giovedì 29 novembre 2018

Le impronte



Certe persone sono perseguitate da pensieri e sentimenti paragonabili a sciami di vespe da cui non riescono a liberarsi. A che cosa è dovuto questo fatto? Sarebbe lungo da spiegare. Lo spazio è percorso da ogni genere di energie, di correnti e di entità create dagli esseri che lo popolano. Alcune di tali creazioni sono molto belle; altre invece sono mostruose, e quando queste trovano una porta aperta entrano. Se non siete prudenti, vigili e costantemente collegati col mondo sublime, e se lasciate il vostro cervello, la vostra anima e il vostro cuore aperti a tutti i vagabondi dello spazio, potreste esserne spesso importunati. Se invece sapete come disporvi interiormente non potrete che attirare influenze benefiche, che verranno a visitarvi o ad accompagnarvi, dandovi ispirazioni e costante gioia.
Mi chiederete: "Ma i pensieri e i sentimenti sono delle impronte?" No, sono delle forze che le impronte attirano. E che cosa sono le impronte? Sono le abitudini che abbiamo consolidato, che determinano la natura delle influenze che attiriamo. Se le impronte sono molto belle, le immagini che verranno a imprimersi in noi saranno pure molto belle, ma se le impronte sono deformate, naturalmente il risultato non sarà un granché. Mettete nel luogo che preferite un talismano benefico; esso attirerà le influenze corrispondenti alle forze di cui è impregnato, mentre un talismano malefico, appeso per esempio sopra la soglia di casa, attirerà ogni sorta di disgrazie sui suoi abitanti. Sfortunatamente gli uomini portano in sé dei talismani malefici, preparati da molto tempo grazie alla loro ignoranza e ai loro vizi, con i quali non fanno altro che attirare ciò che è nocivo..
Per cambiare il destino bisogna cambiare le impronte, vale a dire fare degli sforzi per prendere delle nuove abitudini e assumere nuovi atteggiamenti, fino a che le vecchie impronte non saranno coperte dalle nuove. Per esempio: un uomo decide di non calunniare più il suo vicino, o di non andare più in collera, ma ha dimenticato di cambiare la sua impronta; naturalmente, alla prima occasione ricade. Si sente deluso, si pente, soffre, si ripromette di cambiare...ma la volta successiva si ripete esattamente la stessa situazione. Per comportarsi in maniera diversa, è necessario che egli compia uno sforzo per cambiare qualcosa riguardo a ciò che fa e alla maniera in cui lo fa, e quando ci sarà riuscito una prima volta, avrà tutte le probabilità di riuscirvi anche le volte successive, perché di volta in volta la nuova impronta si inciderà sempre più profondamente.
Questo è vero anche per tutte le altre tendenze deplorevoli di cui ci si vuole sbarazzare: la disonestà, la sensualità, l'ingordigia, la pigrizia, ecc.
Il giorno in cui sarete riusciti a introdurre in voi l'impronta ideale potrete dormire tranquilli; essa si incaricherà di attirare ogni genere di energie benefiche, che cominceranno ad affluire dai confini di tutto l'Universo; nel momento in cui vedranno le nuove impronte che avete adottato, le energie positive si metteranno in moto... ma abbiate pazienza, poiché occorre loro del tempo per percorrere quei milioni di chilometri necessari per arrivare fino a voi!

Questo passo del libro Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione di O. M. Aivanhov, del 1985, è più che mai attuale e si confonde molto bene con la riprogrammazione che viene pubblicizzata da molte correnti di crescita personale dei giorni nostri.
Comunque non bisogna dimenticare che il nostro corpo e la nostra mente sono abituati a registrare qualunque evento esterno e che in base a questi avviene una reazione istintiva e automatica.
Per questo motivo la migliore pratica è quella della consapevolezza, il vivere il più possibile il momento presente e condurre il nostro corpo e la nostra mente a eseguire una cosa alla volta, con la dovuta calma e precisione estrema, ma sempre senza alcuna aspettativa, per non incorrere nelle delusioni e nell'ansia da stress.

Qui di seguito vi lascio il link della mia raccolta di poesie appena pubblicata: L'ANIMA IN POESIA DI P.A.P.S.









martedì 23 ottobre 2018

SALUTE E MALATTIA 2



D'altro canto la malattia è un processo di liberazione, nemico di ciò che è statico e cristallizzato. Ma non per questo la si deve accogliere di buon grado, né si deve incoraggiare la morte. Se così fosse, si giungerebbe a coltivare il morbo e a premiare il suicidio. Per buona sorte dell'umanità, tutta la vita è contro la malattia, e reagendo sul pensiero umano fomenta il terrore della morte. Il che è bene, poiché l'istinto di auto-conservazione e di preservare l'integrità della forma è una delle nostre massime facoltà, dono divino, che persisterà. Ma nel genere umano sarà sostituita, un giorno, dall'uso della morte quale cosciente processo di liberazione, per economia di forza e per dare all'anima uno strumento di manifestazione migliore. L'umanità però, in complesso, non è ancora pronta per tale libertà d'azione. I discepoli e gli aspiranti dovrebbero, comunque, iniziare lo studio di questi nuovi principi di esistenza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Cos'è la Malattia?
1.  L'infermità è disarmonia e carenza di allineamento e di controllo.
   a. è presente in tutti i regni di natura.
   b. nei suoi effetti, è purificatrice.
   c. l'umanità ha terapie sue proprie, prodotte dalla mente dell'uomo.
2.  La malattia è un fatto naturale.
   a. l'antagonismo la rafforza.
   b. non è conseguenza di errore di pensiero.
3. La malattia è un processo di liberazione, e si oppone a ciò che è statico.
4. Come ogni altro processo, è governata dalla legge di causa ed effetto.
La guarigione è operata in tre modi:
1. Con le svariate terapie elaborate dalle scuole mediche, chirurgiche ed affini.
2. Mediante la psicologia.
3.Per intervento dell'anima.
Inoltre, le cause principali della malattia sono di tre specie: psicologiche, ereditarie, per contatti sociali, karmiche.
Trattato dei Sette Raggi, Vol. IV, Guarigione Esoterica,A.A.Bailey, 1953

Il guaritore, d'altro canto conosce bene le forze e le energie interne, e un poco le cause esoteriche delle malattie, ma è deplorevolmente  ignorante dell'organismo umano, e non comprende:
Primo: che il male è talvolta la manifestazione di condizioni soggettive indesiderabili. Quando appaiono in superficie essi somatizzano, possono essere individuate, curate ed eliminate; è bene rammentare che tale processo di manifestazione ed eliminazione può anche arrecare la morte del corpo. Ma l'Anima procede. Una breve vita conta ben poco nel suo grande ciclo, e vale la pena sperimentare un intervallo di infermità (anche se arrechi la morte) che spazzi via gli stati emotivi e mentali patologici.
Secondo: che il male è talora dovuto al ritirarsi dell'anima dalla sua dimora, ed è parte di quel processo. Noi lo chiamiamo morte, e può essere improvviso e istantaneo, o protrarsi a lungo, poiché l'anima può impiegare mesi e anni per lasciare lentamente la forma, che allora muore poco a poco.
Trattato dei Sette Raggi,Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey,
1953 

I bagni di mare - è bene notarlo - hanno effetto salubre sul corpo fisico. L'acqua marina, assorbita attraverso la pelle e talvolta dalla bocca, agisce come un potente profilattico.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Quanto più avanzato è l'aspirante, maggiore è la probabilità che i malanni cui va soggetto siano pronunciati e anche violenti, secondo l'afflusso, più o meno intenso, dello stimolo proveniente dall'anima.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Insomma: malattia e disordine di qualsiasi natura ( esclusi quelli incidentali, e in certa misura, quelli dovuti alle condizioni generali del pianeta, che possono causare epidemie specialmente virulente, come spesso accade dopo una guerra), e tutte le varietà di malferma salute si possono ascrivere allo stato dei centri, da cui dipendono l'attività o l'inerzia delle nadi: questi, a loro volta, agiscono sul sistema nervoso e condizionano quello endocrino; la corrente sanguigna diffonde poi in ogni parte del corpo lo stato morboso.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

La grandissima importanza che l'uomo annette alla malattia è imbarazzante per l'anima, poiché conferisce indebita preminenza alla forma, per sua natura effimera e sempre mutevole, mentre - per l'anima - le vicissitudini del corpo valgono solo in quanto contribuiscono ad arricchire la sua esperienza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

La malattia è un'imperfezione transitoria, e la morte è solo un metodo per riconcentrare l'energia, prima di rinnovare l'attività, che tende sempre e senza sosta al miglioramento.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Qualsiasi malattia è l'effetto dell'azione o dell'inattività di qualcuna delle sette energie che scorrono nel corpo umano.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Un giusto comportamento in caso di cattiva salute è efficacissimo per infrangere separazioni, solitudine e isolamento; ecco perché un periodo di malattia vissuto in tal modo raddolcisce il carattere e conquista le simpatie. A spartire e a condividere, in senso ampio, s'impara nel dolore: anche questa è una legge.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Perché gli uomini migliori, o spirituali, soffrono, assai spesso, di malattie fisiche? Ciò avviene , probabilmente, perché l'energia dell'anima - a quello stadio - affluendo nel corpo fisico vi incontra una certa resistenza, di intensità proporzionale. L'attrito che se ne genera è così elevato che la malattia ne è la pronta conseguenza.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

L'uomo non sa quanto - in senso oggettivo - egli accresca la virulenza del male rivolgendovi di continuo il pensiero, concentrando l'attenzione sulla regione colpita.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953

Quanto più la persona è determinata a sottomettere la sua personalità al dominio dell'anima, tanto più violenta è la battaglia, con ripercussioni fisiche gravi. Rientrano fra queste i mali dei discepoli e dei mistici, in gran parte di natura nervosa, che sovente aggrediscono il cuore o la circolazione del sangue.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.IV, Guarigione Esoterica, A.A.Bailey, 1953







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Alice A. Bailey

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martedì 16 ottobre 2018

SALUTE E MALATTIA 1


I mali degli uomini che investono il sistema circolatorio, i reni , la vescica e la lubrificazione delle giunture troveranno la CURA nei costituenti vegetali e soprattutto nel giusto assestamento della natura emotiva.
Trattato del Fuoco Cosmico, A.A.Bailey, 1925

Nei casi di ebetismo e idiozia, come pure nello stadio dell'età avanzata che definiamo demenza senile, il filo ancorato nel cervello si è ritirato, mentre quello che trasmette l'impulso di vita rimane ancorato nel cuore. Vi è vita, ma nessuna consapevolezza intelligente:. vi è movimento, ma nessuna direzione intelligente. In caso di demenza senile, se nel corso della vita è stato utilizzato uno strumento d'ordine elevato, un apparente funzionamento intelligente può perdurare, ma non è che un'illusione, dovuta alla vecchia abitudine e al vecchio ritmo già stabilito e non ad un proposito coerente e coordinato.
Trattato di Magia Bianca, A.A.Bailey, 1934

Pochissimi disturbi del corpo fisico denso sorgono da quel corpo. Alcuni derivano direttamente da quello eterico, ma a questo stadio dell'evoluzione la maggior parte delle malattie ha origine nel corpo emotivo e la parte rimanente in quello mentale. Generalizzando potremmo dire che:
il 25% delle malattie che affliggono la carne sorgono nel corpo eterico.
il 25% nel corpo mentale.
il 50% hanno origine nel corpo emotivo.
Lettere sulla Meditazione Occulta, A.A.Bailey, 1922

Spesso si domanda: perché i santi, e chi è chiaramente orientato verso la luce sono sovente malati, nervosi o soffrono diversi stai patologici? La ragione è che la forte tensione cui è sottoposto il fisico, per lo spostamento delle forze, è di solito eccessiva, tanto da produrre quelle condizioni indesiderabili. Queste inoltre sono spesso aggravate dalle stoltezze dell'aspirante che cerca di dominare il corpo fisico. E comunque assai preferibile che gli effetti sgradevoli si producano nel fisico, anziché nel corpo astrale o mentale. Di ciò si tiene poco conto, donde l'importanza data all'idea che le malattie, la salute cagionevole e le indisposizioni siano indice di errori individuali, di mancanze e di ciò che si chiama peccato. Può essere effettivamente così, ma nel caso dell'aspirante che cerca seriamente di disciplinare e controllare la sua vita,non sono dovute a queste cause. Sono il risultato inevitabile di uno scontro di forze: quelle risvegliate che salgono e quelle proprie del centro cui affluiscono. Ciò comporta tensione, squilibri fisici e (come abbiamo visto) disordini e turbamenti vari.
Trattato dei Sette Raggi Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

In generale i disturbi si suddividono in cinque categorie principali, e ci siamo occupati solo dell'ultima. Essi sono:
     1. Malattie ereditarie:
         a. Inerenti al pianeta stesso e con effetto definito sull'umanità, tramite contatto col suolo o l'acqua.
         b. Sviluppatesi nel genere umano in epoche precedenti e trasmesse di generazione in generazione.
         c. Caratteristiche di qualche famiglia particolare ed ereditate da un suo membro come parte del karma prescelto. Le anime si incarnano in certe famiglie proprio per questa opportunità.
      2. Malattie evocate da tendenze innate nell'uomo. Sono governate dal suo segno astrologico, sia del sole che dell'ascendente; ne tratterò più avanti.
      3. Malattie contagiose (epidemiche o endemiche) che hanno origine di gruppo e quindi coinvolgono l'individuo in quanto parte del karma del suo gruppo ma generalmente non connesse al suo karma personale.
      4. Malattie contratte e incidenti che sono effetto di azioni imprudenti o di abitudini errate in questa vita, che specificamente condizionano il karma futuro. Una cosa è degna di nota a proposito degli incidenti. Essi sono spesso provocati da ciò che si potrebbe considerare come "esplosioni di forza". Esse sono generate da un uomo o da un gruppo per sentimenti di odio, gelosia o vendetta, che reagiscono o "tornano indietro", come boomerang, sulla vita del singolo.
      5. Malattie dei mistici, di cui stiamo trattando. In genere sono causate dall'energia di un centro inferiore, risvegliato e attivo, che si trasferisce ad uno più alto. Ciò avviene in tre fasi, ognuna delle quali comporta sue proprie difficoltà fisiologiche:
 a. L'energia del centro inferiore diventa molto attiva prima di cominciare a salire. Ciò causa iperattività degli organi situati nell'area del corpo presieduta dal quel centro, con conseguente congestione, infiammazione, e, di norma, malattia.
b. I "processi di elevazione" sono in atto, producendo attività intensa nel centro superiore e riducendo quella del centro inferiore. Succede un periodo instabile durante il quale le forze oscillano da un centro all'altro, dando luogo alla discontinuità che caratterizza la vita del mistico nei primi stadi di sviluppo, Ciò avviene in particolare quando si tratta del plesso solare. Dapprima l'energia viene respinta dal centro superiore e l'inferiore la riassorbe, ma solo per tornare continuamente a risalire, fin quando il superiore non è in grado di assorbirla e trasmutarla.
c. L'energia sale definitivamente nel centro superiore. Ciò comporta un difficile periodo di assestamento e tensione, con ripercussioni fisiche che questa volta si manifestano nell'area controllata dal centro superiore.
Trattato dei Sette Raggi,Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

Il cancro, la tubercolosi e le varie forme di sifilide (dovute all'attività di lunga data del centro sacrale) scompariranno a mano a mano che il centro del cuore e quelli superiori prenderanno il sopravvento.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942

Molte delle difficoltà dei mistici e degli occultisti di oggi sono dovuti al fatto che letteralmente "giocano col fuoco" senza saperlo; perché non osservano l'ordinata e giusta sequenza di sviluppo...; perché seguono pratiche per cui non sono pronti, non ancora adattate ai corpi occidentali, che essi osservano ciecamente senza comprenderne il processo né i risultati. Finché non si comprenderà la regola fondamentale che "l'energia segue il pensiero" effetti terribili saranno inevitabili. Per esempio, il mistico il cui pensiero sia focalizzato sul Cristo, e Lo consideri come estraneo a sé e in qualche luogo in cielo, e sia l'oggetto di tutti i suoi desideri, è spesso debilitato e infermo. Perché? L'energia che cerca di penetrare in lui e permearne tutto l'organismo non si espande oltre il centro del cuore, donde è continuamente respinta e ricacciata fuori del fisico dalla forza del suo pensiero. Il Cristo, per lui, è altrove. Il suo pensiero è fuori, e quindi l'energia esce dal corpo. Molto si discute oggi fra gli iniziati se la debilitazione generale della razza umana sia o non sia da attribuirsi in parte al fatto che la sua aspirazione e il suo pensiero - costantemente diretti a una meta esterna e non (come avrebbe dovuto) al centro di vita e di amore entro ogni essere umano, le ha sottratto molta dell'energia che le occorre. Nonostante che per secoli si sia insegnato che il regno di Dio è all'interno, gli occidentali non l'hanno accettato né hanno agito in conformità, ma hanno invece cercato la realtà fuori, volgendo la loro attenzione alla Personalità di Colui che impartì loro una verità capitale. Egli non ha mai cercato o desiderato la loro devozione. Il prezzo di questa distorsione della verità è stato un corpo sempre più devitalizzato e l'incapacità, propria del mistico medio, di vivere in modo concreto, e tuttavia divino, sulla terra.
Trattato dei Sette Raggi, Vol.II, Psicologia Esoterica, A.A.Bailey, 1942






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Psicologia esoterica
Alice A. Bailey

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sabato 6 ottobre 2018

La vita tra i sogni e la realtà






Da sempre l'uomo ha cercato di svelare l'enigma della vita attraverso la ricerca degli avvenimenti passati per conoscere il futuro.
Nei tempi antichi la Sibilla ed il Profeta annunciavano in forma di oracolo un mistero che solo i Sacerdoti potevano interpretare e decifrare.
Un esempio ci giunge dall'oracolo di Delfi, interpretato dalla famosa sacerdotessa Pizia o Pitonessa, ma anche da altre Sibille (profetesse che furono autorizzate alle sacre interpretazioni).
Fra le tante spiccano la Sibilla Eritrea che predisse ai greci la presa della città di Priamo ed il suo incendio.
La Sibilla Errofile o Demofile che avrebbe dato a Tarquinio Prisco i famosi Libri Sibillini; la Sibilla Italica o Cimmeria, la Sibilla Cumana che gli storici chiamano Amaltea; la Sibilla Persiana o Caldea che secondo San Giustino era la figlia dello storico Berosio, e questo ci fa supporre che nei Libri Sibillini siano contenute cognizioni delle arcaiche tradizioni mesopotamiche.
La Sibilla Albunea o Tiburtina che proferiva i suoi oracoli sul Teverone, e la Sibilla Frigia che abitava a Tivoli o Tibur.
Risalendo indietro nel tempo, dal lontano culto dei crani e dei resti ossei che venivano considerati magici in alcuni processi divinatori come ad esempio quelli cinesi, con l'interpretazione dei segni e delle screpolature sul carapace della tartaruga, simbolo della volta celeste o l'osservazione delle viscere umane ottenute dopo i sacrifici l'uomo ha percepito gli elementi primordiali della natura come forze che determinano le basi esistenziali di ognuno di noi, e servendosi degli elementi presenti in natura come l'acqua, l'aria, la terra ed il fuoco ha tratto presagi, oracoli ed auspici.
Anche al giorno d'oggi l'uomo riesce ancora a trarre oracoli e previsioni dalle fiamme del fuoco, dai vortici magici e la vibrazioni dell'acqua, dalle volute di fumo, dalle ceneri di piante sacre bruciate, dalle forze dei venti o da orme sul terreno, dalla neve e dai ghiacci che risplendono alla luce del sole e dal volo degli uccelli dalle piume colorate e dai cavalli al galoppo o i metalli o le pietre preziose e molti altri elementi.
Per poter penetrare i segreti di questo misterioso mondo che può svelarci l'enigma della nostra vita utilizzeremo i simboli.
Infatti solo utilizzando un linguaggio particolare si può riuscire a decifrare questo complesso interrogativo, che è racchiuso nell'alternanza del giorno e della notte, nella mutazione delle stagioni, nel sole e nelle stelle e tutti i pianeti dell'universo, nelle fasi lunari, negli aspetti a volte opposti o complementari delle forze passive Yin ed attive Yang racchiuse nel Tao della filosofia cinese, nei punti cardinali ed anche nelle poetiche raffigurazioni dello Zodiaco, nei suoi miti e nelle molteplici deduzioni che possiamo trarre dai Tarocchi.
Il simbolo riesce a suscitare in noi lo stimolo necessario per provare le sensazioni arcaiche e le facoltà esoteriche che fanno parte della transitorietà della nostra Coscienza.
Il significato simbolico che non è visibile viene compreso solo attraverso l'attenta lettura del valore delle raffigurazioni.
Sarà proprio attraverso l'analisi, a volte suggestiva, di questo linguaggio poetico, e ricco di grazia e di candore oltre che di desiderio, che si ricaverà un senso alla parola destino.
Lo studio della manifestazione della Natura, con l'uomo, ci porterà alla conoscenza delle direttive delle cause agenti invisibili che ne sono il riassunto. 
Nel simbolo le realtà s'intrecciano con la curiosità, la fantasia ed il sogno, e con l'aggiunta delle speranze, gli ideali, il formidabile intuito, l'intelligenza e la creatività si può riuscire a comprenderlo e di conseguenza renderlo vivo.
La cartomanzia è uno dei metodi più comuni per decifrare i segreti dell'occulto; permette ad ognuno, in maniera semplice, efficace e coinvolgendolo sensibilmente, di ottenere la percezione dei fatti che sono oltre la nostra portata sensoriale.
Attraverso l'interpretazione stessa si sviluppa un certo grado di sensitività, e proprio con i Tarocchi che hanno un alto significato simbolico, si potranno avere tramite l'associazione di idee le risposte a delle domande precise.
Grazie a questo oracolo che ci è stato tramandato nei secoli, la previsione del futuro è possibile applicando delle precise regole e ritrovando le memorie del passato e soffermandoci sul presente.

Tarocchi Marsigliesi Tarocchi Marsigliesi
22 grandi trionfi


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domenica 16 settembre 2018

L'INCANTATORE DI SERPENTI






"Addomesticare i propri animali è un lavoro degno di essere intrapreso, e il riuscirvi offre grandi vantaggi. Se si riesce a rendere docili gli animali interiori, in seguito si può agire anche sugli animali che sono al di fuori. Non si può agire sugli altri se prima non si è lavorato su se stessi. Ho visto molti  domatori in vari paesi. Naturalmente, il fatto di domare delle belve feroci non significa che siano riusciti ad ammansire le loro belve interiori: riescono a domarle solo grazie alla paura che incutono sugli animali, per cui questi obbediscono perché non possono fare diversamente; è tutto qui. Ma nel momento in cui cessano di essere vigili, gli animali si scagliano su di loro. 
Quando frequentavo il liceo a Varna, in Bulgaria, un giorno venne un incantatore di serpenti a dare un'esibizione davanti a noi. Era vestito di giallo e portava dei sacchi pieni di serpenti di ogni tipo, anche velenosi. Ne fece uscire alcuni, li mise sulla strada e cominciò a fissarli intensamente. Il suo sguardo era potentissimo, tanto da farli indietreggiare. Noi eravamo molto impressionati, ma poco tempo dopo venimmo a sapere che quell'uomo era morto, morso da uno dei suoi serpenti. Sicuramente non era stato abbastanza attento. Se fosse stato più vigile, se fosse riuscito a dominarsi e a controllarsi e, soprattutto, se avesse saputo irradiare quell'amore dinnanzi al quale anche gli animali più feroci s'inchinano, non sarebbe di certo stato morso."

Questo pezzo è tratto dal libro "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" di Omraam Mikhael Aivanhov, e può essere interpretato in più modi.

Il semplice fatto di cui parla il Maestro, e cioè il tenere a bada le  "belve feroci" che albergano presso il nostro inconscio, è un tipo di interpretazione che viene ampiamente illustrata dalla psichiatria e dai vari studi del comportamento dell'uomo, ma è fondamentale ricordarsi che noi abbiamo al nostro interno tutte le caratteristiche dei regni di natura, e quindi anche quello animale.

Questo concetto ci mostra la chiave per poter risolvere questi problemi presenti dentro di noi sotto forma di belve da domare, e riconduce l'uomo alla Verità delle leggi universali alle quali nessuno può mai sfuggire.

La conoscenza di se stessi ancora una volta può portarci alla guarigione completa, in maniera sicuramente più salutare e meno invasiva di qualunque scienza medica convenzionale, naturalmente tralasciando le persone che soffrono di patologie particolari, anche se con il giusto percorso anche loro possono arrivare alla guarigione, e questo non lo dico io ma vi sono migliaia di testimonianze che lo confermano.

Un altro tipo d'interpretazione è quello della visione dell'incantatore di serpenti: egli può essere chiunque in questa società, o addirittura la società stessa che ci porta a credere determinate cose attraverso la più bassa delle vibrazioni, la paura, con la quale si tengono a bada le bestie feroci o i serpenti velenosi; fino a quando questi colgono il momento propizio per poter risvegliare il coraggio che è insito al loro interno e sorprendere l'incantatore che viene sopraffatto.

Non a caso il Maestro riporta che solo con l'Amore si può vincere la paura, quell'Amore troppe volte dimenticato e nascosto dagli interessi materiali a cui non si può fare a meno, ma quell'Amore che alla fine vincerà anche le inutili resistenze che sono rimaste.

D'altronde l'incantatore era molto forte con il suo sguardo potente che incuteva paura ai serpenti, ma tutto ciò era solo un'illusione come ciò che il sistema ha creato intorno a noi; quando l'incantatore ha smesso di creare quella illusione di potere ha perso la sua efficacia ed è stato ucciso perché non era sorretto e protetto dall'Amore al quale tutti s'inchinano, ma bensì dalla paura che è solo illusoria ed effimera come tutte le basse vibrazioni energetiche.   



"Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano"

             Qui sotto all'immagine lascio il link dove potete

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sabato 25 agosto 2018

DALL'ASSOLUTO ALL'UOMO



Dell'Assoluto, dell'Infinito e del Tutto possiamo saper soltanto che Esso è; non possiamo dire nulla che non sia limitazione e quindi, inesattezza.

In Esso ci sono innumerevoli universi  e in ciascun universo, infiniti sistemi solari. Ogni sistema solare è l'espressione di un possente Essere (Colui che chiamiamo il Logos, il Verbo di Dio, la Divinità Solare), il quale è per il suo sistema tutto ciò che l'uomo intende con la parola Dio. 

Egli pervade il Suo sistema e non v'è nulla in esso che non sia in lui; il sistema è la sua manifestazione in quella materia che noi siamo in grado di vedere; pure lui esiste al di sopra e al di fuori di questa manifestazione e vive la Sua magnifica vita in mezzo ai Suoi Pari com'è detto in una scrittura orientale:

<<Con una parte di Me stesso avendo pervaso tutto l'Universo, Io dimoro>>.

Della Sua vita superiore non possiamo saper nulla. Del frammento della Sua vita che dà energia al Suo sistema, possiamo saper qualcosa ai livelli inferiori della Sua manifestazione. Non c'è dato di vederlo ma possiamo veder operare il Suo potere. Nessuno che sia chiaroveggente può essere ateo; le prove dell'esistenza di Dio sono troppo evidenti e s'impongono.

Dal proprio Essere Egli ha chiamato all'esistenza questo stupendo sistema, noi che ci troviamo entro di lui siamo frammenti evolventi della Sua vita, scintille del Suo fuoco divino, da Lui siamo venuti, in Lui tutti ritorneremo.

Molti hanno domandato perché Egli abbia fatto ciò, perché abbia emanato da Se stesso questo sistema, perché ci abbia mandato fuori ad affrontare le tempeste della vita. Non lo possiamo sapere, né la domanda è pratica; siamo qui e dobbiamo fare del nostro meglio. Tuttavia, molti filosofi hanno indagato su questo punto e sono state formulate molte ipotesi. La più bella di cui sono a conoscenza è di un filosofo Gnostico.
<<Dio è Amore, ma l'amore non può essere perfetto se non ha su chi profondersi e da chi essere riamato. Egli emise parte di Sé nella materia e limitò la propria gloria, affinché per mezzo di questo lento e naturale processo d'evoluzione, noi venissimo all'esistenza e a nostra volta, secondo la Sua volontà, dobbiamo evolvere fino a raggiungere il Suo livello, allora lo stesso Amore di Dio diverrà più perfetto, perché sarà profuso sopra i Suoi figli che lo comprenderanno pienamente, così il Suo grande schema sarà effettuato e la Sua volontà sarà fatta>>.

A quale stupenda altezza dimori la Sua coscienza non si sa; né possiamo conoscerne la vera natura. Nel momento in cui Egli discende alla nostra portata, la Sua manifestazione è sempre triplice, anche le religioni lo hanno raffigurato come una Trinità. Tre e pure fondamentalmente Uno; tre persone ma un Dio solo, manifestante in tre aspetti. Tre per noi che lo osserviamo dal basso, perché le loro funzioni sono differenti; una per Lui, perché Egli le conosce come facce di Se stesso.

Tutti e tre questi aspetti hanno da fare con l'evoluzione del sistema solare e con quella dell'uomo. Quest'evoluzione è la Sua volontà, il Suo metodo e il Suo piano.

Sotto al Logos solare vi sono sette Ministri, chiamati talvolta Spiriti Planetari. Adoperando un'analogia tratta dalla fisiologia del nostro corpo, i ministri stanno al Logos come i gangli o centri nervosi al cervello. Ogni evoluzione emanata da Lui, attraversa l'uno o l'altro di tali Spiriti Planetari.

Più in basso, vi sono molti ordini di Esseri spirituali chiamati Angeli o Deva. Non conosciamo tutte le funzioni che compiono nelle diverse parti di questo schema meraviglioso ma crediamo che alcune siano connesse alla costruzione del sistema e allo svolgersi della sua vita. Nel nostro mondo esiste un Grande Essere che rappresenta la Deità Solare e che ha assunto dominio su tutta l'evoluzione di questo pianeta. Possiamo raffigurarlo come il vero Re di questo mondo e sotto di Lui, vi sono Ministri incaricati di divisioni diverse. una di queste divisioni riguarda l'evoluzione delle diverse razze umane e ciascuna di queste ha un Capo che le fonda che le differenzia dalle altre e ne vigila lo sviluppo. Un'altra divisione, è quella della religione e dell'educazione; da questa sono venuti tutti i più grandi istruttori della storia e sono state emanate tutte le religioni. Il Grande Essere a capo di tale divisione o viene Lui stesso o manda uno dei Suoi discepoli a fondare una nuova religione quando ne vede il bisogno.

Le religioni, al momento della loro prima presentazione al mondo, hanno un'esposizione che nei punti fondamentali è sempre stata la stessa, poiché l'Istruttore è sempre un inviato della Grande Fratellanza degli Adepti. L'insegnamento nei punti più essenziali, nei suoi principi etici e morali, è sempre identico.

Vi è nel  mondo un insieme di Verità che sta alla base delle religioni e che rappresenta i fatti naturali, per quanto questi sono ancora sconosciuti all'uomo. A causa dell'ignoranza, la gente discute sulla questione dell'esistenza di Dio, sulla sopravvivenza alla morte, sulla possibilità di un determinato progresso e sulle relazioni dell'uomo con l'universo. Queste questioni, sono sempre presenti alla mente dell'uomo non appena l'intelligenza si sveglia e sembrano non aver risposta, al contrario, le risposte sono alla portata di chi voglia fare lo sforzo per trovarle.

Nei primi stadi dello sviluppo dell'umanità, i Grandi Funzionari della Gerarchia sono venuti da fuori, da altre parti più evolute del sistema. loro resteranno fino a quando gli uomini raggiungeranno il livello necessario di potere e saggezza per poterli sostituire. Per essere capace di tale ufficio, un uomo deve elevarsi ad un livello molto alto e diventare ciò che si chiama un Adepto - un essere che in bontà, in potere e in sapienza torreggia sul resto dell'umanità. Avendo raggiunto la vetta dell'ordinaria evoluzione umana, Egli ha compiuto ciò che il piano del Logos gli aveva assegnato per questa età o dispensazione.

Molti uomini hanno raggiunto il livello di Adepto - uomini che appartengono a tutte le principali nazioni del mondo - anime rare che con indomito coraggio hanno preso d'assalto la fortezza della natura, rendendosi padroni dei suoi più intimi segreti guadagnando il diritto di chiamarsi Adepti. Tra Loro vi sono molti gradi e molte linee di attività. Alcuni rimangono in contatto con la terra per far parte della Gerarchia, alla quale è affidata l'aaministrazione del nostro mondo e l'evoluzione spirituale dell'umanità.

Questa Gerarchia, è chiamata la Grande Fratellanza Bianca. Non formano una comunità ma ciascuno si ritrae in disparte dal mondo, restando però in costante comunicazione con gli altri e con il Capo. Alcuni, pochi di questi Grandi Adepti, sono disposti ad accogliere come discepolo chi è risoluto a dedicarsi completamente al servizio dell'umanità. Questi sono chiamati Maestri.

Uno di questi discepoli fu Elena Petrovna Blavatsky - grand'anima che fu inviata a riportare al mondo la conoscenza delle antiche verità. Insieme al Colonnello Enrico Steel Olcott fondò la Società Teosofica per la diffusione della conoscenza che doveva impartire. Fra quelli che vennero in contatto con Lei in quei primi tempi, fu il sig. A.P. Sinnett, l'editore del "Pioneer" che si rese subito conto della grandezza e dell'importanza dell'insegnamento. Sebbene Elena Blavatsky avesse già scritto "Iside Svelata", tale opera aveva attratto poca attenzione e fu il sig. Sinnett che per primo, ne rese l'insegnamento accessibile ai lettori occidentali con i suoi due libri "Il Mondo Occulto" e "Il Buddismo Esoterico".

Per mezzo di queste opere io stesso venni a conoscere, prima l'autore e poi Blavatsky stessa; da entrambi imparai molto. Quando domandai a Madame Blavatsky in qual modo si potesse apprendere di più e fare dei progressi lungo il Sentiero da Lei indicato, affermò che vi era anche per gli altri studiosi, come vi era stato per lei, la possibilità di essere accolti come discepoli dai Grandi Maestri: e che l'unico modo per guadagnarsi tale privilegio era di mostrarsene degno con il lavoro zelante e altruistico. Mi assicurò che per raggiungere tal meta bisognava essere assolutamente saldo nella propria risoluzione, che nessuno poteva sperare di riuscire se cercava di servire allo stesso tempo Dio e Mammone. Uno di questi Maestri aveva detto:
<<Per riuscire, il discepolo deve lasciare il proprio mondo e venire nel nostro>>.

Ciò significava porre fine di far parte della maggioranza che vive per le ricchezze e il potere, dedicandosi disinteressatamente al bene del mondo. Madame Blavatsky ci avvertì chiaramente che la via da percorrere era difficile, che saremmo stati fraintesi e diffamati, che l'unica nostra prospettiva era quella del più duro lavoro e che sebbene il risultato fosse sicuro, nessuno poteva predire quanto tempo ci volesse per raggiungerlo. Alcuni di noi accettarono con gioia e non hanno mai rimpianto neanche per un momento la soluzione presa.

Dopo alcuni anni di lavoro, ebbi il privilegio di venire in contatto con questi Grandi Maestri della Sapienza; da Loro imparai molte cose - fra le altre il modo di verificare per conto mio, di prima mano, la maggior parte degli insegnamenti che avevano dato. Su questi argomenti io scrivo ciò che so e ciò che io stesso ho veduto. Alcune cose menzionate negli insegnamenti, richiedono per essere verificate, poteri molto superiori a quelli da me acquisiti finora. Di esse posso dire soltanto che sono coerenti con ciò che conosco e in molti casi necessari come ipotesi per spiegare ciò che ho visto. Esse mi pervennero insieme al resto del sistema Teosofico, con l'autorità di questi possenti Istruttori. Poi ho imparato a esaminare da solo la maggior parte di quanto mi fu detto ed ho constatato che le informazioni avute erano esatte in ogni particolare.

La meta che ogni fervido studioso di Teosofia si propone, è essere accettato come discepolo da uno dei Maestri della Sapienza, ciò implica uno sforzo risoluto. Vi sono sempre stati degli uomini pronti a compiere questo sforzo, quindi vi sono sempre stati uomini che sapevano. La conoscenza è così trascendentale che quando uno l'afferra, diventa più che uomo e passa oltre la nostra visione.

Vi sono diversi stadi nell'acquisto di questa conoscenza e noi possiamo imparare molto, se vogliamo, da coloro che si trovano tuttora in via di apprendere. Gli esseri umani sono su differenti gradini della scala dell'evoluzione, possiamo guardare indietro e vedere sotto a noi i gradini che abbiamo già sorpassato e anche, volgere lo sguardo in alto e vedere quelli che non abbiamo ancora raggiunto. Appunto perché vediamo degli uomini su ciascun gradino di questa scala, sappiamo che l'ascesa a quella gloria è possibile. Coloro che stanno sopra di noi, tanto in alto che ci appaiono come divinità, ci affermano che si trovavano dove noi ci troviamo ora e ci indicano i passi da compiere se vogliamo raggiungerli.

Fonte: "Manuale di Teosofia" C.W. Leadbeater









Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater
Con la riproduzione degli Scritti Originali del Maestro "K.H" e di H.P. Blavatsky
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lunedì 23 luglio 2018

La storia della cartomanzia


Per poter parlare della nascita dei tarocchi  dobbiamo fare riferimento all'astrologia che accosta le proprie fonti storiografiche con l'antropologia culturale e l'archeologia.
Le prime fonti della storia dell'astrologia sono dei reperti della Mesopotamia, gli scritti dell'antica Grecia, del tardo periodo egizio e dell'epoca romana, fino al Medioevo, il Rinascimento ed i secoli successivi fino ai giorni nostri.
Tuttavia per i tarocchi non vale la stessa cosa, infatti la cartomanzia ha un'origine molto esoterica.
Secondo una leggenda sarebbero arrivati alla conoscenza dell'uomo per fornirci una nuova linea di giudizio tramite elementi di vita sconosciuti fino ad allora, sviluppare l'intuizione e la creatività, e dare risposte riguardo il destino.
Alcune leggende fanno risalire i tarocchi ai tempi della preistoria; anche allora è probabile vi fossero dei saggi o dei maghi che si occupavano dell'iniziazione a quest'arte.
Nell'antico mondo ebraico, secondo alcune leggende, ci sarebbero stati degli spostamenti occulti dalla Bibbia alla Thorat sino alla Cabala.
L'alfabeto ebraico corrisponde per numero di significati alle ventidue carte degli Arcani Maggiori; infatti passando all'osservazione delle lettere ebraiche, si può notare che esse mostrano figure che possono essere indicate con significati geometrici.
La Cabala ha un significato simbolico che molti studiosi vedono introdotto in ogni forma umana, nell'architettura, nella musica, nei templi e perfino nelle piramidi.
Quindi secondo questa teoria, esiste un filo conduttore che ci trasporta dalla Cabala ai Tarocchi con una serie d'immagini magiche.
Ad ogni immagine corrisponde un Arcano, quindi come se vi fosse un mistero in se stessa; ma questo mistero ha un significato sacro che è accompagnato da un "potere" misterioso che si riferisce ad una lettera dell'alfabeto ebraico.
Solo in un periodo successivo i ventidue Arcani Maggiori sono stati seguiti dai cinquantasei Arcani Minori, che sono le carte da gioco ed il totale delle settantotto carte hanno preso il nome di Lame o Trionfi.
Eliphas Levi, abate di fede cattolica,famoso occultista il cui vero nome era Alfonso Luigi Constant, ha sempre pensato che in ogni civiltà si sia formato lo stesso ragionamento sacro ed occulto che collega le carte ai vari testi antichi delle grandi dottrine religiose, investendo non solo gli ebrei, ma anche i romani, i greci e gli egizi.
 Individuò nel tarocco la summa carthomantica atta ad interpretare l'enorme chiave di volta del sapere umano che è la Cabala, sistema filosofico, religioso ed occulto.
Un'altra leggenda si ricollega all'interpretazione che nel 1780-81 fece Court de Gébelin, su una probabile origine egizia dei tarocchi.
Sicuramente queste interpretazioni venivano fatte sorgere anche dalle attinenze che i vari riti massonici e le logge dei Franchi Muratori facevano sorgere, ricollegando la conoscenza e l'opera del Grande Architetto con un simbolismo che spesso si riportava all'antico Egitto.
Gébelin affermò che i ventidue Arcani Maggiori erano un misterioso ed arcaico libro che era sfuggito all'incendio e la distruzione della biblioteca di Alessandria.
Egli si convinse che le carte furono poi nei secoli diffuse dalle tribù zingaresche.
Ultima ipotesi sull'origine dei tarocchi, è quella di una diffusione attraverso delle etnie nomadi che non sapevano scrivere; potrebbe essere possibile questa ipotesi visto il fatto che gli zingari abbiano portato il mazzo delle carte in giro per il mondo.
Le antiche tribù zingare potrebbero comunque aver rinvenuto le carte dei tarocchi in un qualsiasi posto ed in una qualsiasi epoca e non necessariamente all'epoca dell'incendio della biblioteca di Alessandria.
Un'ipotesi un po' meno attendibile è quella secondo la quale i tarocchi sarebbero stati inventati ed usati dai Cavalieri dell'Ordine del Tempio di Gerusalemme, che nel 1314 furono dispersi per volontà del Re di Francia in accordo con il Pontefice romano.






I Tarocchi
Il Vangelo Segreto
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mercoledì 18 luglio 2018

Alle origini dell'eredità 1






Nella scienza esoterica è detto che tutto ciò che esiste sulla terra possiede un doppione. Anche il nostro corpo fisico ha un doppione: il corpo eterico, che ha esattamente la stessa forma e le stesse sue funzioni, benché sia fatto di una materia differente, notevolmente più sottile.
Il corpo eterico è la sede della memoria e ha la funzione di registrare e ricordare gli avvenimenti esterni, nonché le nostre azioni, i nostri pensieri e i nostri desideri.
[...]Una volta registrata, ogni cosa (pensiero, sentimento, azione) deve obbligatoriamente ripetersi; è così che nasce l'abitudine. Per cambiare un'abitudine, bisogna cambiare l'impronta.
[...]All'inizio, non si sa quando, forse in questa vita, forse in una vita precedente, essi(gli esseri umani n.d.r.) hanno nutrito un pensiero, un sentimento o hanno compiuto un'azione che è andata a imprimersi nella materia eterica del loro cervello; una volta incisa l'impronta, quegli esseri umani ripeteranno sempre quel tal gesto e proveranno sempre quel tal sentimento, poiché la natura è fedele. Ecco perché vi ho detto poco fa che i cromosomi non sono sufficienti per spiegare il temperamento di un bambino: quel temperamento viene da più lontano.
[...]Quello che vi sto dicendo ha un valore assoluto. Se non si applica questo metodo, si è obbligati a ricominciare daccapo quattro, cinque o dieci volte. E non è ancora finita, perché bisogna incessantemente fare attenzione, e questo è uno sforzo enorme e inutile. Con la saggezza e l'intelligenza invece, si potranno economizzare sforzi e tempo. Non bisogna avere fretta, ma lavorare sulla prima impronta, affinché sia impeccabile.
[...]Esiste tuttavia un modo per sfuggire all'influenza delle vecchie impronte. Il metodo è semplice: bisogna preparare delle nuove impronte sulla base di un atteggiamento nuovo, abituandosi ad avere dei pensieri e dei sentimenti differenti e a compiere gesti differenti rispetto al passato. In questo modo approntate una registrazione nuova.[...]Comunque, dovete sapere che mettere una nuova impronta non vuol dire cancellare quella vecchia; no, quella non si cancellerà ma rimarrà negli archivi, ossia nel subcosciente, nascosta sotto altri strati. Ma per fare che rimanga nel profondo, dovete esercitare una vigilanza particolare; infatti appena tralasciate di fare attenzione, l'antica impronta avrà la tendenza a riaffiorare.
Bisogna sapere che nulla si cancella, nulla sparisce, perché l'Intelligenza cosmica, che ritiene molto importante tenere degli archivi, ha avuto cura di conservare tutta la storia del mondo, tutto il passato di miliardi di anni. Credete che solo gli uomini tengano degli archivi? Anche la natura li tiene, altrimenti non potrebbe svolgere il suo lavoro.
E anche a voi, nel corso della vostra evoluzione, potrà succedere che abbiate bisogno di conoscere le vostre vite passate. Come le conoscereste se tutto fosse cancellato e se da nessuna parte si menzionassero i fatti del passato? In realtà nulla è stato cancellato, e se riusciste a penetrare in quegli archivi, vi leggereste la vostra storia: i diversi paesi dove avete vissuto, ciò che siete stati, le grandi cose che avete fatto o i crimini che avete commesso, e capireste così le leggi del karma e le ragioni per cui vi trovate ora in una particolare situazione. Se i grandi Iniziati ci hanno presentato tutta una scienza riguardante la Giustizia divina, è perché hanno avuto i mezzi per approfondire quegli studi. Anche voi potreste fare gli stessi studi e giungereste alle medesime conclusioni.
La strada è sempre aperta, bisogna solo percorrerla.

Fonte "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" Omraam Mikhael Aivanhov.



Nove Simboli da Vivere
Esercizi di ginnastica
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mercoledì 4 luglio 2018

Che cos'è la Teosofia 2





La Volontà Divina si esprime come legge di natura e questa organizza saggiamente tutte le cose. L'infrazione delle sue leggi significa turbare il perfetto funzionamento dello schema; è per questa ragione che l'uomo saggio evita d'infrangere la legge.
Confrontando la Teosofia con la religione, notiamo però due grandi punti di differenza.
In primo luogo, la Teosofia non richiede la fede ai suoi seguaci e neppure parla di fede nel senso in cui questa parola è di solito usata. Lo studioso di scienze occulte se non sa una cosa, sospende il suo giudizio in proposito; non c'è posto nello schema per la fede cieca. Naturalmente i principianti sono invitati a leggere i risultati di varie osservazioni, a trattarli come ipotesi e accettarli provvisoriamente per conformarsi al momento in cui potranno verificarli.
In secondo luogo, non cerca mai di convertire o distogliere alcuno dalla religione alla quale appartiene; anzi ne spiega i significati più profondi, insegna a comprenderla e a viverla in modo migliore di prima. In molti casi gli rende la fede ad un livello più alto e più intelligente.
La Teosofia ha pure l'aspetto di scienza; è, in verità, una scienza della vita e dell'anima. Applica sempre il metodo scientifico d'osservazioni diligenti ripetute molte volte, classificandone poi i risultati e traendone le deduzioni. In questo modo ha investigato i vari piani della natura, le condizioni della coscienza di un uomo durante la vita e di ciò che comunemente si chiama morte. Queste affermazioni sono basate su l'osservazione di quanto avviene.
Gli investigatori teosofici si sono anche occupati, fino ad un certo punto, d'argomenti affini alla scienza ordinaria, come si può verificare leggendo il libro sulla Chimica occulta di A. Besant e C.W. Leadbeater. Unisce in sé alcune delle caratteristiche della filosofia, della religione e della scienza.
Si potrebbe domandare:

"Qual buona novella essa porta al mondo travagliato? Quali sono i punti principali che emergono dalle sue investigazioni? Quali i grandi fatti che essa ha da esporre all'umanità?".

Le risposte sono state riassunte in tre capi principali.
Sono verità assolute ma possono rimanere silenziose per mancanza di parole:

1.) L'anima (spirituale) dell'uomo è immortale e il suo avvenire ha uno sviluppo e uno splendore senza limiti.
2.) Il principio creatore risiede in noi e fuori di noi, è imperituro ed eternamente benefico, non udito, non visto, non odorato ma è percepito da chi lo desidera.
3.) Ogni uomo è il proprio legislatore assoluto, il dispensatore della propria gloria o oscurità; l'arbitro della propria vita, della propria ricompensa o del proprio castigo.

"Queste verità, grandi quanto la vita stessa, sono semplici come la più semplice mente dell'uomo".

Posto in termini brevi, si afferma che Dio è buono, che l'uomo è immortale e che secondo quello che semina raccoglie. Vi è uno schema definito delle cose, il quale è sotto una direzione intelligente che opera secondo leggi immutabili. L'uomo ha il suo posto in questo schema e vive nelle sue leggi. Se le capisce e coopera con esse, progredisce rapidamente ed è felice; se non le comprende - se di proposito o inconsciamente le trasgredisce, ritarda il proprio progresso ed è infelice. Queste non sono teorie ma fatti accertati. Chi ne dubita seguiti a leggere e vedrà.

Fonte: "Manuale di Teosofia" di C.W. Leadbeater.



Chimica Occulta
Indagine nella struttura occulta degli atomi
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venerdì 22 giugno 2018

Che cosa è la Teosofia 1




"Esiste tuttora una scuola di filosofia che la cultura moderna ha perso di vista". Con queste parole il signor A.P. Sinnett cominciò il suo libro "The Occult World", la prima esposizione popolare di Teosofia, pubblicata nel 1881.
Da allora, migliaia di persone hanno studiato la saggezza in quella scuola; eppure questi insegnamenti sono tuttora sconosciuti ai più, i quali non possono dare che delle risposte molto vaghe alla domanda: "Cos'è la Teosofia?".
Due libri rispondono a questa domanda: "Il Buddismo Esoterico" di A.P. Sinnett e "La Sapienza Antica" della dott.ssa A. Besant. Non mi propongo di far concorrenza a queste due opere; desidero soltanto fare un'esposizione, chiara e semplice, che possa servire d'introduzione.
Spesso definiamo la Teosofia come la verità sottostante tutte le religioni; è così, tuttavia, possiamo dire con sicurezza che la Teosofia è una filosofia, perché dà chiaramente una spiegazione dello schema d'evoluzione, tanto delle anime quanto dei corpi.
Si è una religione, perché avendoci indicato il corso dell'evoluzione, ci espone e consiglia un metodo per abbreviarlo mediante uno sforzo cosciente; è una scienza, perché tratta entrambi questi argomenti, non come materia di fede teologica ma per conoscenza diretta, mediante lo studio e l'investigazione. Afferma che l'uomo non ha bisogno di abbandonarsi ad una fede cieca, giacché possiede dei poteri latenti che risvegliati, gli permettono di vedere ed esaminare la sue tesi.
Questo è il risultato di conoscenze acquisite mediante il risveglio e lo sviluppo di questi poteri, poiché gli insegnamenti sono fondati sull'osservazione diretta resa possibile da tale sviluppo.
Come filosofia, ci spiega che il sistema solare è un meccanismo ben ordinato, una manifestazione magnifica, di cui l'uomo è una piccola parte. Essa si occupa di questa piccola parte che ci riguarda, trattandola in modo esauriente sotto tre aspetti: il presente, il passato e il futuro.
Tratta il presente descrivendo cosa sia realmente l'uomo osservato per mezzo delle facoltà sviluppate. Si afferma che l'uomo ha un'anima; la Teosofia, come risultato dell'investigazione diretta, afferma che l'uomo è un'anima con diversi corpi, che sono i suoi veicoli e gli strumenti nei vari mondi.
Questi mondi non sono separati nello spazio ma esistono simultaneamente qui e ora e possono essere esaminati; sono le divisioni del lato materiale della natura; differenti gradi di densità nell'aggregazione della materia come vedremo in seguito.
L'uomo esiste in diversi di questi mondi ma normalmente è conscio soltanto in quello fisico. Ciò che si chiama morte, è l'abbandono del veicolo più basso, ma l'anima, l'uomo reale nel mondo superiore non cambia, come non cambia l'uomo fisico quando si toglie il soprabito. Tutto ciò è materia d'osservazione e d'esperimento.
La Teosofia ha molto da raccontare sulla storia dell'uomo -  come nel corso dell'evoluzione egli sia giunto ad essere quello che è. Esiste un ricordo indelebile di tutto quanto è avvenuto, una specie di memoria della natura, nell'esame della quale, le scene dell'evoluzione passano innanzi agli occhi dell'investigatore.
Studiando così il passato, apprendiamo che l'uomo è d'origine divina e che ha una lunga evoluzione dietro di sé, quella dell'anima (o Vita) e quella della forma. Apprendiamo che la vita dell'uomo quale anima è di una durata enorme e che ciò che chiama vita, è in realtà un giorno della sua vera esistenza. L'uomo ha già vissuto di tali giorni e ne ha altri innanzi a sé. 
Per comprendere la vera vita e il suo scopo, dobbiamo considerare: le vite passate, quella presente e quelle future come un'unica esistenza.
Delle vite future abbiamo molte notizie: queste si possono avere da uomini evoluti con esperienze dirette, oppure da ciò che si può dedurre dal cammino sin qui percorso. La meta di questa evoluzione speciale è in vista, sebbene ancora lontana e anche quando questa sarà raggiunta, un successivo progresso si estenderà innanzi.
Uno dei vantaggi della Teosofia, è che la luce che ci porta, risolve molti problemi, elimina le difficoltà e spiega le ingiustizie della vita, dimostrando che nel caos apparente esiste l'ordine. Così, mentre una parte dei suoi insegnamenti si basa sull'osservazione di forze, delle quali l'Operatore è oltre la conoscenza dell'uomo ordinario, questo (l'uomo ordinario) se vuole accettarla come ipotesi, giungerà a provarne la verità, perché solamente la Teosofia fornisce una spiegazione ragionevole al dramma della vita.
L'esistenza di Uomini Perfetti che si possono contattare e ricevere da Loro istruzioni, spicca tra le nuove verità che la Teosofia porta al Mondo Occidentale. Un'altra verità è che il mondo non va ciecamente alla deriva, il suo progresso è sotto la direzione di una Gerarchia organizzata, rendendo impossibile che anche la più piccola delle sue unità, fallisca definitivamente.
Scorgendo anche solo un barlume dell'opera della Gerarchia, nasce inevitabilmente in noi il desiderio di cooperare con essa, di servire in qualunque lavoro per quanto umile e di essere degno in un lontano futuro di far parte delle sue ultime file.
Questo ci conduce a quell'aspetto della Teosofia che abbiamo chiamato religioso. Chi arriva a conoscere e comprendere queste cose, rimane insoddisfatto della lentezza dell'evoluzione e anela rendersi utile al più presto; allora chiede e ottiene la conoscenza di un sentiero più breve, anche se più scosceso. Non vi è in ogni modo, la possibilità di evitare l'ammontare di lavoro che deve essere compiuto. Con uno sforzo risoluto è possibile eseguire l'equivalente lavoro, in una piccola frazione di tempo e chi ha compiuto l'opera, concorda nell'affermare che essa ricompensa con sovrabbondanza la fatica. La limitazione dei diversi veicoli viene così gradatamente trascesa e l'uomo liberato diventa un cooperatore intelligente nel grandioso piano dell'evoluzione.
Come la religione, la Teosofia dà una regola di vita basata non su pretesi comandamenti del lontano passato, bensì sul semplice buon senso che deriva dall'osservazione dei fatti.

Fonte: liberamente tratto dal "Manuale di Teosofia" di C.W. Leadbeater.
Le Leggi Fondamentali della Teosofia
Edizioni Teosofiche Italiane?pn=6292" title="Edizioni Teosofiche Italiane" >Edizioni Teosofiche Italiane

giovedì 26 aprile 2018

La paura





  [...]D'ora in poi, quando vi trovate di fronte a un pericolo di qualsiasi genere, prima di fare qualunque cosa, rimanete immobili in istante. Non muovetevi, non parlate, ma stringete il pugno destro respirando profondamente, collegatevi a Dio e riuscirete così a controllare le vostre cellule. Poi fate quello che dovete fare per mettervi in salvo ma, prima di tutto, non muovetevi. Se fate un movimento, è come se faceste saltare una diga: le acque senza argini invaderebbero tutto il territorio e non potreste più far nulla per correggere la situazione. Così si sono viste persone gettarsi  da una finestra o buttarsi nel fuoco.
Davanti al pericolo, rimanete immobili e collegatevi con la Provvidenza; sentirete così nascere in voi la pace, che è la prima condizione affinché le forze benefiche si risveglino; le sentirete e ne constaterete la potenza, poiché esse sono sempre presenti in voi, ma bisogna che diate loro le condizioni adatte a manifestarsi.
Questa è una legge valida sia per il mondo interiore che per quello esteriore. Quando vi sentite minacciati interiormente, non mettetevi a "correre", altrimenti anche in questo caso il nemico si metterà ad inseguirvi e, più correrete, più sarete molestati e alla fine morsi.[...]
L'umanità è alla mercé delle sue paure, senza sapere che queste sono il risultato di una mancanza di conoscenza, di una mancanza di luce. Lo dimostra il fatto che, quando si entra in un luogo oscuro, ci si sente tranquilli solo nel momento in cui si riesce ad accendere una luce. Quante conclusioni importanti per la vita spirituale si possono trarre da questo fenomeno! L'oscurità simboleggia l'ignoranza, e siccome percepiamo i pericoli che l'ignoranza ci fa correre, abbiamo paura.
[...]Come vi ho già detto , l'amore è l'arma migliore contro la paura, e vi ho dato pure degli esempi. Ma in verità, solo l'amore per il Creatore, per Colui che tutto dirige, che tutto distribuisce, cioè l'amore più ricco, più bello e più potente potrà darvi veramente la sensazione di essere al sicuro.[...]Una persona ha del denaro: osservate come cammina, come dà ordini, come cerca di imporsi...Ora toglietele quel denaro e poi andate a vederla: si sente sprofondare, perfino si suicida, perché non si sente più protetta da niente.
La sua potenza era dunque il denaro; la persona di per sé non era né forte, né potente.[...]
Guardate per esempio come la paura della solitudine, della povertà, del disonore, della malattia, della morte possa rendere gli uomini vili, disonesti, egoisti e crudeli! Quanti crimini sono stati commessi da persone che avevano paura di perdere una cosa alla quale si erano attaccati! Anticamente, colui che voleva superare l'Iniziazione, doveva affrontare delle prove in cui doveva dimostrare di aver vinto la paura. Noi pure dobbiamo vincere la paura, sapendo che dietro alle prove che ci attendono, ai pericoli che ci minacciano, vi è celato Dio. Sì, è Dio che si nasconde dietro le nostre prove per istruirci.
Ecco perché, per sbarazzarci della paura, bisogna imparare a dimenticare totalmente se stessi e a rifugiarsi nella consapevolezza del nostro legame con Dio.[...]
Dunque d'ora in poi, quando vi troverete davanti a delle difficoltà, invece di avere paura e di fuggire, cercate di affrontarle, altrimenti i nemici non se ne andranno mai.
Per vincere i nemici del piano astrale e mentale bisogna essere audaci, ossia avere l'amore e la luce, poiché la luce(il sapere) e il calore(l'amore) generano la forza che vi permetterà di trionfare.

Tratto dal libro "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" di Omraam Mikhael Aivanhov


Il Lavoro Alchemico Ovvero la Ricerca della PerfezioneVoto medio su 5 recensioni: Da non perdere
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La via del cuore, dell’amore: il Sufismo Di seguito, un bel contributo dell’amico  Maurizio Luzi , grande studioso di religioni comp...