incidentali, e in certa misura, quelli dovuti alle condizioni generali del pianeta, che possono causare epidemie specialmente virulente, come spesso accade dopo una guerra), e tutte le varietà di malferma salute si possono ascrivere allo stato dei centri, da cui dipendono l'attività o l'inerzia delle nadi: questi, a loro volta, agiscono sul sistema nervoso e condizionano quello endocrino; la corrente sanguigna diffonde poi in ogni parte del corpo lo stato morboso.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

La grandissima importanza che l'uomo annette alla malattia è imbarazzante per l'anima, poiché conferisce indebita preminenza alla forma, per sua natura effimera e sempre mutevole, mentre - per l'anima - le vicissitudini del corpo valgono solo in quanto contribuiscono ad arricchire la sua esperienza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

La malattia è un'imperfezione transitoria, e la morte è solo un metodo per riconcentrare l'energia, prima di rinnovare l'attività, che tende sempre e senza sosta al miglioramento.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Qualsiasi malattia è l'effetto dell'azione o dell'inattività di qualcuna delle sette energie che scorrono nel corpo umano.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Un giusto comportamento in caso di cattiva salute è efficacissimo per infrangere separazioni, solitudine e isolamento; ecco perché un periodo di malattia vissuto in tal modo raddolcisce il carattere e conquista le simpatie. A spartire e a condividere, in senso ampio, s'impara nel dolore: anche questa è una legge.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Perché gli uomini migliori, o spirituali, soffrono, assai spesso, di malattie fisiche? Ciò avviene , probabilmente, perché l'energia dell'anima - a quello stadio - affluendo nel corpo fisico vi incontra una certa resistenza, di intensità proporzionale. L'attrito che se ne genera è così elevato che la malattia ne è la pronta conseguenza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

L'uomo non sa quanto - in senso oggettivo - egli accresca la virulenza del male rivolgendovi di continuo il pensiero, concentrando l'attenzione sulla regione colpita.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Quanto più la persona è determinata a sottomettere la sua personalità al dominio dell'anima, tanto più violenta è la battaglia, con ripercussioni fisiche gravi. Rientrano fra queste i mali dei discepoli e dei mistici, in gran parte di natura nervosa, che sovente aggrediscono il cuore o la circolazione del sangue.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953







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martedì 16 ottobre 2018

SALUTE E MALATTIA 1


I mali degli uomini che investono il sistema circolatorio, i reni , la vescica e la lubrificazione delle giunture troveranno la CURA nei costituenti vegetali e soprattutto nel giusto assestamento della natura emotiva.
Trattato del Fuoco Cosmico, A.A.Bailey, 1925

Nei casi di ebetismo e idiozia, come pure nello stadio dell'età avanzata che definiamo demenza senile, il filo ancorato nel cervello si è ritirato, mentre quello che trasmette l'impulso di vita rimane ancorato nel cuore. Vi è vita, ma nessuna consapevolezza intelligente:. vi è movimento, ma nessuna direzione intelligente. In caso di demenza senile, se nel corso della vita è stato utilizzato uno strumento d'ordine elevato, un apparente funzionamento intelligente può perdurare, ma non è che un'illusione, dovuta alla vecchia abitudine e al vecchio ritmo già stabilito e non ad un proposito coerente e coordinato.
Trattato di Magia Bianca, A.A.Bailey, 1934

Pochissimi disturbi del corpo fisico denso sorgono da quel corpo. Alcuni derivano direttamente da quello eterico, ma a questo stadio dell'evoluzione la maggior parte delle malattie ha origine nel corpo emotivo e la parte rimanente in quello mentale. Generalizzando potremmo dire che:
il 25% delle malattie che affliggono la carne sorgono nel corpo eterico.
il 25% nel corpo mentale.
il 50% hanno origine nel corpo emotivo.
Lettere sulla Meditazione Occulta, A.A.Bailey, 1922

Spesso si domanda: perché i santi, e chi è chiaramente orientato verso la luce sono sovente malati, nervosi o soffrono diversi stai patologici? La ragione è che la forte tensione cui è sottoposto il fisico, per lo spostamento delle forze, è di solito eccessiva, tanto da produrre quelle condizioni indesiderabili. Queste inoltre sono spesso aggravate dalle stoltezze dell'aspirante che cerca di dominare il corpo fisico. E comunque assai preferibile che gli effetti sgradevoli si producano nel fisico, anziché nel corpo astrale o mentale. Di ciò si tiene poco conto, donde l'importanza data all'idea che le malattie, la salute cagionevole e le indisposizioni siano indice di errori individuali, di mancanze e di ciò che si chiama peccato. Può essere effettivamente così, ma nel caso dell'aspirante che cerca seriamente di disciplinare e controllare la sua vita,non sono dovute a queste cause. Sono il risultato inevitabile di uno scontro di forze: quelle risvegliate che salgono e quelle proprie del centro cui affluiscono. Ciò comporta tensione, squilibri fisici e (come abbiamo visto) disordini e turbamenti vari.
Trattato dei Sette Raggi Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

In generale i disturbi si suddividono in cinque categorie principali, e ci siamo occupati solo dell'ultima. Essi sono:
     1. Malattie ereditarie:
         a. Inerenti al pianeta stesso e con effetto definito sull'umanità, tramite contatto col suolo o l'acqua.
         b. Sviluppatesi nel genere umano in epoche precedenti e trasmesse di generazione in generazione.
         c. Caratteristiche di qualche famiglia particolare ed ereditate da un suo membro come parte del karma prescelto. Le anime si incarnano in certe famiglie proprio per questa opportunità.
      2. Malattie evocate da tendenze innate nell'uomo. Sono governate dal suo segno astrologico, sia del sole che dell'ascendente; ne tratterò più avanti.
      3. Malattie contagiose (epidemiche o endemiche) che hanno origine di gruppo e quindi coinvolgono l'individuo in quanto parte del karma del suo gruppo ma generalmente non connesse al suo karma personale.
      4. Malattie contratte e incidenti che sono effetto di azioni imprudenti o di abitudini errate in questa vita, che specificamente condizionano il karma futuro. Una cosa è degna di nota a proposito degli incidenti. Essi sono spesso provocati da ciò che si potrebbe considerare come "esplosioni di forza". Esse sono generate da un uomo o da un gruppo per sentimenti di odio, gelosia o vendetta, che reagiscono o "tornano indietro", come boomerang, sulla vita del singolo.
      5. Malattie dei mistici, di cui stiamo trattando. In genere sono causate dall'energia di un centro inferiore, risvegliato e attivo, che si trasferisce ad uno più alto. Ciò avviene in tre fasi, ognuna delle quali comporta sue proprie difficoltà fisiologiche:
 a. L'energia del centro inferiore diventa molto attiva prima di cominciare a salire. Ciò causa iperattività degli organi situati nell'area del corpo presieduta dal quel centro, con conseguente congestione, infiammazione, e, di norma, malattia.
b. I "processi di elevazione" sono in atto, producendo attività intensa nel centro superiore e riducendo quella del centro inferiore. Succede un periodo instabile durante il quale le forze oscillano da un centro all'altro, dando luogo alla discontinuità che caratterizza la vita del mistico nei primi stadi di sviluppo, Ciò avviene in particolare quando si tratta del plesso solare. Dapprima l'energia viene respinta dal centro superiore e l'inferiore la riassorbe, ma solo per tornare continuamente a risalire, fin quando il superiore non è in grado di assorbirla e trasmutarla.
c. L'energia sale definitivamente nel centro superiore. Ciò comporta un difficile periodo di assestamento e tensione, con ripercussioni fisiche che questa volta si manifestano nell'area controllata dal centro superiore.
Trattato dei Sette Raggi,Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

Il cancro, la tubercolosi e le varie forme di sifilide (dovute all'attività di lunga data del centro sacrale) scompariranno a mano a mano che il centro del cuore e quelli superiori prenderanno il sopravvento.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

Molte delle difficoltà dei mistici e degli occultisti di oggi sono dovuti al fatto che letteralmente "giocano col fuoco" senza saperlo; perché non osservano l'ordinata e giusta sequenza di sviluppo...; perché seguono pratiche per cui non sono pronti, non ancora adattate ai corpi occidentali, che essi osservano ciecamente senza comprenderne il processo né i risultati. Finché non si comprenderà la regola fondamentale che "l'energia segue il pensiero" effetti terribili saranno inevitabili. Per esempio, il mistico il cui pensiero sia focalizzato sul Cristo, e Lo consideri come estraneo a sé e in qualche luogo in cielo, e sia l'oggetto di tutti i suoi desideri, è spesso debilitato e infermo. Perché? L'energia che cerca di penetrare in lui e permearne tutto l'organismo non si espande oltre il centro del cuore, donde è continuamente respinta e ricacciata fuori del fisico dalla forza del suo pensiero. Il Cristo, per lui, è altrove. Il suo pensiero è fuori, e quindi l'energia esce dal corpo. Molto si discute oggi fra gli iniziati se la debilitazione generale della razza umana sia o non sia da attribuirsi in parte al fatto che la sua aspirazione e il suo pensiero - costantemente diretti a una meta esterna e non (come avrebbe dovuto) al centro di vita e di amore entro ogni essere umano, le ha sottratto molta dell'energia che le occorre. Nonostante che per secoli si sia insegnato che il regno di Dio è all'interno, gli occidentali non l'hanno accettato né hanno agito in conformità, ma hanno invece cercato la realtà fuori, volgendo la loro attenzione alla Personalità di Colui che impartì loro una verità capitale. Egli non ha mai cercato o desiderato la loro devozione. Il prezzo di questa distorsione della verità è stato un corpo sempre più devitalizzato e l'incapacità, propria del mistico medio, di vivere in modo concreto, e tuttavia divino, sulla terra.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942






Trattato dei Sette Raggi - Vol. 2 Trattato dei Sette Raggi - Vol. 2
Psicologia esoterica
Alice A. Bailey

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sabato 6 ottobre 2018

La vita tra i sogni e la realtà






Da sempre l'uomo ha cercato di svelare l'enigma della vita attraverso la ricerca degli avvenimenti passati per conoscere il futuro.
Nei tempi antichi la Sibilla ed il Profeta annunciavano in forma di oracolo un mistero che solo i Sacerdoti potevano interpretare e decifrare.
Un esempio ci giunge dall'oracolo di Delfi, interpretato dalla famosa sacerdotessa Pizia o Pitonessa, ma anche da altre Sibille (profetesse che furono autorizzate alle sacre interpretazioni).
Fra le tante spiccano la Sibilla Eritrea che predisse ai greci la presa della città di Priamo ed il suo incendio.
La Sibilla Errofile o Demofile che avrebbe dato a Tarquinio Prisco i famosi Libri Sibillini; la Sibilla Italica o Cimmeria, la Sibilla Cumana che gli storici chiamano Amaltea; la Sibilla Persiana o Caldea che secondo San Giustino era la figlia dello storico Berosio, e questo ci fa supporre che nei Libri Sibillini siano contenute cognizioni delle arcaiche tradizioni mesopotamiche.
La Sibilla Albunea o Tiburtina che proferiva i suoi oracoli sul Teverone, e la Sibilla Frigia che abitava a Tivoli o Tibur.
Risalendo indietro nel tempo, dal lontano culto dei crani e dei resti ossei che venivano considerati magici in alcuni processi divinatori come ad esempio quelli cinesi, con l'interpretazione dei segni e delle screpolature sul carapace della tartaruga, simbolo della volta celeste o l'osservazione delle viscere umane ottenute dopo i sacrifici l'uomo ha percepito gli elementi primordiali della natura come forze che determinano le basi esistenziali di ognuno di noi, e servendosi degli elementi presenti in natura come l'acqua, l'aria, la terra ed il fuoco ha tratto presagi, oracoli ed auspici.
Anche al giorno d'oggi l'uomo riesce ancora a trarre oracoli e previsioni dalle fiamme del fuoco, dai vortici magici e la vibrazioni dell'acqua, dalle volute di fumo, dalle ceneri di piante sacre bruciate, dalle forze dei venti o da orme sul terreno, dalla neve e dai ghiacci che risplendono alla luce del sole e dal volo degli uccelli dalle piume colorate e dai cavalli al galoppo o i metalli o le pietre preziose e molti altri elementi.
Per poter penetrare i segreti di questo misterioso mondo che può svelarci l'enigma della nostra vita utilizzeremo i simboli.
Infatti solo utilizzando un linguaggio particolare si può riuscire a decifrare questo complesso interrogativo, che è racchiuso nell'alternanza del giorno e della notte, nella mutazione delle stagioni, nel sole e nelle stelle e tutti i pianeti dell'universo, nelle fasi lunari, negli aspetti a volte opposti o complementari delle forze passive Yin ed attive Yang racchiuse nel Tao della filosofia cinese, nei punti cardinali ed anche nelle poetiche raffigurazioni dello Zodiaco, nei suoi miti e nelle molteplici deduzioni che possiamo trarre dai Tarocchi.
Il simbolo riesce a suscitare in noi lo stimolo necessario per provare le sensazioni arcaiche e le facoltà esoteriche che fanno parte della transitorietà della nostra Coscienza.
Il significato simbolico che non è visibile viene compreso solo attraverso l'attenta lettura del valore delle raffigurazioni.
Sarà proprio attraverso l'analisi, a volte suggestiva, di questo linguaggio poetico, e ricco di grazia e di candore oltre che di desiderio, che si ricaverà un senso alla parola destino.
Lo studio della manifestazione della Natura, con l'uomo, ci porterà alla conoscenza delle direttive delle cause agenti invisibili che ne sono il riassunto. 
Nel simbolo le realtà s'intrecciano con la curiosità, la fantasia ed il sogno, e con l'aggiunta delle speranze, gli ideali, il formidabile intuito, l'intelligenza e la creatività si può riuscire a comprenderlo e di conseguenza renderlo vivo.
La cartomanzia è uno dei metodi più comuni per decifrare i segreti dell'occulto; permette ad ognuno, in maniera semplice, efficace e coinvolgendolo sensibilmente, di ottenere la percezione dei fatti che sono oltre la nostra portata sensoriale.
Attraverso l'interpretazione stessa si sviluppa un certo grado di sensitività, e proprio con i Tarocchi che hanno un alto significato simbolico, si potranno avere tramite l'associazione di idee le risposte a delle domande precise.
Grazie a questo oracolo che ci è stato tramandato nei secoli, la previsione del futuro è possibile applicando delle precise regole e ritrovando le memorie del passato e soffermandoci sul presente.

Tarocchi Marsigliesi Tarocchi Marsigliesi
22 grandi trionfi


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domenica 16 settembre 2018

L'INCANTATORE DI SERPENTI






"Addomesticare i propri animali è un lavoro degno di essere intrapreso, e il riuscirvi offre grandi vantaggi. Se si riesce a rendere docili gli animali interiori, in seguito si può agire anche sugli animali che sono al di fuori. Non si può agire sugli altri se prima non si è lavorato su se stessi. Ho visto molti  domatori in vari paesi. Naturalmente, il fatto di domare delle belve feroci non significa che siano riusciti ad ammansire le loro belve interiori: riescono a domarle solo grazie alla paura che incutono sugli animali, per cui questi obbediscono perché non possono fare diversamente; è tutto qui. Ma nel momento in cui cessano di essere vigili, gli animali si scagliano su di loro. 
Quando frequentavo il liceo a Varna, in Bulgaria, un giorno venne un incantatore di serpenti a dare un'esibizione davanti a noi. Era vestito di giallo e portava dei sacchi pieni di serpenti di ogni tipo, anche velenosi. Ne fece uscire alcuni, li mise sulla strada e cominciò a fissarli intensamente. Il suo sguardo era potentissimo, tanto da farli indietreggiare. Noi eravamo molto impressionati, ma poco tempo dopo venimmo a sapere che quell'uomo era morto, morso da uno dei suoi serpenti. Sicuramente non era stato abbastanza attento. Se fosse stato più vigile, se fosse riuscito a dominarsi e a controllarsi e, soprattutto, se avesse saputo irradiare quell'amore dinnanzi al quale anche gli animali più feroci s'inchinano, non sarebbe di certo stato morso."

Questo pezzo è tratto dal libro "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" di Omraam Mikhael Aivanhov, e può essere interpretato in più modi.

Il semplice fatto di cui parla il Maestro, e cioè il tenere a bada le  "belve feroci" che albergano presso il nostro inconscio, è un tipo di interpretazione che viene ampiamente illustrata dalla psichiatria e dai vari studi del comportamento dell'uomo, ma è fondamentale ricordarsi che noi abbiamo al nostro interno tutte le caratteristiche dei regni di natura, e quindi anche quello animale.

Questo concetto ci mostra la chiave per poter risolvere questi problemi presenti dentro di noi sotto forma di belve da domare, e riconduce l'uomo alla Verità delle leggi universali alle quali nessuno può mai sfuggire.

La conoscenza di se stessi ancora una volta può portarci alla guarigione completa, in maniera sicuramente più salutare e meno invasiva di qualunque scienza medica convenzionale, naturalmente tralasciando le persone che soffrono di patologie particolari, anche se con il giusto percorso anche loro possono arrivare alla guarigione, e questo non lo dico io ma vi sono migliaia di testimonianze che lo confermano.

Un altro tipo d'interpretazione è quello della visione dell'incantatore di serpenti: egli può essere chiunque in questa società, o addirittura la società stessa che ci porta a credere determinate cose attraverso la più bassa delle vibrazioni, la paura, con la quale si tengono a bada le bestie feroci o i serpenti velenosi; fino a quando questi colgono il momento propizio per poter risvegliare il coraggio che è insito al loro interno e sorprendere l'incantatore che viene sopraffatto.

Non a caso il Maestro riporta che solo con l'Amore si può vincere la paura, quell'Amore troppe volte dimenticato e nascosto dagli interessi materiali a cui non si può fare a meno, ma quell'Amore che alla fine vincerà anche le inutili resistenze che sono rimaste.

D'altronde l'incantatore era molto forte con il suo sguardo potente che incuteva paura ai serpenti, ma tutto ciò era solo un'illusione come ciò che il sistema ha creato intorno a noi; quando l'incantatore ha smesso di creare quella illusione di potere ha perso la sua efficacia ed è stato ucciso perché non era sorretto e protetto dall'Amore al quale tutti s'inchinano, ma bensì dalla paura che è solo illusoria ed effimera come tutte le basse vibrazioni energetiche.   



"Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano"

             Qui sotto all'immagine lascio il link dove potete

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sabato 25 agosto 2018

DALL'ASSOLUTO ALL'UOMO



Dell'Assoluto, dell'Infinito e del Tutto possiamo saper soltanto che Esso è; non possiamo dire nulla che non sia limitazione e quindi, inesattezza.

In Esso ci sono innumerevoli universi  e in ciascun universo, infiniti sistemi solari. Ogni sistema solare è l'espressione di un possente Essere (Colui che chiamiamo il Logos, il Verbo di Dio, la Divinità Solare), il quale è per il suo sistema tutto ciò che l'uomo intende con la parola Dio. 

Egli pervade il Suo sistema e non v'è nulla in esso che non sia in lui; il sistema è la sua manifestazione in quella materia che noi siamo in grado di vedere; pure lui esiste al di sopra e al di fuori di questa manifestazione e vive la Sua magnifica vita in mezzo ai Suoi Pari com'è detto in una scrittura orientale:

<<Con una parte di Me stesso avendo pervaso tutto l'Universo, Io dimoro>>.

Della Sua vita superiore non possiamo saper nulla. Del frammento della Sua vita che dà energia al Suo sistema, possiamo saper qualcosa ai livelli inferiori della Sua manifestazione. Non c'è dato di vederlo ma possiamo veder operare il Suo potere. Nessuno che sia chiaroveggente può essere ateo; le prove dell'esistenza di Dio sono troppo evidenti e s'impongono.

Dal proprio Essere Egli ha chiamato all'esistenza questo stupendo sistema, noi che ci troviamo entro di lui siamo frammenti evolventi della Sua vita, scintille del Suo fuoco divino, da Lui siamo venuti, in Lui tutti ritorneremo.

Molti hanno domandato perché Egli abbia fatto ciò, perché abbia emanato da Se stesso questo sistema, perché ci abbia mandato fuori ad affrontare le tempeste della vita. Non lo possiamo sapere, né la domanda è pratica; siamo qui e dobbiamo fare del nostro meglio. Tuttavia, molti filosofi hanno indagato su questo punto e sono state formulate molte ipotesi. La più bella di cui sono a conoscenza è di un filosofo Gnostico.
<<Dio è Amore, ma l'amore non può essere perfetto se non ha su chi profondersi e da chi essere riamato. Egli emise parte di Sé nella materia e limitò la propria gloria, affinché per mezzo di questo lento e naturale processo d'evoluzione, noi venissimo all'esistenza e a nostra volta, secondo la Sua volontà, dobbiamo evolvere fino a raggiungere il Suo livello, allora lo stesso Amore di Dio diverrà più perfetto, perché sarà profuso sopra i Suoi figli che lo comprenderanno pienamente, così il Suo grande schema sarà effettuato e la Sua volontà sarà fatta>>.

A quale stupenda altezza dimori la Sua coscienza non si sa; né possiamo conoscerne la vera natura. Nel momento in cui Egli discende alla nostra portata, la Sua manifestazione è sempre triplice, anche le religioni lo hanno raffigurato come una Trinità. Tre e pure fondamentalmente Uno; tre persone ma un Dio solo, manifestante in tre aspetti. Tre per noi che lo osserviamo dal basso, perché le loro funzioni sono differenti; una per Lui, perché Egli le conosce come facce di Se stesso.

Tutti e tre questi aspetti hanno da fare con l'evoluzione del sistema solare e con quella dell'uomo. Quest'evoluzione è la Sua volontà, il Suo metodo e il Suo piano.

Sotto al Logos solare vi sono sette Ministri, chiamati talvolta Spiriti Planetari. Adoperando un'analogia tratta dalla fisiologia del nostro corpo, i ministri stanno al Logos come i gangli o centri nervosi al cervello. Ogni evoluzione emanata da Lui, attraversa l'uno o l'altro di tali Spiriti Planetari.

Più in basso, vi sono molti ordini di Esseri spirituali chiamati Angeli o Deva. Non conosciamo tutte le funzioni che compiono nelle diverse parti di questo schema meraviglioso ma crediamo che alcune siano connesse alla costruzione del sistema e allo svolgersi della sua vita. Nel nostro mondo esiste un Grande Essere che rappresenta la Deità Solare e che ha assunto dominio su tutta l'evoluzione di questo pianeta. Possiamo raffigurarlo come il vero Re di questo mondo e sotto di Lui, vi sono Ministri incaricati di divisioni diverse. una di queste divisioni riguarda l'evoluzione delle diverse razze umane e ciascuna di queste ha un Capo che le fonda che le differenzia dalle altre e ne vigila lo sviluppo. Un'altra divisione, è quella della religione e dell'educazione; da questa sono venuti tutti i più grandi istruttori della storia e sono state emanate tutte le religioni. Il Grande Essere a capo di tale divisione o viene Lui stesso o manda uno dei Suoi discepoli a fondare una nuova religione quando ne vede il bisogno.

Le religioni, al momento della loro prima presentazione al mondo, hanno un'esposizione che nei punti fondamentali è sempre stata la stessa, poiché l'Istruttore è sempre un inviato della Grande Fratellanza degli Adepti. L'insegnamento nei punti più essenziali, nei suoi principi etici e morali, è sempre identico.

Vi è nel  mondo un insieme di Verità che sta alla base delle religioni e che rappresenta i fatti naturali, per quanto questi sono ancora sconosciuti all'uomo. A causa dell'ignoranza, la gente discute sulla questione dell'esistenza di Dio, sulla sopravvivenza alla morte, sulla possibilità di un determinato progresso e sulle relazioni dell'uomo con l'universo. Queste questioni, sono sempre presenti alla mente dell'uomo non appena l'intelligenza si sveglia e sembrano non aver risposta, al contrario, le risposte sono alla portata di chi voglia fare lo sforzo per trovarle.

Nei primi stadi dello sviluppo dell'umanità, i Grandi Funzionari della Gerarchia sono venuti da fuori, da altre parti più evolute del sistema. loro resteranno fino a quando gli uomini raggiungeranno il livello necessario di potere e saggezza per poterli sostituire. Per essere capace di tale ufficio, un uomo deve elevarsi ad un livello molto alto e diventare ciò che si chiama un Adepto - un essere che in bontà, in potere e in sapienza torreggia sul resto dell'umanità. Avendo raggiunto la vetta dell'ordinaria evoluzione umana, Egli ha compiuto ciò che il piano del Logos gli aveva assegnato per questa età o dispensazione.

Molti uomini hanno raggiunto il livello di Adepto - uomini che appartengono a tutte le principali nazioni del mondo - anime rare che con indomito coraggio hanno preso d'assalto la fortezza della natura, rendendosi padroni dei suoi più intimi segreti guadagnando il diritto di chiamarsi Adepti. Tra Loro vi sono molti gradi e molte linee di attività. Alcuni rimangono in contatto con la terra per far parte della Gerarchia, alla quale è affidata l'aaministrazione del nostro mondo e l'evoluzione spirituale dell'umanità.

Questa Gerarchia, è chiamata la Grande Fratellanza Bianca. Non formano una comunità ma ciascuno si ritrae in disparte dal mondo, restando però in costante comunicazione con gli altri e con il Capo. Alcuni, pochi di questi Grandi Adepti, sono disposti ad accogliere come discepolo chi è risoluto a dedicarsi completamente al servizio dell'umanità. Questi sono chiamati Maestri.

Uno di questi discepoli fu Elena Petrovna Blavatsky - grand'anima che fu inviata a riportare al mondo la conoscenza delle antiche verità. Insieme al Colonnello Enrico Steel Olcott fondò la Società Teosofica per la diffusione della conoscenza che doveva impartire. Fra quelli che vennero in contatto con Lei in quei primi tempi, fu il sig. A.P. Sinnett, l'editore del "Pioneer" che si rese subito conto della grandezza e dell'importanza dell'insegnamento. Sebbene Elena Blavatsky avesse già scritto "Iside Svelata", tale opera aveva attratto poca attenzione e fu il sig. Sinnett che per primo, ne rese l'insegnamento accessibile ai lettori occidentali con i suoi due libri "Il Mondo Occulto" e "Il Buddismo Esoterico".

Per mezzo di queste opere io stesso venni a conoscere, prima l'autore e poi Blavatsky stessa; da entrambi imparai molto. Quando domandai a Madame Blavatsky in qual modo si potesse apprendere di più e fare dei progressi lungo il Sentiero da Lei indicato, affermò che vi era anche per gli altri studiosi, come vi era stato per lei, la possibilità di essere accolti come discepoli dai Grandi Maestri: e che l'unico modo per guadagnarsi tale privilegio era di mostrarsene degno con il lavoro zelante e altruistico. Mi assicurò che per raggiungere tal meta bisognava essere assolutamente saldo nella propria risoluzione, che nessuno poteva sperare di riuscire se cercava di servire allo stesso tempo Dio e Mammone. Uno di questi Maestri aveva detto:
<<Per riuscire, il discepolo deve lasciare il proprio mondo e venire nel nostro>>.

Ciò significava porre fine di far parte della maggioranza che vive per le ricchezze e il potere, dedicandosi disinteressatamente al bene del mondo. Madame Blavatsky ci avvertì chiaramente che la via da percorrere era difficile, che saremmo stati fraintesi e diffamati, che l'unica nostra prospettiva era quella del più duro lavoro e che sebbene il risultato fosse sicuro, nessuno poteva predire quanto tempo ci volesse per raggiungerlo. Alcuni di noi accettarono con gioia e non hanno mai rimpianto neanche per un momento la soluzione presa.

Dopo alcuni anni di lavoro, ebbi il privilegio di venire in contatto con questi Grandi Maestri della Sapienza; da Loro imparai molte cose - fra le altre il modo di verificare per conto mio, di prima mano, la maggior parte degli insegnamenti che avevano dato. Su questi argomenti io scrivo ciò che so e ciò che io stesso ho veduto. Alcune cose menzionate negli insegnamenti, richiedono per essere verificate, poteri molto superiori a quelli da me acquisiti finora. Di esse posso dire soltanto che sono coerenti con ciò che conosco e in molti casi necessari come ipotesi per spiegare ciò che ho visto. Esse mi pervennero insieme al resto del sistema Teosofico, con l'autorità di questi possenti Istruttori. Poi ho imparato a esaminare da solo la maggior parte di quanto mi fu detto ed ho constatato che le informazioni avute erano esatte in ogni particolare.

La meta che ogni fervido studioso di Teosofia si propone, è essere accettato come discepolo da uno dei Maestri della Sapienza, ciò implica uno sforzo risoluto. Vi sono sempre stati degli uomini pronti a compiere questo sforzo, quindi vi sono sempre stati uomini che sapevano. La conoscenza è così trascendentale che quando uno l'afferra, diventa più che uomo e passa oltre la nostra visione.

Vi sono diversi stadi nell'acquisto di questa conoscenza e noi possiamo imparare molto, se vogliamo, da coloro che si trovano tuttora in via di apprendere. Gli esseri umani sono su differenti gradini della scala dell'evoluzione, possiamo guardare indietro e vedere sotto a noi i gradini che abbiamo già sorpassato e anche, volgere lo sguardo in alto e vedere quelli che non abbiamo ancora raggiunto. Appunto perché vediamo degli uomini su ciascun gradino di questa scala, sappiamo che l'ascesa a quella gloria è possibile. Coloro che stanno sopra di noi, tanto in alto che ci appaiono come divinità, ci affermano che si trovavano dove noi ci troviamo ora e ci indicano i passi da compiere se vogliamo raggiungerli.

Fonte: "Manuale di Teosofia" C.W. Leadbeater









Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater
Con la riproduzione degli Scritti Originali del Maestro "K.H" e di H.P. Blavatsky
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lunedì 23 luglio 2018

La storia della cartomanzia


Per poter parlare della nascita dei tarocchi  dobbiamo fare riferimento all'astrologia che accosta le proprie fonti storiografiche con l'antropologia culturale e l'archeologia.
Le prime fonti della storia dell'astrologia sono dei reperti della Mesopotamia, gli scritti dell'antica Grecia, del tardo periodo egizio e dell'epoca romana, fino al Medioevo, il Rinascimento ed i secoli successivi fino ai giorni nostri.
Tuttavia per i tarocchi non vale la stessa cosa, infatti la cartomanzia ha un'origine molto esoterica.
Secondo una leggenda sarebbero arrivati alla conoscenza dell'uomo per fornirci una nuova linea di giudizio tramite elementi di vita sconosciuti fino ad allora, sviluppare l'intuizione e la creatività, e dare risposte riguardo il destino.
Alcune leggende fanno risalire i tarocchi ai tempi della preistoria; anche allora è probabile vi fossero dei saggi o dei maghi che si occupavano dell'iniziazione a quest'arte.
Nell'antico mondo ebraico, secondo alcune leggende, ci sarebbero stati degli spostamenti occulti dalla Bibbia alla Thorat sino alla Cabala.
L'alfabeto ebraico corrisponde per numero di significati alle ventidue carte degli Arcani Maggiori; infatti passando all'osservazione delle lettere ebraiche, si può notare che esse mostrano figure che possono essere indicate con significati geometrici.
La Cabala ha un significato simbolico che molti studiosi vedono introdotto in ogni forma umana, nell'architettura, nella musica, nei templi e perfino nelle piramidi.
Quindi secondo questa teoria, esiste un filo conduttore che ci trasporta dalla Cabala ai Tarocchi con una serie d'immagini magiche.
Ad ogni immagine corrisponde un Arcano, quindi come se vi fosse un mistero in se stessa; ma questo mistero ha un significato sacro che è accompagnato da un "potere" misterioso che si riferisce ad una lettera dell'alfabeto ebraico.
Solo in un periodo successivo i ventidue Arcani Maggiori sono stati seguiti dai cinquantasei Arcani Minori, che sono le carte da gioco ed il totale delle settantotto carte hanno preso il nome di Lame o Trionfi.
Eliphas Levi, abate di fede cattolica,famoso occultista il cui vero nome era Alfonso Luigi Constant, ha sempre pensato che in ogni civiltà si sia formato lo stesso ragionamento sacro ed occulto che collega le carte ai vari testi antichi delle grandi dottrine religiose, investendo non solo gli ebrei, ma anche i romani, i greci e gli egizi.
 Individuò nel tarocco la summa carthomantica atta ad interpretare l'enorme chiave di volta del sapere umano che è la Cabala, sistema filosofico, religioso ed occulto.
Un'altra leggenda si ricollega all'interpretazione che nel 1780-81 fece Court de Gébelin, su una probabile origine egizia dei tarocchi.
Sicuramente queste interpretazioni venivano fatte sorgere anche dalle attinenze che i vari riti massonici e le logge dei Franchi Muratori facevano sorgere, ricollegando la conoscenza e l'opera del Grande Architetto con un simbolismo che spesso si riportava all'antico Egitto.
Gébelin affermò che i ventidue Arcani Maggiori erano un misterioso ed arcaico libro che era sfuggito all'incendio e la distruzione della biblioteca di Alessandria.
Egli si convinse che le carte furono poi nei secoli diffuse dalle tribù zingaresche.
Ultima ipotesi sull'origine dei tarocchi, è quella di una diffusione attraverso delle etnie nomadi che non sapevano scrivere; potrebbe essere possibile questa ipotesi visto il fatto che gli zingari abbiano portato il mazzo delle carte in giro per il mondo.
Le antiche tribù zingare potrebbero comunque aver rinvenuto le carte dei tarocchi in un qualsiasi posto ed in una qualsiasi epoca e non necessariamente all'epoca dell'incendio della biblioteca di Alessandria.
Un'ipotesi un po' meno attendibile è quella secondo la quale i tarocchi sarebbero stati inventati ed usati dai Cavalieri dell'Ordine del Tempio di Gerusalemme, che nel 1314 furono dispersi per volontà del Re di Francia in accordo con il Pontefice romano.






I Tarocchi
Il Vangelo Segreto
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mercoledì 18 luglio 2018

Alle origini dell'eredità 1






Nella scienza esoterica è detto che tutto ciò che esiste sulla terra possiede un doppione. Anche il nostro corpo fisico ha un doppione: il corpo eterico, che ha esattamente la stessa forma e le stesse sue funzioni, benché sia fatto di una materia differente, notevolmente più sottile.
Il corpo eterico è la sede della memoria e ha la funzione di registrare e ricordare gli avvenimenti esterni, nonché le nostre azioni, i nostri pensieri e i nostri desideri.
[...]Una volta registrata, ogni cosa (pensiero, sentimento, azione) deve obbligatoriamente ripetersi; è così che nasce l'abitudine. Per cambiare un'abitudine, bisogna cambiare l'impronta.
[...]All'inizio, non si sa quando, forse in questa vita, forse in una vita precedente, essi(gli esseri umani n.d.r.) hanno nutrito un pensiero, un sentimento o hanno compiuto un'azione che è andata a imprimersi nella materia eterica del loro cervello; una volta incisa l'impronta, quegli esseri umani ripeteranno sempre quel tal gesto e proveranno sempre quel tal sentimento, poiché la natura è fedele. Ecco perché vi ho detto poco fa che i cromosomi non sono sufficienti per spiegare il temperamento di un bambino: quel temperamento viene da più lontano.
[...]Quello che vi sto dicendo ha un valore assoluto. Se non si applica questo metodo, si è obbligati a ricominciare daccapo quattro, cinque o dieci volte. E non è ancora finita, perché bisogna incessantemente fare attenzione, e questo è uno sforzo enorme e inutile. Con la saggezza e l'intelligenza invece, si potranno economizzare sforzi e tempo. Non bisogna avere fretta, ma lavorare sulla prima impronta, affinché sia impeccabile.
[...]Esiste tuttavia un modo per sfuggire all'influenza delle vecchie impronte. Il metodo è semplice: bisogna preparare delle nuove impronte sulla base di un atteggiamento nuovo, abituandosi ad avere dei pensieri e dei sentimenti differenti e a compiere gesti differenti rispetto al passato. In questo modo approntate una registrazione nuova.[...]Comunque, dovete sapere che mettere una nuova impronta non vuol dire cancellare quella vecchia; no, quella non si cancellerà ma rimarrà negli archivi, ossia nel subcosciente, nascosta sotto altri strati. Ma per fare che rimanga nel profondo, dovete esercitare una vigilanza particolare; infatti appena tralasciate di fare attenzione, l'antica impronta avrà la tendenza a riaffiorare.
Bisogna sapere che nulla si cancella, nulla sparisce, perché l'Intelligenza cosmica, che ritiene molto importante tenere degli archivi, ha avuto cura di conservare tutta la storia del mondo, tutto il passato di miliardi di anni. Credete che solo gli uomini tengano degli archivi? Anche la natura li tiene, altrimenti non potrebbe svolgere il suo lavoro.
E anche a voi, nel corso della vostra evoluzione, potrà succedere che abbiate bisogno di conoscere le vostre vite passate. Come le conoscereste se tutto fosse cancellato e se da nessuna parte si menzionassero i fatti del passato? In realtà nulla è stato cancellato, e se riusciste a penetrare in quegli archivi, vi leggereste la vostra storia: i diversi paesi dove avete vissuto, ciò che siete stati, le grandi cose che avete fatto o i crimini che avete commesso, e capireste così le leggi del karma e le ragioni per cui vi trovate ora in una particolare situazione. Se i grandi Iniziati ci hanno presentato tutta una scienza riguardante la Giustizia divina, è perché hanno avuto i mezzi per approfondire quegli studi. Anche voi potreste fare gli stessi studi e giungereste alle medesime conclusioni.
La strada è sempre aperta, bisogna solo percorrerla.

Fonte "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" Omraam Mikhael Aivanhov.



Nove Simboli da Vivere
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La via del cuore, dell’amore: il Sufismo Di seguito, un bel contributo dell’amico  Maurizio Luzi , grande studioso di religioni comp...