sabato 25 agosto 2018

DALL'ASSOLUTO ALL'UOMO



Dell'Assoluto, dell'Infinito e del Tutto possiamo saper soltanto che Esso è; non possiamo dire nulla che non sia limitazione e quindi, inesattezza.

In Esso ci sono innumerevoli universi  e in ciascun universo, infiniti sistemi solari. Ogni sistema solare è l'espressione di un possente Essere (Colui che chiamiamo il Logos, il Verbo di Dio, la Divinità Solare), il quale è per il suo sistema tutto ciò che l'uomo intende con la parola Dio. 

Egli pervade il Suo sistema e non v'è nulla in esso che non sia in lui; il sistema è la sua manifestazione in quella materia che noi siamo in grado di vedere; pure lui esiste al di sopra e al di fuori di questa manifestazione e vive la Sua magnifica vita in mezzo ai Suoi Pari com'è detto in una scrittura orientale:

<<Con una parte di Me stesso avendo pervaso tutto l'Universo, Io dimoro>>.

Della Sua vita superiore non possiamo saper nulla. Del frammento della Sua vita che dà energia al Suo sistema, possiamo saper qualcosa ai livelli inferiori della Sua manifestazione. Non c'è dato di vederlo ma possiamo veder operare il Suo potere. Nessuno che sia chiaroveggente può essere ateo; le prove dell'esistenza di Dio sono troppo evidenti e s'impongono.

Dal proprio Essere Egli ha chiamato all'esistenza questo stupendo sistema, noi che ci troviamo entro di lui siamo frammenti evolventi della Sua vita, scintille del Suo fuoco divino, da Lui siamo venuti, in Lui tutti ritorneremo.

Molti hanno domandato perché Egli abbia fatto ciò, perché abbia emanato da Se stesso questo sistema, perché ci abbia mandato fuori ad affrontare le tempeste della vita. Non lo possiamo sapere, né la domanda è pratica; siamo qui e dobbiamo fare del nostro meglio. Tuttavia, molti filosofi hanno indagato su questo punto e sono state formulate molte ipotesi. La più bella di cui sono a conoscenza è di un filosofo Gnostico.
<<Dio è Amore, ma l'amore non può essere perfetto se non ha su chi profondersi e da chi essere riamato. Egli emise parte di Sé nella materia e limitò la propria gloria, affinché per mezzo di questo lento e naturale processo d'evoluzione, noi venissimo all'esistenza e a nostra volta, secondo la Sua volontà, dobbiamo evolvere fino a raggiungere il Suo livello, allora lo stesso Amore di Dio diverrà più perfetto, perché sarà profuso sopra i Suoi figli che lo comprenderanno pienamente, così il Suo grande schema sarà effettuato e la Sua volontà sarà fatta>>.

A quale stupenda altezza dimori la Sua coscienza non si sa; né possiamo conoscerne la vera natura. Nel momento in cui Egli discende alla nostra portata, la Sua manifestazione è sempre triplice, anche le religioni lo hanno raffigurato come una Trinità. Tre e pure fondamentalmente Uno; tre persone ma un Dio solo, manifestante in tre aspetti. Tre per noi che lo osserviamo dal basso, perché le loro funzioni sono differenti; una per Lui, perché Egli le conosce come facce di Se stesso.

Tutti e tre questi aspetti hanno da fare con l'evoluzione del sistema solare e con quella dell'uomo. Quest'evoluzione è la Sua volontà, il Suo metodo e il Suo piano.

Sotto al Logos solare vi sono sette Ministri, chiamati talvolta Spiriti Planetari. Adoperando un'analogia tratta dalla fisiologia del nostro corpo, i ministri stanno al Logos come i gangli o centri nervosi al cervello. Ogni evoluzione emanata da Lui, attraversa l'uno o l'altro di tali Spiriti Planetari.

Più in basso, vi sono molti ordini di Esseri spirituali chiamati Angeli o Deva. Non conosciamo tutte le funzioni che compiono nelle diverse parti di questo schema meraviglioso ma crediamo che alcune siano connesse alla costruzione del sistema e allo svolgersi della sua vita. Nel nostro mondo esiste un Grande Essere che rappresenta la Deità Solare e che ha assunto dominio su tutta l'evoluzione di questo pianeta. Possiamo raffigurarlo come il vero Re di questo mondo e sotto di Lui, vi sono Ministri incaricati di divisioni diverse. una di queste divisioni riguarda l'evoluzione delle diverse razze umane e ciascuna di queste ha un Capo che le fonda che le differenzia dalle altre e ne vigila lo sviluppo. Un'altra divisione, è quella della religione e dell'educazione; da questa sono venuti tutti i più grandi istruttori della storia e sono state emanate tutte le religioni. Il Grande Essere a capo di tale divisione o viene Lui stesso o manda uno dei Suoi discepoli a fondare una nuova religione quando ne vede il bisogno.

Le religioni, al momento della loro prima presentazione al mondo, hanno un'esposizione che nei punti fondamentali è sempre stata la stessa, poiché l'Istruttore è sempre un inviato della Grande Fratellanza degli Adepti. L'insegnamento nei punti più essenziali, nei suoi principi etici e morali, è sempre identico.

Vi è nel  mondo un insieme di Verità che sta alla base delle religioni e che rappresenta i fatti naturali, per quanto questi sono ancora sconosciuti all'uomo. A causa dell'ignoranza, la gente discute sulla questione dell'esistenza di Dio, sulla sopravvivenza alla morte, sulla possibilità di un determinato progresso e sulle relazioni dell'uomo con l'universo. Queste questioni, sono sempre presenti alla mente dell'uomo non appena l'intelligenza si sveglia e sembrano non aver risposta, al contrario, le risposte sono alla portata di chi voglia fare lo sforzo per trovarle.

Nei primi stadi dello sviluppo dell'umanità, i Grandi Funzionari della Gerarchia sono venuti da fuori, da altre parti più evolute del sistema. loro resteranno fino a quando gli uomini raggiungeranno il livello necessario di potere e saggezza per poterli sostituire. Per essere capace di tale ufficio, un uomo deve elevarsi ad un livello molto alto e diventare ciò che si chiama un Adepto - un essere che in bontà, in potere e in sapienza torreggia sul resto dell'umanità. Avendo raggiunto la vetta dell'ordinaria evoluzione umana, Egli ha compiuto ciò che il piano del Logos gli aveva assegnato per questa età o dispensazione.

Molti uomini hanno raggiunto il livello di Adepto - uomini che appartengono a tutte le principali nazioni del mondo - anime rare che con indomito coraggio hanno preso d'assalto la fortezza della natura, rendendosi padroni dei suoi più intimi segreti guadagnando il diritto di chiamarsi Adepti. Tra Loro vi sono molti gradi e molte linee di attività. Alcuni rimangono in contatto con la terra per far parte della Gerarchia, alla quale è affidata l'aaministrazione del nostro mondo e l'evoluzione spirituale dell'umanità.

Questa Gerarchia, è chiamata la Grande Fratellanza Bianca. Non formano una comunità ma ciascuno si ritrae in disparte dal mondo, restando però in costante comunicazione con gli altri e con il Capo. Alcuni, pochi di questi Grandi Adepti, sono disposti ad accogliere come discepolo chi è risoluto a dedicarsi completamente al servizio dell'umanità. Questi sono chiamati Maestri.

Uno di questi discepoli fu Elena Petrovna Blavatsky - grand'anima che fu inviata a riportare al mondo la conoscenza delle antiche verità. Insieme al Colonnello Enrico Steel Olcott fondò la Società Teosofica per la diffusione della conoscenza che doveva impartire. Fra quelli che vennero in contatto con Lei in quei primi tempi, fu il sig. A.P. Sinnett, l'editore del "Pioneer" che si rese subito conto della grandezza e dell'importanza dell'insegnamento. Sebbene Elena Blavatsky avesse già scritto "Iside Svelata", tale opera aveva attratto poca attenzione e fu il sig. Sinnett che per primo, ne rese l'insegnamento accessibile ai lettori occidentali con i suoi due libri "Il Mondo Occulto" e "Il Buddismo Esoterico".

Per mezzo di queste opere io stesso venni a conoscere, prima l'autore e poi Blavatsky stessa; da entrambi imparai molto. Quando domandai a Madame Blavatsky in qual modo si potesse apprendere di più e fare dei progressi lungo il Sentiero da Lei indicato, affermò che vi era anche per gli altri studiosi, come vi era stato per lei, la possibilità di essere accolti come discepoli dai Grandi Maestri: e che l'unico modo per guadagnarsi tale privilegio era di mostrarsene degno con il lavoro zelante e altruistico. Mi assicurò che per raggiungere tal meta bisognava essere assolutamente saldo nella propria risoluzione, che nessuno poteva sperare di riuscire se cercava di servire allo stesso tempo Dio e Mammone. Uno di questi Maestri aveva detto:
<<Per riuscire, il discepolo deve lasciare il proprio mondo e venire nel nostro>>.

Ciò significava porre fine di far parte della maggioranza che vive per le ricchezze e il potere, dedicandosi disinteressatamente al bene del mondo. Madame Blavatsky ci avvertì chiaramente che la via da percorrere era difficile, che saremmo stati fraintesi e diffamati, che l'unica nostra prospettiva era quella del più duro lavoro e che sebbene il risultato fosse sicuro, nessuno poteva predire quanto tempo ci volesse per raggiungerlo. Alcuni di noi accettarono con gioia e non hanno mai rimpianto neanche per un momento la soluzione presa.

Dopo alcuni anni di lavoro, ebbi il privilegio di venire in contatto con questi Grandi Maestri della Sapienza; da Loro imparai molte cose - fra le altre il modo di verificare per conto mio, di prima mano, la maggior parte degli insegnamenti che avevano dato. Su questi argomenti io scrivo ciò che so e ciò che io stesso ho veduto. Alcune cose menzionate negli insegnamenti, richiedono per essere verificate, poteri molto superiori a quelli da me acquisiti finora. Di esse posso dire soltanto che sono coerenti con ciò che conosco e in molti casi necessari come ipotesi per spiegare ciò che ho visto. Esse mi pervennero insieme al resto del sistema Teosofico, con l'autorità di questi possenti Istruttori. Poi ho imparato a esaminare da solo la maggior parte di quanto mi fu detto ed ho constatato che le informazioni avute erano esatte in ogni particolare.

La meta che ogni fervido studioso di Teosofia si propone, è essere accettato come discepolo da uno dei Maestri della Sapienza, ciò implica uno sforzo risoluto. Vi sono sempre stati degli uomini pronti a compiere questo sforzo, quindi vi sono sempre stati uomini che sapevano. La conoscenza è così trascendentale che quando uno l'afferra, diventa più che uomo e passa oltre la nostra visione.

Vi sono diversi stadi nell'acquisto di questa conoscenza e noi possiamo imparare molto, se vogliamo, da coloro che si trovano tuttora in via di apprendere. Gli esseri umani sono su differenti gradini della scala dell'evoluzione, possiamo guardare indietro e vedere sotto a noi i gradini che abbiamo già sorpassato e anche, volgere lo sguardo in alto e vedere quelli che non abbiamo ancora raggiunto. Appunto perché vediamo degli uomini su ciascun gradino di questa scala, sappiamo che l'ascesa a quella gloria è possibile. Coloro che stanno sopra di noi, tanto in alto che ci appaiono come divinità, ci affermano che si trovavano dove noi ci troviamo ora e ci indicano i passi da compiere se vogliamo raggiungerli.

Fonte: "Manuale di Teosofia" C.W. Leadbeater









Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater Le Lettere di "K. H." a C. W. Leadbeater
Con la riproduzione degli Scritti Originali del Maestro "K.H" e di H.P. Blavatsky
Jinarajadasa

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lunedì 23 luglio 2018

La storia della cartomanzia


Per poter parlare della nascita dei tarocchi  dobbiamo fare riferimento all'astrologia che accosta le proprie fonti storiografiche con l'antropologia culturale e l'archeologia.
Le prime fonti della storia dell'astrologia sono dei reperti della Mesopotamia, gli scritti dell'antica Grecia, del tardo periodo egizio e dell'epoca romana, fino al Medioevo, il Rinascimento ed i secoli successivi fino ai giorni nostri.
Tuttavia per i tarocchi non vale la stessa cosa, infatti la cartomanzia ha un'origine molto esoterica.
Secondo una leggenda sarebbero arrivati alla conoscenza dell'uomo per fornirci una nuova linea di giudizio tramite elementi di vita sconosciuti fino ad allora, sviluppare l'intuizione e la creatività, e dare risposte riguardo il destino.
Alcune leggende fanno risalire i tarocchi ai tempi della preistoria; anche allora è probabile vi fossero dei saggi o dei maghi che si occupavano dell'iniziazione a quest'arte.
Nell'antico mondo ebraico, secondo alcune leggende, ci sarebbero stati degli spostamenti occulti dalla Bibbia alla Thorat sino alla Cabala.
L'alfabeto ebraico corrisponde per numero di significati alle ventidue carte degli Arcani Maggiori; infatti passando all'osservazione delle lettere ebraiche, si può notare che esse mostrano figure che possono essere indicate con significati geometrici.
La Cabala ha un significato simbolico che molti studiosi vedono introdotto in ogni forma umana, nell'architettura, nella musica, nei templi e perfino nelle piramidi.
Quindi secondo questa teoria, esiste un filo conduttore che ci trasporta dalla Cabala ai Tarocchi con una serie d'immagini magiche.
Ad ogni immagine corrisponde un Arcano, quindi come se vi fosse un mistero in se stessa; ma questo mistero ha un significato sacro che è accompagnato da un "potere" misterioso che si riferisce ad una lettera dell'alfabeto ebraico.
Solo in un periodo successivo i ventidue Arcani Maggiori sono stati seguiti dai cinquantasei Arcani Minori, che sono le carte da gioco ed il totale delle settantotto carte hanno preso il nome di Lame o Trionfi.
Eliphas Levi, abate di fede cattolica,famoso occultista il cui vero nome era Alfonso Luigi Constant, ha sempre pensato che in ogni civiltà si sia formato lo stesso ragionamento sacro ed occulto che collega le carte ai vari testi antichi delle grandi dottrine religiose, investendo non solo gli ebrei, ma anche i romani, i greci e gli egizi.
 Individuò nel tarocco la summa carthomantica atta ad interpretare l'enorme chiave di volta del sapere umano che è la Cabala, sistema filosofico, religioso ed occulto.
Un'altra leggenda si ricollega all'interpretazione che nel 1780-81 fece Court de Gébelin, su una probabile origine egizia dei tarocchi.
Sicuramente queste interpretazioni venivano fatte sorgere anche dalle attinenze che i vari riti massonici e le logge dei Franchi Muratori facevano sorgere, ricollegando la conoscenza e l'opera del Grande Architetto con un simbolismo che spesso si riportava all'antico Egitto.
Gébelin affermò che i ventidue Arcani Maggiori erano un misterioso ed arcaico libro che era sfuggito all'incendio e la distruzione della biblioteca di Alessandria.
Egli si convinse che le carte furono poi nei secoli diffuse dalle tribù zingaresche.
Ultima ipotesi sull'origine dei tarocchi, è quella di una diffusione attraverso delle etnie nomadi che non sapevano scrivere; potrebbe essere possibile questa ipotesi visto il fatto che gli zingari abbiano portato il mazzo delle carte in giro per il mondo.
Le antiche tribù zingare potrebbero comunque aver rinvenuto le carte dei tarocchi in un qualsiasi posto ed in una qualsiasi epoca e non necessariamente all'epoca dell'incendio della biblioteca di Alessandria.
Un'ipotesi un po' meno attendibile è quella secondo la quale i tarocchi sarebbero stati inventati ed usati dai Cavalieri dell'Ordine del Tempio di Gerusalemme, che nel 1314 furono dispersi per volontà del Re di Francia in accordo con il Pontefice romano.






I Tarocchi
Il Vangelo Segreto
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mercoledì 18 luglio 2018

Alle origini dell'eredità 1






Nella scienza esoterica è detto che tutto ciò che esiste sulla terra possiede un doppione. Anche il nostro corpo fisico ha un doppione: il corpo eterico, che ha esattamente la stessa forma e le stesse sue funzioni, benché sia fatto di una materia differente, notevolmente più sottile.
Il corpo eterico è la sede della memoria e ha la funzione di registrare e ricordare gli avvenimenti esterni, nonché le nostre azioni, i nostri pensieri e i nostri desideri.
[...]Una volta registrata, ogni cosa (pensiero, sentimento, azione) deve obbligatoriamente ripetersi; è così che nasce l'abitudine. Per cambiare un'abitudine, bisogna cambiare l'impronta.
[...]All'inizio, non si sa quando, forse in questa vita, forse in una vita precedente, essi(gli esseri umani n.d.r.) hanno nutrito un pensiero, un sentimento o hanno compiuto un'azione che è andata a imprimersi nella materia eterica del loro cervello; una volta incisa l'impronta, quegli esseri umani ripeteranno sempre quel tal gesto e proveranno sempre quel tal sentimento, poiché la natura è fedele. Ecco perché vi ho detto poco fa che i cromosomi non sono sufficienti per spiegare il temperamento di un bambino: quel temperamento viene da più lontano.
[...]Quello che vi sto dicendo ha un valore assoluto. Se non si applica questo metodo, si è obbligati a ricominciare daccapo quattro, cinque o dieci volte. E non è ancora finita, perché bisogna incessantemente fare attenzione, e questo è uno sforzo enorme e inutile. Con la saggezza e l'intelligenza invece, si potranno economizzare sforzi e tempo. Non bisogna avere fretta, ma lavorare sulla prima impronta, affinché sia impeccabile.
[...]Esiste tuttavia un modo per sfuggire all'influenza delle vecchie impronte. Il metodo è semplice: bisogna preparare delle nuove impronte sulla base di un atteggiamento nuovo, abituandosi ad avere dei pensieri e dei sentimenti differenti e a compiere gesti differenti rispetto al passato. In questo modo approntate una registrazione nuova.[...]Comunque, dovete sapere che mettere una nuova impronta non vuol dire cancellare quella vecchia; no, quella non si cancellerà ma rimarrà negli archivi, ossia nel subcosciente, nascosta sotto altri strati. Ma per fare che rimanga nel profondo, dovete esercitare una vigilanza particolare; infatti appena tralasciate di fare attenzione, l'antica impronta avrà la tendenza a riaffiorare.
Bisogna sapere che nulla si cancella, nulla sparisce, perché l'Intelligenza cosmica, che ritiene molto importante tenere degli archivi, ha avuto cura di conservare tutta la storia del mondo, tutto il passato di miliardi di anni. Credete che solo gli uomini tengano degli archivi? Anche la natura li tiene, altrimenti non potrebbe svolgere il suo lavoro.
E anche a voi, nel corso della vostra evoluzione, potrà succedere che abbiate bisogno di conoscere le vostre vite passate. Come le conoscereste se tutto fosse cancellato e se da nessuna parte si menzionassero i fatti del passato? In realtà nulla è stato cancellato, e se riusciste a penetrare in quegli archivi, vi leggereste la vostra storia: i diversi paesi dove avete vissuto, ciò che siete stati, le grandi cose che avete fatto o i crimini che avete commesso, e capireste così le leggi del karma e le ragioni per cui vi trovate ora in una particolare situazione. Se i grandi Iniziati ci hanno presentato tutta una scienza riguardante la Giustizia divina, è perché hanno avuto i mezzi per approfondire quegli studi. Anche voi potreste fare gli stessi studi e giungereste alle medesime conclusioni.
La strada è sempre aperta, bisogna solo percorrerla.

Fonte "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" Omraam Mikhael Aivanhov.



Nove Simboli da Vivere
Esercizi di ginnastica
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mercoledì 4 luglio 2018

Che cos'è la Teosofia 2





La Volontà Divina si esprime come legge di natura e questa organizza saggiamente tutte le cose. L'infrazione delle sue leggi significa turbare il perfetto funzionamento dello schema; è per questa ragione che l'uomo saggio evita d'infrangere la legge.
Confrontando la Teosofia con la religione, notiamo però due grandi punti di differenza.
In primo luogo, la Teosofia non richiede la fede ai suoi seguaci e neppure parla di fede nel senso in cui questa parola è di solito usata. Lo studioso di scienze occulte se non sa una cosa, sospende il suo giudizio in proposito; non c'è posto nello schema per la fede cieca. Naturalmente i principianti sono invitati a leggere i risultati di varie osservazioni, a trattarli come ipotesi e accettarli provvisoriamente per conformarsi al momento in cui potranno verificarli.
In secondo luogo, non cerca mai di convertire o distogliere alcuno dalla religione alla quale appartiene; anzi ne spiega i significati più profondi, insegna a comprenderla e a viverla in modo migliore di prima. In molti casi gli rende la fede ad un livello più alto e più intelligente.
La Teosofia ha pure l'aspetto di scienza; è, in verità, una scienza della vita e dell'anima. Applica sempre il metodo scientifico d'osservazioni diligenti ripetute molte volte, classificandone poi i risultati e traendone le deduzioni. In questo modo ha investigato i vari piani della natura, le condizioni della coscienza di un uomo durante la vita e di ciò che comunemente si chiama morte. Queste affermazioni sono basate su l'osservazione di quanto avviene.
Gli investigatori teosofici si sono anche occupati, fino ad un certo punto, d'argomenti affini alla scienza ordinaria, come si può verificare leggendo il libro sulla Chimica occulta di A. Besant e C.W. Leadbeater. Unisce in sé alcune delle caratteristiche della filosofia, della religione e della scienza.
Si potrebbe domandare:

"Qual buona novella essa porta al mondo travagliato? Quali sono i punti principali che emergono dalle sue investigazioni? Quali i grandi fatti che essa ha da esporre all'umanità?".

Le risposte sono state riassunte in tre capi principali.
Sono verità assolute ma possono rimanere silenziose per mancanza di parole:

1.) L'anima (spirituale) dell'uomo è immortale e il suo avvenire ha uno sviluppo e uno splendore senza limiti.
2.) Il principio creatore risiede in noi e fuori di noi, è imperituro ed eternamente benefico, non udito, non visto, non odorato ma è percepito da chi lo desidera.
3.) Ogni uomo è il proprio legislatore assoluto, il dispensatore della propria gloria o oscurità; l'arbitro della propria vita, della propria ricompensa o del proprio castigo.

"Queste verità, grandi quanto la vita stessa, sono semplici come la più semplice mente dell'uomo".

Posto in termini brevi, si afferma che Dio è buono, che l'uomo è immortale e che secondo quello che semina raccoglie. Vi è uno schema definito delle cose, il quale è sotto una direzione intelligente che opera secondo leggi immutabili. L'uomo ha il suo posto in questo schema e vive nelle sue leggi. Se le capisce e coopera con esse, progredisce rapidamente ed è felice; se non le comprende - se di proposito o inconsciamente le trasgredisce, ritarda il proprio progresso ed è infelice. Queste non sono teorie ma fatti accertati. Chi ne dubita seguiti a leggere e vedrà.

Fonte: "Manuale di Teosofia" di C.W. Leadbeater.



Chimica Occulta
Indagine nella struttura occulta degli atomi
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venerdì 22 giugno 2018

Che cosa è la Teosofia 1




"Esiste tuttora una scuola di filosofia che la cultura moderna ha perso di vista". Con queste parole il signor A.P. Sinnett cominciò il suo libro "The Occult World", la prima esposizione popolare di Teosofia, pubblicata nel 1881.
Da allora, migliaia di persone hanno studiato la saggezza in quella scuola; eppure questi insegnamenti sono tuttora sconosciuti ai più, i quali non possono dare che delle risposte molto vaghe alla domanda: "Cos'è la Teosofia?".
Due libri rispondono a questa domanda: "Il Buddismo Esoterico" di A.P. Sinnett e "La Sapienza Antica" della dott.ssa A. Besant. Non mi propongo di far concorrenza a queste due opere; desidero soltanto fare un'esposizione, chiara e semplice, che possa servire d'introduzione.
Spesso definiamo la Teosofia come la verità sottostante tutte le religioni; è così, tuttavia, possiamo dire con sicurezza che la Teosofia è una filosofia, perché dà chiaramente una spiegazione dello schema d'evoluzione, tanto delle anime quanto dei corpi.
Si è una religione, perché avendoci indicato il corso dell'evoluzione, ci espone e consiglia un metodo per abbreviarlo mediante uno sforzo cosciente; è una scienza, perché tratta entrambi questi argomenti, non come materia di fede teologica ma per conoscenza diretta, mediante lo studio e l'investigazione. Afferma che l'uomo non ha bisogno di abbandonarsi ad una fede cieca, giacché possiede dei poteri latenti che risvegliati, gli permettono di vedere ed esaminare la sue tesi.
Questo è il risultato di conoscenze acquisite mediante il risveglio e lo sviluppo di questi poteri, poiché gli insegnamenti sono fondati sull'osservazione diretta resa possibile da tale sviluppo.
Come filosofia, ci spiega che il sistema solare è un meccanismo ben ordinato, una manifestazione magnifica, di cui l'uomo è una piccola parte. Essa si occupa di questa piccola parte che ci riguarda, trattandola in modo esauriente sotto tre aspetti: il presente, il passato e il futuro.
Tratta il presente descrivendo cosa sia realmente l'uomo osservato per mezzo delle facoltà sviluppate. Si afferma che l'uomo ha un'anima; la Teosofia, come risultato dell'investigazione diretta, afferma che l'uomo è un'anima con diversi corpi, che sono i suoi veicoli e gli strumenti nei vari mondi.
Questi mondi non sono separati nello spazio ma esistono simultaneamente qui e ora e possono essere esaminati; sono le divisioni del lato materiale della natura; differenti gradi di densità nell'aggregazione della materia come vedremo in seguito.
L'uomo esiste in diversi di questi mondi ma normalmente è conscio soltanto in quello fisico. Ciò che si chiama morte, è l'abbandono del veicolo più basso, ma l'anima, l'uomo reale nel mondo superiore non cambia, come non cambia l'uomo fisico quando si toglie il soprabito. Tutto ciò è materia d'osservazione e d'esperimento.
La Teosofia ha molto da raccontare sulla storia dell'uomo -  come nel corso dell'evoluzione egli sia giunto ad essere quello che è. Esiste un ricordo indelebile di tutto quanto è avvenuto, una specie di memoria della natura, nell'esame della quale, le scene dell'evoluzione passano innanzi agli occhi dell'investigatore.
Studiando così il passato, apprendiamo che l'uomo è d'origine divina e che ha una lunga evoluzione dietro di sé, quella dell'anima (o Vita) e quella della forma. Apprendiamo che la vita dell'uomo quale anima è di una durata enorme e che ciò che chiama vita, è in realtà un giorno della sua vera esistenza. L'uomo ha già vissuto di tali giorni e ne ha altri innanzi a sé. 
Per comprendere la vera vita e il suo scopo, dobbiamo considerare: le vite passate, quella presente e quelle future come un'unica esistenza.
Delle vite future abbiamo molte notizie: queste si possono avere da uomini evoluti con esperienze dirette, oppure da ciò che si può dedurre dal cammino sin qui percorso. La meta di questa evoluzione speciale è in vista, sebbene ancora lontana e anche quando questa sarà raggiunta, un successivo progresso si estenderà innanzi.
Uno dei vantaggi della Teosofia, è che la luce che ci porta, risolve molti problemi, elimina le difficoltà e spiega le ingiustizie della vita, dimostrando che nel caos apparente esiste l'ordine. Così, mentre una parte dei suoi insegnamenti si basa sull'osservazione di forze, delle quali l'Operatore è oltre la conoscenza dell'uomo ordinario, questo (l'uomo ordinario) se vuole accettarla come ipotesi, giungerà a provarne la verità, perché solamente la Teosofia fornisce una spiegazione ragionevole al dramma della vita.
L'esistenza di Uomini Perfetti che si possono contattare e ricevere da Loro istruzioni, spicca tra le nuove verità che la Teosofia porta al Mondo Occidentale. Un'altra verità è che il mondo non va ciecamente alla deriva, il suo progresso è sotto la direzione di una Gerarchia organizzata, rendendo impossibile che anche la più piccola delle sue unità, fallisca definitivamente.
Scorgendo anche solo un barlume dell'opera della Gerarchia, nasce inevitabilmente in noi il desiderio di cooperare con essa, di servire in qualunque lavoro per quanto umile e di essere degno in un lontano futuro di far parte delle sue ultime file.
Questo ci conduce a quell'aspetto della Teosofia che abbiamo chiamato religioso. Chi arriva a conoscere e comprendere queste cose, rimane insoddisfatto della lentezza dell'evoluzione e anela rendersi utile al più presto; allora chiede e ottiene la conoscenza di un sentiero più breve, anche se più scosceso. Non vi è in ogni modo, la possibilità di evitare l'ammontare di lavoro che deve essere compiuto. Con uno sforzo risoluto è possibile eseguire l'equivalente lavoro, in una piccola frazione di tempo e chi ha compiuto l'opera, concorda nell'affermare che essa ricompensa con sovrabbondanza la fatica. La limitazione dei diversi veicoli viene così gradatamente trascesa e l'uomo liberato diventa un cooperatore intelligente nel grandioso piano dell'evoluzione.
Come la religione, la Teosofia dà una regola di vita basata non su pretesi comandamenti del lontano passato, bensì sul semplice buon senso che deriva dall'osservazione dei fatti.

Fonte: liberamente tratto dal "Manuale di Teosofia" di C.W. Leadbeater.
Le Leggi Fondamentali della Teosofia
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giovedì 26 aprile 2018

La paura





  [...]D'ora in poi, quando vi trovate di fronte a un pericolo di qualsiasi genere, prima di fare qualunque cosa, rimanete immobili in istante. Non muovetevi, non parlate, ma stringete il pugno destro respirando profondamente, collegatevi a Dio e riuscirete così a controllare le vostre cellule. Poi fate quello che dovete fare per mettervi in salvo ma, prima di tutto, non muovetevi. Se fate un movimento, è come se faceste saltare una diga: le acque senza argini invaderebbero tutto il territorio e non potreste più far nulla per correggere la situazione. Così si sono viste persone gettarsi  da una finestra o buttarsi nel fuoco.
Davanti al pericolo, rimanete immobili e collegatevi con la Provvidenza; sentirete così nascere in voi la pace, che è la prima condizione affinché le forze benefiche si risveglino; le sentirete e ne constaterete la potenza, poiché esse sono sempre presenti in voi, ma bisogna che diate loro le condizioni adatte a manifestarsi.
Questa è una legge valida sia per il mondo interiore che per quello esteriore. Quando vi sentite minacciati interiormente, non mettetevi a "correre", altrimenti anche in questo caso il nemico si metterà ad inseguirvi e, più correrete, più sarete molestati e alla fine morsi.[...]
L'umanità è alla mercé delle sue paure, senza sapere che queste sono il risultato di una mancanza di conoscenza, di una mancanza di luce. Lo dimostra il fatto che, quando si entra in un luogo oscuro, ci si sente tranquilli solo nel momento in cui si riesce ad accendere una luce. Quante conclusioni importanti per la vita spirituale si possono trarre da questo fenomeno! L'oscurità simboleggia l'ignoranza, e siccome percepiamo i pericoli che l'ignoranza ci fa correre, abbiamo paura.
[...]Come vi ho già detto , l'amore è l'arma migliore contro la paura, e vi ho dato pure degli esempi. Ma in verità, solo l'amore per il Creatore, per Colui che tutto dirige, che tutto distribuisce, cioè l'amore più ricco, più bello e più potente potrà darvi veramente la sensazione di essere al sicuro.[...]Una persona ha del denaro: osservate come cammina, come dà ordini, come cerca di imporsi...Ora toglietele quel denaro e poi andate a vederla: si sente sprofondare, perfino si suicida, perché non si sente più protetta da niente.
La sua potenza era dunque il denaro; la persona di per sé non era né forte, né potente.[...]
Guardate per esempio come la paura della solitudine, della povertà, del disonore, della malattia, della morte possa rendere gli uomini vili, disonesti, egoisti e crudeli! Quanti crimini sono stati commessi da persone che avevano paura di perdere una cosa alla quale si erano attaccati! Anticamente, colui che voleva superare l'Iniziazione, doveva affrontare delle prove in cui doveva dimostrare di aver vinto la paura. Noi pure dobbiamo vincere la paura, sapendo che dietro alle prove che ci attendono, ai pericoli che ci minacciano, vi è celato Dio. Sì, è Dio che si nasconde dietro le nostre prove per istruirci.
Ecco perché, per sbarazzarci della paura, bisogna imparare a dimenticare totalmente se stessi e a rifugiarsi nella consapevolezza del nostro legame con Dio.[...]
Dunque d'ora in poi, quando vi troverete davanti a delle difficoltà, invece di avere paura e di fuggire, cercate di affrontarle, altrimenti i nemici non se ne andranno mai.
Per vincere i nemici del piano astrale e mentale bisogna essere audaci, ossia avere l'amore e la luce, poiché la luce(il sapere) e il calore(l'amore) generano la forza che vi permetterà di trionfare.

Tratto dal libro "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" di Omraam Mikhael Aivanhov


Il Lavoro Alchemico Ovvero la Ricerca della PerfezioneVoto medio su 5 recensioni: Da non perdere
€ 10

mercoledì 11 aprile 2018

Gnosticismo ed il diavolo



In un libro di Gerard Zacharias, l'autore afferma che il satanismo ristabilirebbe l'unità degli opposti distrutta dal dualismo cristiano.

Le scienze esoteriche gnostiche hanno il dovere di aiutare l'uomo a conseguire l'illuminazione, rendendosi conto che esse non differiscono molto dal classico satanismo esplicito.

La parola esoterismo deriva dal greco esoter che significa interiore, dentro, infatti si presenta come la tensione spirituale dell'anima verso la conoscenza o gnosi e verso il risveglio della scintilla divina interiore.

Questa conoscenza viene trasmessa attraverso simboli e riti, infatti l'esoterismo conduce l'iniziato alla divinazione  o alla realizzazione di stati superiori dell'essere aldilà di qualsiasi certezza o dogma od appartenenza religiosa.

La Cabala, l'Ermetismo, l'Alchimia, la Teosofia ed oggi la New Age sono tra le scienze esoteriche che insegnano la necessità della discesa al male, quale via al bene e l'unione degli opposti.

L'uomo deve scoprire in sé il divino, la scintilla di luce di cui deve riappropriarsi; la tentazione dello gnosticismo è la tentazione del serpente della genesi, l'uomo diventerà come Dio.

Secondo la Cabala ebraica, il messia venturo riconcilierà con Dio anche il diavolo; infatti in Dio vi sarebbero due principi: quello maschile e quello femminile, ed anche il divino ed il demoniaco, la luce e le tenebre, quindi il cabalista è tenuto ad armonizzare tutti gli opposti.

Lo gnostico ritiene di essere in possesso di una verità superiore, è convinto di essere solo spirito divino, imprigionato nel corpo umano; gli gnostici, fin dai manichei consideravano il serpente come il "rivelatore della verità", ed addirittura come Gesù Cristo.

La morte ed i sacrifici umani per gli gnostici potrebbero assumere un significato positivo, in quanto sono visti come la liberazione propria od altrui dal mondo tenebroso della materia.

Quindi dare la morte  può assumere una sinistra ambivalenza gnostica di odio alla vita fisica e di amore gnostico allo spirito altrui da liberare e da reintegrare nel divino impersonale.

Alcuni autori di quest'area gnostica hanno mostrato un'oggettiva simpatia e legittimazione per il sacrificio umano; infatti per lo gnostico, la salvezza non consiste nel sacrificio di Cristo, bensì nell'illuminazione e nella scoperta di essere divini.

Molti autori massoni, tra cui spiccano Ezio Albrile, che ha affermato che il regno di Lucifero sarebbe una "regione di beatitudine", Giuseppe Papini che afferma che Dio non può considerarsi buono se non riconcilia a sé il diavolo, Arturo Reghini, Adriano Lemmi fondatore della loggia P1, ed ancora scrittori come William Blake, il marchese de Sade, Goethe, Julius Evola, Renee Guenon, Gurdjeff, Albert Pike, il poeta Giosuè Carducci, il mago nero Aleister Crowley, appartenente alla loggia regolare ed in seguito fondatore dell'OTO(ordo templi orientis), hanno fatto varie sviolinate al diavolo.

La fondatrice della teosofia Helena Blavatsky sosteneva che lucifero fosse l'angelo della luce e la stella del mattino e ha affermato che quando un prete bestemmia satana in realtà bestemmia Dio, ed infine come non ricordare l'antesignana Alice Bailey che ha fondato la Lucifer Trust(oggi Lucis Trust) che fa parte del consiglio direttivo ed economico dell'ONU.

Guarigione Esoterica - Trattato dei Sette Raggi - Vol. 4



Molto spesso però usiamo le parole inconsciamente, senza conoscere i reali significati; la parola è un simbolo, che esprime un profondo concetto, che può diventare un vera e propria filosofia ed un messaggio psichico.

Il simbolo, dal greco sun-ballo, significa mettere insieme dei concetti o messaggi; ha sempre più significati, se è un simbolo archetipico, come ad esempio il tao, ha un livello inferiore ed un superiore.

Se prendiamo il significato della parola demone, la parola deriva dal greco daimonion =appartenente agli dei, essere divino che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano, con la funzione di mediare fra queste due dimensioni.

Il significato di diavolo, dal greco diàballo=calunniatore  e diffamatorio, fu usato nel terzo secolo A.C. per tradurre nella Septuaginta(la versione dei settanta) che è la versione della Bibbia in lingua greca, che secondo la lettera di Aristea sarebbe stata tradotta direttamente dall'ebraico da settantadue saggi ad Alessandria d'Egitto, il termine ebraico Satan.

Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell'Antico Testamento per le chiese ortodosse orientali di tradizione greca; non va confusa con le altre cinque o più versioni greche dell'Antico Testamento, la maggior parte delle quali ci sono pervenute solo in frammenti.

Nell'ebraismo il termine biblico Ha-satan significa l'avversario, l'ostacolo, o anche l'accusatore in giudizio, sottolineando così che Dio viene visto come il giudice finale.

Nel libro di Giobbe, Ha-satan è la qualifica, non il nome proprio, di un angelo sottomesso a Dio: egli è il capo-accusatore della corte divina, Ha-satan non è malvagio, ma piuttosto indica a Dio le cattive azioni ed inclinazioni dell'umanità.

Ma veniamo al termine Lucifero, portatore di luce dal latino lucifer,
composto di lux(luce) e ferre(portare), indica la cosiddetta stella del mattino, cioè il pianeta Venere; nella Vulgata, cioè la versione in latino della Bibbia, il termine portatore di luce è utilizzato due volte, una volta nell'Antico Testamento, dove il profeta Isaia applica tale nome al re di Babilonia, la cui caduta è oggetto dell'ironia del profeta stesso, ed una volta nel Nuovo Testamento, dove è inserito da Pietro come termine allegorico e morale.

La Chiesa tenne dunque conto del frequente accostamento, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento di Babilonia al regno del peccato, dell'idolatria e della perdizione.

Quindi per i greci un demone non aveva una connotazione negativa, esso è divenuto spirito malvagio nella visione giudaico-cristiana; per capire il perché dobbiamo risalire ad alcuni miti cosmogonici.

Infatti in molti di essi Lucifero è una sorta di Prometeo, un mediatore psichico che connette l'umanità con gli dèi e le divinità; la stessa valenza è riscontrabile nel Dio Ermes il messaggero degli dèi, anch'egli ritenuto ladro e truffaldino.

Portare la conoscenza agli uomini, far luce lì dove è oblìo ed ignoranza è peccato, questo ci dice il mito di Prometeo, questo ci dice anche una scultura di Federico Severino, dove viene raffigurato Orfeo schiantato a terra con la sua lira, e questa statua a testa in giù rappresenta anche la caduta di Lucifero.

Lo schianto vertiginoso di chi viene punito per il suo peccato, per essersi sentito più forte dèi, un Dio punisce sempre l'uomo che vuole guardarsi indietro, ed il voltarsi di Orfeo è un cercare un significato profondo, interiore, è uno sguardo indiscreto in tutto ciò che sta nell'abisso, nelle profondità terrestri: uno sguardo nell'inconscio; molto pericoloso porsi delle domande.

Il Daimon, questo genio, non è diabolico per i greci, ma una voce interiore che ci chiama alla nostra realizzazione attraverso la conoscenza, che può essere pericolosa perché prevede un'esplorazione dell'osceno(fuori dalla scena, fuori dal manifesto) e come ci ha insegnato Freud, i contenuti inconsci possono essere spesso e volentieri osceni e pruriginosi.

La sfida della complessità è proprio questa: non accontentarsi di ciò che è manifesto ed ascoltare il nostro demone interno che ci spinge a conoscere veramente.

Ma il diavolo è buono o cattivo?

Proprio la letteratura occultista del diciannovesimo secolo ci parla di Bafometto, Baphomet, un idolo pagano della cui venerazione furono accusati i Cavalieri Templari.




Per molto tempo vi è stata una errata interpretazione che ha accostato questa divinità al demonio; analizzando meglio i simboli ci si può rendere conto della positività che emana.

Porta sul grembo il caduceo, che è simbolo di unificazione positiva e curativa degli opposti e delle antinomie psichiche, tanto da diventare simbolo della medicina.

La mezza luna e le corna sono simboli di fertilità legati alla dea  madre, il braccio in alto e quello in basso, sono i simboli alchemici dell'alto e del basso, "il solve et coagula"; la quadratura del cerchio, gli opposti che s'integrano.

Il volto caprino per spaventare serviva alla Chiesa d'allora per denunciare come eretici i Templari, ma tante mistificazioni ci hanno allontanato dalla verità; "noli altum sapere" in greco voleva dire "non ti insuperbire della conoscenza", ovvero rimani umile, la Chiesa ce lo ha tramandato come "non voler conoscere".

Eresia in greco vuol dire "libera scelta", ben diverso dal significato attribuitole oggi; il vero peccato, il vero demonio è restare ignoranti, ce lo insegnano i miti sempre attuali.

Il pericolo reale è dare false informazioni, senza andare in profondità, alle volte cercare la verità può portare a schiantarsi al suolo come Orfeo.

Per cercare la verità, bisognerebbe mettere in dubbio anche il fatto che la bellezza potrebbe trovarsi in basso invece che in alto, proprio come diceva Hermes Trismegistus!




Fonti: http://etimologiaecuriosit.blogspot.it/2013/09/diavolo-demone-satan-lucifero.html
http://www.visionealchemica.com/etimologia-della-psiche-il-demonio-e-buono-o-cattivo/

Il Male che Cura
Dalla paura alla trasformazione, immagini dell'inconscio nel rito del serpente a cocullo





















venerdì 6 aprile 2018

Comportamenti: gelosia e rabbia




Quando si avverte la sensazione di non essere amati da un membro della propria famiglia oppure da un amico, si possono provare forti emozioni, essendo questo amore importante per noi, e quindi si può arrivare a sentire gelosia ed a volte rabbia ed impotenza.      

 Esistono due tipi di rabbia: espressa ed inespressa.
Quando l'essere umano grida, colpisce altre persone o scaglia oggetti verso gli altri oppure verso se stesso, la rabbia è visibile e quindi espressa; può essere anche palesata attraverso pianti, e nei bambini più piccoli da capricci improvvisi, essendo impossibile ignorare questi comportamenti è di solito più facile da gestire ed affrontare.

Quando invece il bambino o l'adulto si tiene tutto dentro di sè, e cioè quando ha dei comportamenti tipo, rubare, mentire, compiere atti di bullismo, episodi di enuresi(urinare a letto oppure nelle mutande), altri comportamenti relativi alle deiezioni, problemi con il cibo o deliberata disobbedienza, allora si parla di rabbia inespressa. 

Nella fase preadolescenziale e adolescenziale, i ragazzi potrebbero manifestare la propria rabbia nascosta con comportamenti autolesionistici o antisociali, fino ad arrivare al fumo, il consumo d'alcool e droghe alle spalle dei propri genitori.

Tutto ciò complica ulteriormente l'individuazione dei comportamenti abilmente mascherati, che possono sfociare con il tempo in schemi comportamentali da cui i ragazzi possono uscire solo grazie ad un intervento di un esperto.


Quando non riescono ad ottenere l'amore necessario dai propri genitori, i bambini si arrabbiano, e ricercano continuamente l'attenzione che serve loro per stare in equilibrio e quindi bene con sé stessi. 
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Le situazioni di cambiamento, come la nascita di un fratellino, il cambio di casa o scuola, la separazione o il divorzio dei genitori, possono portare il bambino a ricercare più attenzione ed amore.



Alle volte i momenti di stress e cambiamento nella famiglia, assorbono completamente le forze e diventa difficile dedicare il tempo necessario ai figli, che a seconda dell'età hanno diverse esigenze, sia fisiche che a livello emotivo.

I ragazzi difficilmente chiedono amore e supporto, però lanciano segnali inequivocabili, che nella disperazione e spesso inconsciamente attirano la nostra attenzione, anche se negativamente, esprimendo i loro bisogni sotto forma di rabbia.

Gli adolescenti in particolare, ma anche i bambini esprimono rabbia e gelosia quando non possono controllare una situazione che li riguarda; non avendo la possibilità di rivolgere la rabbia alle persone direttamente coinvolte, la riversano sui genitori da cui sanno di essere amati. In questo caso conviene interrompere la reazione automatica, fermarsi a riflettere e dissociarsi; in questo modo possiamo riuscire a comprendere le vere cause della rabbia dei ragazzi.

Anche se non si riuscirà a risolvere la situazione scatenante, si potrà aiutarli a riprendere fiducia in sé stessi, in maniera che possano poi trovare da soli le risorse di cui hanno bisogno per risolverla autonomamente.

Questo è possibile grazie a svariate tecniche di PNL da usare con gli adolescenti arrabbiati per aiutarli a comprendere cosa accade nella loro mente e trovare poi autonomamente delle soluzioni, allo scopo di evitare che i comportamenti negativi diventino uno schema ripetitivo.

Un'ottima tecnica può essere un gioco di ruolo, dove il bambino o adolescente, si immedesima nel personaggio preferito per un giorno, e gli si chiede come vive e sente le situazioni.

A questo punto gli si ricorda un momento di rabbia o gelosia avuto recentemente, e gli si pongono queste domande:
  • Cosa è successo prima di arrabbiarti?Cosa stavi facendo, a cosa stavi pensando, come ti sentivi e cosa ti è stato detto?
  • Nel momento in cui ti sei arrabbiato, come ti sei sentito, cosa ti è stato detto e come hai reagito?
  • Cosa hai sentito mentre reagivi?
  • Cosa hai provato dopo?
  • Se tu fossi stato il tuo personaggio preferito cosa avresti fatto prima di arrabbiarti?
  • Tenendo bene in mente l'accaduto, come ti comporteresti la prossima volta?

Questo esercizio è utile quando l'adolescente o bambino mostra rabbia inespressa, ma serve anche incoraggiarlo e premiarlo quando esterna ciò che prova, ed insegnargli ad esprimere la rabbia in maniera controllata, come esempio.

Si può provare a fare l'esempio di associare il nostro momento di rabbia ad un'emozione positiva, dicendo proprio così:"Mi provoca rabbia quando(si dice cosa vi provoca la rabbia) ed in quella situazione ho un ottimo modo per smettere di arrabbiarmi; associo un'emozione o situazione positiva(si deve dire di cosa si tratta). Ti faccio vedere come fare".

La rabbia e la gelosia sono sicuramente più problematiche delle rivalità tra fratelli, perché chi le prova, sia esso bambino o adulto, sente di non avere controllo delle proprie emozioni e delle situazioni.

Esercizi come le posizioni percettive e l'associazione aiutano a calmare l'ansia, e fungono da sistema di riferimento interno che restituisce una certa misura di controllo.

PNL per Ragazzi - Allenarsi in Libertà
Fonte: www.nlpitaly.it/gelosia-e-rabbia/, articolo di Judy Bartkowiak

mercoledì 28 febbraio 2018

Origini del Tarocco-2





    Nei decenni successivi, un gran numero di autori si prodigò nella creazione di nuovi Tarocchi. Fra questi citiamo William Westcott, membro della Societas Rosacruciana in Inghilterra e fondatore dell'Hermetic Order of the Golden Dawn, Paul Christian (pseudonimo di Jean-Baptiste Pitois), Papus (pseudonimo di Gerard-Encausse) membro dell'Ordre cabbalistique de la Rose-Croix e fondatore dell'Ordre Massonique de Martinistes, Aleister Crowley, Arthur Edward Waite, Oswald Wirth. 
Ai giorni nostri ci sono ancora Tarocchi disegnati da artisti famosi, i quali, pur ricollegandosi agli antichi mazzi per i colori e le vesti dei personaggi e gli oggetti, si modificano secondo l'ispirazione dell'artista.
Si sovrappongono ai simbolismi tradizionali, i gusti individuali e tutto ciò che l'immaginazione e la fantasia personali possono apportare.
Purtroppo molte verità si sono perse, ed è per questo che da queste raffigurazioni moderne traspare ben poco del rigore esoterico con il quale esse furono create.
Nella numerazione, secondo il vecchio concetto pitagorico, sono rilevabili insegnamenti ermetici profondi che non vengono analizzati come dovrebbero.
Alcuni Tarocchi sono incentrati sul discorso meditativo, altri su quello religioso, altri ancora quello espressamente sessuale, ma resta il fatto che le origini del Tarocco non sono chiare ed il mescolamento dei simboli egizi, ebraici, cabalistici e numerologici, ha avvalorato la tesi di un'origine mitica, gitana ed orientale.
In ogni caso ogni leggenda nasconde un po' di verità.
Resta il fatto che pur risalendo nel tempo non sappiamo se furono i simboli a provocare in seguito l'uso divinatorio dei Tarocchi, oppure se queste carte, create in principio da maghi ed astrologi orientali, diventassero solo in seguito un gioco cosiddetto "cortese" nelle corti rinascimentali.
Oggi sappiamo con certezza che è a partire dal 1700 che s'incomincia a dare un'interpretazione esoterica del Tarocco, facendo risalire la sua origine all'antichità.
Proprio in questo periodo, alcuni studiosi affermarono che i 22 Arcani Maggiori non erano altro che fogli staccati dai Libri di Thot, dio egizio identificato dai greci con Ermete e dai romani con Mercurio, chiamato in alcuni casi col nome di Trismegisto, trevolte grande, che continuò ad essere venerato anche nei secoli successivi la sconfitta del paganesimo e delle eresie.
Possiamo notare il collegamento tra le credenze di Thot ed i Tarocchi, perché gli Arcani sono 22 e, secondo gli egizi, 22 sono le vie che conducono alla perfezione.






Tarocchi di Marsiglia di Camoin e Jodorowsky Voto medio su 64 recensioni: Da non perdere

Fonti: "Guida pratica all'uso dei Tarocchi", Fernanda Nosenzo Spagnolo


sabato 17 febbraio 2018

Il linguaggio transformazionale



La Grammatica Trasformazionale
Scritti espositivi

                    

                IL LINGUAGGIO TRANSFORMAZIONALE

Il potere del linguaggio è ormai comprovato, infatti le parole che utilizziamo per descrivere le varie situazioni, condizionano le nostre emozioni. Cambiando le nostre espressioni possiamo attenuare le sensazioni negative ed amplificare quelle positive; trasformando il nostro linguaggio possiamo riuscire a fare lo stesso anche con i nostri stati d'animo.
Questo è possibile farlo utilizzando il "lessico trasformazionale", dove appunto i vocaboli con cui descrivi un'esperienza ne diventano parte integrante.
Una comunicazione più intensa arricchisce gli stati emotivi, e quindi le parole che si scelgono determinano il tipo di esperienza che si proverà.
L'immagine è uno strumento potente per condizionare il nostro inconscio, grazie a questa affermazione possiamo dire che il linguaggio può migliorare o peggiorare la nostra e la vita altrui.
Proprio per questo se un singolo individuo è in grado di trasformare le immagini provocate dalle proprie parole con il "vocabolario transformazionale", con la negazione "non", con lo scopo di evocare immagini potenzianti e di emettere un "quanto energetico" positivo che può essere trasmesso all'universo intero ed a tutti i suoi elementi; ciò porterebbe ad uno stato di elevazione e di vibrazione di benessere e di salute psicofisica di tutto il mondo.
Un esempio può essere:"non è brutto" trasformato in "è splendido".
Attraverso la visualizzazione automatica ed i metodi di rilassamento, la visualizzazione creativa per realizzare i propri desideri, ci si può esercitare a creare le immagini potenzianti.
Per sviluppare la capacità della parola sui nostri pensieri e sul nostro stato psicofisico, la PNL è la magia del linguaggio o comunicazione efficace, con cui acquisiamo maggiore consapevolezza.
Quando avremo capito il vero potere del linguaggio saremo sicuramente più sensibili e più attenti alla comunicazione con gli altri ma anche alla comunicazione degli altri nei nostri confronti e nei confronti del mondo esterno.
Quando sentiamo dire che le nostre parole possono cambiare gli eventi o l'identità stessa dei nostri interlocutori, si intende che quando etichettiamo qualcosa con una parola, creiamo uno stato d'animo corrispondente; inoltre il linguaggio produce negli individui un effetto biochimico, ad esempio quando si parla di una determinata malattia si possono creare stati d'ansia e panico tra i soggetti coinvolti, con conseguenze che possono ridurre l'efficacia del sistema immunitario.
Quindi bisogna cercare di trasformare le proprie espressioni per poter vivere meglio!

<<Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.>>
Buddha

Buona Luce P.

Fonti: "Come ottenere il meglio da sé e dagli altri" Anthony Robbins, https://www.rificibianca.com/








La PNL e la Magia del Linguaggio
La struttura della comunicazione efficace
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

sabato 10 febbraio 2018

Leggi della natura e leggi morali-3

                       

           LEGGI DELLA NATURA E LEGGI MORALI-3

[...]Ciò che vi rode e vi fa ammalare è il pensiero che tutto quanto
vi sta succedendo sia ingiusto. Convincetevi invece che tutto è giusto, e sarete guarito."
Quell'amico ha avuto fiducia in me e si è ristabilito completamente;
è diventato tranquillo e irradiante, ed è convinto di stare pagando
per antiche trasgressioni.
Questo è il ragionamento che lo ha salvato. Naturalmente bisogna 
riuscire ad accettare questo modo di pensare, altrimenti i tormenti
continuano, quei tormenti che rodono il vostro organismo, il vostro
stomaco, il vostro cuore e il vostro sistema nervoso.
Oggi dico a voi la stessa cosa: se l'ingiustizia dovesse tormentarvi,
cercate di accettare il concetto che quell'ingiustizia non esiste in
realtà, ma solo in apparenza.
Quel concetto è efficace, in quanto accettandolo vi alleggerite, non
soffrite più e diventate migliore. Io l'ho verificato su me stesso!
In passato non conoscevo questo rimedio e spesso mi ponevo degli
interrogativi su tutto quanto mi succedeva. Ora non mi chiedo più
nulla; penso soltanto che tutto sia giusto e meritato.
[...]Può succedere tuttavia che degli innocenti vengano accusati e
massacrati, ma se si ribellassero contro quell'ingiustizia, sarebbe 
per loro un inutile tormento. Qui sulla terra, anche quando si è 
innocenti, si deve pensare di essere colpevoli come tutti gli altri,
perché così pensando ci si libera.
[...]Supponete di avere un certo vizio o una particolare passione:
non vedendone immediatamente le ripercussioni, vi concedete
tranquillamente quegli eccessi senza preoccuparvi del fatto che,
con quel comportamento, mettete in moto determinati ingranaggi,
e poi altri ancora, finché un giorno vi chiederete perché mai vi
sentite esauriti o addirittura ammalati. Quello che vi succederà lo
avevate avviato già da molto tempo, e l'ingiunzione che l'ufficiale
giudiziario vi porterà vi sarà consegnata soltanto allora, ma 
potevate aspettarvela già prima!
Perché mai gli uomini non capiscono che si tratta di una legge che 
si ritrova dovunque? Tutte le loro tribolazioni, tutte le loro disgrazie
derivano dal fatto che non hanno saputo studiare e interpretare in
tempo il meccanismo dei loro vari organi fisici e psichici.
Se volete diventare un figlio di Dio, un essere completo che vive la
vita dell'anima e dello spirito, dovete rispettare le leggi della vera
morale: non c'è altra soluzione.
Per tutti coloro che trasgrediscono quelle leggi le porte rimarranno
chiuse; il mondo invisibile non si sottomette ai capricci degli uomini irrispettosi, anarchici e viziosi.
"Il mondo invisibile?" direte. Si, quel mondo è proprio invisibile,
e se dite di non poter credere a un mondo invisibile, vi dimostrerò
che il vostro ragionamento non è corretto.
Il vostro pensiero è forse visibile? E la vostra coscienza, le vostre
opinioni, i vostri sentimenti?...E tutti i vostri progetti, li potete 
forse vedere?...No, tuttavia siete convinti della loro esistenza.
Litigate, addirittura uccidete a causa delle vostre convinzioni che pure non sono visibili. Non vi siete nemmeno accorti che fondate 
tutta la vostra vita su cose che non vedete? Solo il mondo invisibile
esiste, tutto il resto è dubbio.
[...]Esiste il mondo invisibile? Chiede di essere rispettato come il mondo visibile? Si, e anche molto di più. Ora dovete prendere
coscienza dell'esistenza di quella vita sottile e cominciare ad 
apprezzarla. Vedrete allora che cosa accadrà di voi! Anche se il 
mondo esterno non si accorgerà di nulla, interiormente vivrete una 
vita di libertà, di gioia, di sollievo e di ispirazione, una vita incantevole e armoniosa: vivrete la vera poesia!...E se vi riuscirete
veramente, ciò si rifletterà anche sulla vostra vita materiale.
La gente comincerà ad accorgersi delle esperienze interiori che vivete, e non è improbabile che il mondo intero venga a offrirvi dei
tesori. Infatti tutto è collegato: la ricchezza interiore attira la 
ricchezza esteriore, soltanto ci vorrà tempo, il tempo necessario per
vederne gli effetti. E se riuscirete veramente a giungere a una vita
interiore di tale perfezione, le vostre vibrazioni ed emanazioni 
andranno a toccare il mondo intero, fino alle stelle più lontane da 
dove vi porteranno ogni felicità e ogni benedizione.
Presto una grande gioia si presenterà a voi; è già in cammino e si 
sta avvicinando per dirvi: "Eccomi qua!- Ma da dove vieni? Chi
ti ha chiamata, e quando?- Sei stato tu stesso, molto tempo fa."
Certo, la felicità è in cammino, e richiede del tempo per arrivare,
perché giunge da lontano...La stessa cosa, purtroppo, è vera anche
per gli eventi negativi; non ce ne rendiamo conto, ma li stiamo
attirando da parecchio tempo. D'altra parte, che cosa può accadere
a qualcuno che è nelle tenebre e al quale manca la conoscenza delle cose? Le glorie più grandi?...La luce più grande? La visita dei
maggiori Arcangeli? No, è impossibile, non può attirare simili splendori. Perché? Perché esiste una legge di affinità che gli Iniziati
dell'antichità hanno nascosto in queste parole: "Chi si assomiglia, si
attrae." 
Questa è una sentenza che contiene tutta una scienza; siccome, un
tempo, gli uomini erano ancora troppo primitivi per capire la legge
delle corrispondenze ( che possiamo chiamare anche legge di affinità, legge dell'eco,del rimbalzo, della polarità), gli Iniziati hanno preferito presentarla all'umanità come voce di popolo.
"Come ho potuto mai attirare tutte quelle disgrazie?- Con il tuo 
modo di pensare e di agire: era fatale!" risponderanno gli Iniziati.
E per le gioie? Col lavoro, con i sacrifici, con la generosità....
Tutto è perfetto, il Cielo non chiede la vostra opinione, ma al momento opportuno riceverete quello che meritate.

(Omraam Mikhael Aivanhov, "L'uomo alla conquista del suo destino)









La via del cuore, dell’amore: il Sufismo Di seguito, un bel contributo dell’amico  Maurizio Luzi , grande studioso di religioni comp...