giovedì 26 aprile 2018

La paura





  [...]D'ora in poi, quando vi trovate di fronte a un pericolo di qualsiasi genere, prima di fare qualunque cosa, rimanete immobili in istante. Non muovetevi, non parlate, ma stringete il pugno destro respirando profondamente, collegatevi a Dio e riuscirete così a controllare le vostre cellule. Poi fate quello che dovete fare per mettervi in salvo ma, prima di tutto, non muovetevi. Se fate un movimento, è come se faceste saltare una diga: le acque senza argini invaderebbero tutto il territorio e non potreste più far nulla per correggere la situazione. Così si sono viste persone gettarsi  da una finestra o buttarsi nel fuoco.
Davanti al pericolo, rimanete immobili e collegatevi con la Provvidenza; sentirete così nascere in voi la pace, che è la prima condizione affinché le forze benefiche si risveglino; le sentirete e ne constaterete la potenza, poiché esse sono sempre presenti in voi, ma bisogna che diate loro le condizioni adatte a manifestarsi.
Questa è una legge valida sia per il mondo interiore che per quello esteriore. Quando vi sentite minacciati interiormente, non mettetevi a "correre", altrimenti anche in questo caso il nemico si metterà ad inseguirvi e, più correrete, più sarete molestati e alla fine morsi.[...]
L'umanità è alla mercé delle sue paure, senza sapere che queste sono il risultato di una mancanza di conoscenza, di una mancanza di luce. Lo dimostra il fatto che, quando si entra in un luogo oscuro, ci si sente tranquilli solo nel momento in cui si riesce ad accendere una luce. Quante conclusioni importanti per la vita spirituale si possono trarre da questo fenomeno! L'oscurità simboleggia l'ignoranza, e siccome percepiamo i pericoli che l'ignoranza ci fa correre, abbiamo paura.
[...]Come vi ho già detto , l'amore è l'arma migliore contro la paura, e vi ho dato pure degli esempi. Ma in verità, solo l'amore per il Creatore, per Colui che tutto dirige, che tutto distribuisce, cioè l'amore più ricco, più bello e più potente potrà darvi veramente la sensazione di essere al sicuro.[...]Una persona ha del denaro: osservate come cammina, come dà ordini, come cerca di imporsi...Ora toglietele quel denaro e poi andate a vederla: si sente sprofondare, perfino si suicida, perché non si sente più protetta da niente.
La sua potenza era dunque il denaro; la persona di per sé non era né forte, né potente.[...]
Guardate per esempio come la paura della solitudine, della povertà, del disonore, della malattia, della morte possa rendere gli uomini vili, disonesti, egoisti e crudeli! Quanti crimini sono stati commessi da persone che avevano paura di perdere una cosa alla quale si erano attaccati! Anticamente, colui che voleva superare l'Iniziazione, doveva affrontare delle prove in cui doveva dimostrare di aver vinto la paura. Noi pure dobbiamo vincere la paura, sapendo che dietro alle prove che ci attendono, ai pericoli che ci minacciano, vi è celato Dio. Sì, è Dio che si nasconde dietro le nostre prove per istruirci.
Ecco perché, per sbarazzarci della paura, bisogna imparare a dimenticare totalmente se stessi e a rifugiarsi nella consapevolezza del nostro legame con Dio.[...]
Dunque d'ora in poi, quando vi troverete davanti a delle difficoltà, invece di avere paura e di fuggire, cercate di affrontarle, altrimenti i nemici non se ne andranno mai.
Per vincere i nemici del piano astrale e mentale bisogna essere audaci, ossia avere l'amore e la luce, poiché la luce(il sapere) e il calore(l'amore) generano la forza che vi permetterà di trionfare.

Tratto dal libro "Il lavoro alchemico ovvero la ricerca della perfezione" di Omraam Mikhael Aivanhov


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mercoledì 11 aprile 2018

Gnosticismo ed il diavolo



In un libro di Gerard Zacharias, l'autore afferma che il satanismo ristabilirebbe l'unità degli opposti distrutta dal dualismo cristiano.

Le scienze esoteriche gnostiche hanno il dovere di aiutare l'uomo a conseguire l'illuminazione, rendendosi conto che esse non differiscono molto dal classico satanismo esplicito.

La parola esoterismo deriva dal greco esoter che significa interiore, dentro, infatti si presenta come la tensione spirituale dell'anima verso la conoscenza o gnosi e verso il risveglio della scintilla divina interiore.

Questa conoscenza viene trasmessa attraverso simboli e riti, infatti l'esoterismo conduce l'iniziato alla divinazione  o alla realizzazione di stati superiori dell'essere aldilà di qualsiasi certezza o dogma od appartenenza religiosa.

La Cabala, l'Ermetismo, l'Alchimia, la Teosofia ed oggi la New Age sono tra le scienze esoteriche che insegnano la necessità della discesa al male, quale via al bene e l'unione degli opposti.

L'uomo deve scoprire in sé il divino, la scintilla di luce di cui deve riappropriarsi; la tentazione dello gnosticismo è la tentazione del serpente della genesi, l'uomo diventerà come Dio.

Secondo la Cabala ebraica, il messia venturo riconcilierà con Dio anche il diavolo; infatti in Dio vi sarebbero due principi: quello maschile e quello femminile, ed anche il divino ed il demoniaco, la luce e le tenebre, quindi il cabalista è tenuto ad armonizzare tutti gli opposti.

Lo gnostico ritiene di essere in possesso di una verità superiore, è convinto di essere solo spirito divino, imprigionato nel corpo umano; gli gnostici, fin dai manichei consideravano il serpente come il "rivelatore della verità", ed addirittura come Gesù Cristo.

La morte ed i sacrifici umani per gli gnostici potrebbero assumere un significato positivo, in quanto sono visti come la liberazione propria od altrui dal mondo tenebroso della materia.

Quindi dare la morte  può assumere una sinistra ambivalenza gnostica di odio alla vita fisica e di amore gnostico allo spirito altrui da liberare e da reintegrare nel divino impersonale.

Alcuni autori di quest'area gnostica hanno mostrato un'oggettiva simpatia e legittimazione per il sacrificio umano; infatti per lo gnostico, la salvezza non consiste nel sacrificio di Cristo, bensì nell'illuminazione e nella scoperta di essere divini.

Molti autori massoni, tra cui spiccano Ezio Albrile, che ha affermato che il regno di Lucifero sarebbe una "regione di beatitudine", Giuseppe Papini che afferma che Dio non può considerarsi buono se non riconcilia a sé il diavolo, Arturo Reghini, Adriano Lemmi fondatore della loggia P1, ed ancora scrittori come William Blake, il marchese de Sade, Goethe, Julius Evola, Renee Guenon, Gurdjeff, Albert Pike, il poeta Giosuè Carducci, il mago nero Aleister Crowley, appartenente alla loggia regolare ed in seguito fondatore dell'OTO(ordo templi orientis), hanno fatto varie sviolinate al diavolo.

La fondatrice della teosofia Helena Blavatsky sosteneva che lucifero fosse l'angelo della luce e la stella del mattino e ha affermato che quando un prete bestemmia satana in realtà bestemmia Dio, ed infine come non ricordare l'antesignana Alice Bailey che ha fondato la Lucifer Trust(oggi Lucis Trust) che fa parte del consiglio direttivo ed economico dell'ONU.

Guarigione Esoterica - Trattato dei Sette Raggi - Vol. 4



Molto spesso però usiamo le parole inconsciamente, senza conoscere i reali significati; la parola è un simbolo, che esprime un profondo concetto, che può diventare un vera e propria filosofia ed un messaggio psichico.

Il simbolo, dal greco sun-ballo, significa mettere insieme dei concetti o messaggi; ha sempre più significati, se è un simbolo archetipico, come ad esempio il tao, ha un livello inferiore ed un superiore.

Se prendiamo il significato della parola demone, la parola deriva dal greco daimonion =appartenente agli dei, essere divino che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano, con la funzione di mediare fra queste due dimensioni.

Il significato di diavolo, dal greco diàballo=calunniatore  e diffamatorio, fu usato nel terzo secolo A.C. per tradurre nella Septuaginta(la versione dei settanta) che è la versione della Bibbia in lingua greca, che secondo la lettera di Aristea sarebbe stata tradotta direttamente dall'ebraico da settantadue saggi ad Alessandria d'Egitto, il termine ebraico Satan.

Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell'Antico Testamento per le chiese ortodosse orientali di tradizione greca; non va confusa con le altre cinque o più versioni greche dell'Antico Testamento, la maggior parte delle quali ci sono pervenute solo in frammenti.

Nell'ebraismo il termine biblico Ha-satan significa l'avversario, l'ostacolo, o anche l'accusatore in giudizio, sottolineando così che Dio viene visto come il giudice finale.

Nel libro di Giobbe, Ha-satan è la qualifica, non il nome proprio, di un angelo sottomesso a Dio: egli è il capo-accusatore della corte divina, Ha-satan non è malvagio, ma piuttosto indica a Dio le cattive azioni ed inclinazioni dell'umanità.

Ma veniamo al termine Lucifero, portatore di luce dal latino lucifer,
composto di lux(luce) e ferre(portare), indica la cosiddetta stella del mattino, cioè il pianeta Venere; nella Vulgata, cioè la versione in latino della Bibbia, il termine portatore di luce è utilizzato due volte, una volta nell'Antico Testamento, dove il profeta Isaia applica tale nome al re di Babilonia, la cui caduta è oggetto dell'ironia del profeta stesso, ed una volta nel Nuovo Testamento, dove è inserito da Pietro come termine allegorico e morale.

La Chiesa tenne dunque conto del frequente accostamento, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento di Babilonia al regno del peccato, dell'idolatria e della perdizione.

Quindi per i greci un demone non aveva una connotazione negativa, esso è divenuto spirito malvagio nella visione giudaico-cristiana; per capire il perché dobbiamo risalire ad alcuni miti cosmogonici.

Infatti in molti di essi Lucifero è una sorta di Prometeo, un mediatore psichico che connette l'umanità con gli dèi e le divinità; la stessa valenza è riscontrabile nel Dio Ermes il messaggero degli dèi, anch'egli ritenuto ladro e truffaldino.

Portare la conoscenza agli uomini, far luce lì dove è oblìo ed ignoranza è peccato, questo ci dice il mito di Prometeo, questo ci dice anche una scultura di Federico Severino, dove viene raffigurato Orfeo schiantato a terra con la sua lira, e questa statua a testa in giù rappresenta anche la caduta di Lucifero.

Lo schianto vertiginoso di chi viene punito per il suo peccato, per essersi sentito più forte dèi, un Dio punisce sempre l'uomo che vuole guardarsi indietro, ed il voltarsi di Orfeo è un cercare un significato profondo, interiore, è uno sguardo indiscreto in tutto ciò che sta nell'abisso, nelle profondità terrestri: uno sguardo nell'inconscio; molto pericoloso porsi delle domande.

Il Daimon, questo genio, non è diabolico per i greci, ma una voce interiore che ci chiama alla nostra realizzazione attraverso la conoscenza, che può essere pericolosa perché prevede un'esplorazione dell'osceno(fuori dalla scena, fuori dal manifesto) e come ci ha insegnato Freud, i contenuti inconsci possono essere spesso e volentieri osceni e pruriginosi.

La sfida della complessità è proprio questa: non accontentarsi di ciò che è manifesto ed ascoltare il nostro demone interno che ci spinge a conoscere veramente.

Ma il diavolo è buono o cattivo?

Proprio la letteratura occultista del diciannovesimo secolo ci parla di Bafometto, Baphomet, un idolo pagano della cui venerazione furono accusati i Cavalieri Templari.




Per molto tempo vi è stata una errata interpretazione che ha accostato questa divinità al demonio; analizzando meglio i simboli ci si può rendere conto della positività che emana.

Porta sul grembo il caduceo, che è simbolo di unificazione positiva e curativa degli opposti e delle antinomie psichiche, tanto da diventare simbolo della medicina.

La mezza luna e le corna sono simboli di fertilità legati alla dea  madre, il braccio in alto e quello in basso, sono i simboli alchemici dell'alto e del basso, "il solve et coagula"; la quadratura del cerchio, gli opposti che s'integrano.

Il volto caprino per spaventare serviva alla Chiesa d'allora per denunciare come eretici i Templari, ma tante mistificazioni ci hanno allontanato dalla verità; "noli altum sapere" in greco voleva dire "non ti insuperbire della conoscenza", ovvero rimani umile, la Chiesa ce lo ha tramandato come "non voler conoscere".

Eresia in greco vuol dire "libera scelta", ben diverso dal significato attribuitole oggi; il vero peccato, il vero demonio è restare ignoranti, ce lo insegnano i miti sempre attuali.

Il pericolo reale è dare false informazioni, senza andare in profondità, alle volte cercare la verità può portare a schiantarsi al suolo come Orfeo.

Per cercare la verità, bisognerebbe mettere in dubbio anche il fatto che la bellezza potrebbe trovarsi in basso invece che in alto, proprio come diceva Hermes Trismegistus!




Fonti: http://etimologiaecuriosit.blogspot.it/2013/09/diavolo-demone-satan-lucifero.html
http://www.visionealchemica.com/etimologia-della-psiche-il-demonio-e-buono-o-cattivo/

Il Male che Cura
Dalla paura alla trasformazione, immagini dell'inconscio nel rito del serpente a cocullo





















venerdì 6 aprile 2018

Comportamenti: gelosia e rabbia




Quando si avverte la sensazione di non essere amati da un membro della propria famiglia oppure da un amico, si possono provare forti emozioni, essendo questo amore importante per noi, e quindi si può arrivare a sentire gelosia ed a volte rabbia ed impotenza.      

 Esistono due tipi di rabbia: espressa ed inespressa.
Quando l'essere umano grida, colpisce altre persone o scaglia oggetti verso gli altri oppure verso se stesso, la rabbia è visibile e quindi espressa; può essere anche palesata attraverso pianti, e nei bambini più piccoli da capricci improvvisi, essendo impossibile ignorare questi comportamenti è di solito più facile da gestire ed affrontare.

Quando invece il bambino o l'adulto si tiene tutto dentro di sè, e cioè quando ha dei comportamenti tipo, rubare, mentire, compiere atti di bullismo, episodi di enuresi(urinare a letto oppure nelle mutande), altri comportamenti relativi alle deiezioni, problemi con il cibo o deliberata disobbedienza, allora si parla di rabbia inespressa

Nella fase preadolescenziale e adolescenziale, i ragazzi potrebbero manifestare la propria rabbia nascosta con comportamenti autolesionistici o antisociali, fino ad arrivare al fumo, il consumo d'alcool e droghe alle spalle dei propri genitori.

Tutto ciò complica ulteriormente l'individuazione dei comportamenti abilmente mascherati, che possono sfociare con il tempo in schemi comportamentali da cui i ragazzi possono uscire solo grazie ad un intervento di un esperto.


Quando non riescono ad ottenere l'amore necessario dai propri genitori, i bambini si arrabbiano, e ricercano continuamente l'attenzione che serve loro per stare in equilibrio e quindi bene con sé stessi. 
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Le situazioni di cambiamento, come la nascita di un fratellino, il cambio di casa o scuola, la separazione o il divorzio dei genitori, possono portare il bambino a ricercare più attenzione ed amore.



Alle volte i momenti di stress e cambiamento nella famiglia, assorbono completamente le forze e diventa difficile dedicare il tempo necessario ai figli, che a seconda dell'età hanno diverse esigenze, sia fisiche che a livello emotivo.

I ragazzi difficilmente chiedono amore e supporto, però lanciano segnali inequivocabili, che nella disperazione e spesso inconsciamente attirano la nostra attenzione, anche se negativamente, esprimendo i loro bisogni sotto forma di rabbia.

Gli adolescenti in particolare, ma anche i bambini esprimono rabbia e gelosia quando non possono controllare una situazione che li riguarda; non avendo la possibilità di rivolgere la rabbia alle persone direttamente coinvolte, la riversano sui genitori da cui sanno di essere amati. In questo caso conviene interrompere la reazione automatica, fermarsi a riflettere e dissociarsi; in questo modo possiamo riuscire a comprendere le vere cause della rabbia dei ragazzi.

Anche se non si riuscirà a risolvere la situazione scatenante, si potrà aiutarli a riprendere fiducia in sé stessi, in maniera che possano poi trovare da soli le risorse di cui hanno bisogno per risolverla autonomamente.

Questo è possibile grazie a svariate tecniche di PNL da usare con gli adolescenti arrabbiati per aiutarli a comprendere cosa accade nella loro mente e trovare poi autonomamente delle soluzioni, allo scopo di evitare che i comportamenti negativi diventino uno schema ripetitivo.

Un'ottima tecnica può essere un gioco di ruolo, dove il bambino o adolescente, si immedesima nel personaggio preferito per un giorno, e gli si chiede come vive e sente le situazioni.

A questo punto gli si ricorda un momento di rabbia o gelosia avuto recentemente, e gli si pongono queste domande:
  • Cosa è successo prima di arrabbiarti?Cosa stavi facendo, a cosa stavi pensando, come ti sentivi e cosa ti è stato detto?
  • Nel momento in cui ti sei arrabbiato, come ti sei sentito, cosa ti è stato detto e come hai reagito?
  • Cosa hai sentito mentre reagivi?
  • Cosa hai provato dopo?
  • Se tu fossi stato il tuo personaggio preferito cosa avresti fatto prima di arrabbiarti?
  • Tenendo bene in mente l'accaduto, come ti comporteresti la prossima volta?

Questo esercizio è utile quando l'adolescente o bambino mostra rabbia inespressa, ma serve anche incoraggiarlo e premiarlo quando esterna ciò che prova, ed insegnargli ad esprimere la rabbia in maniera controllata, come esempio.

Si può provare a fare l'esempio di associare il nostro momento di rabbia ad un'emozione positiva, dicendo proprio così:"Mi provoca rabbia quando(si dice cosa vi provoca la rabbia) ed in quella situazione ho un ottimo modo per smettere di arrabbiarmi; associo un'emozione o situazione positiva(si deve dire di cosa si tratta). Ti faccio vedere come fare".

La rabbia e la gelosia sono sicuramente più problematiche delle rivalità tra fratelli, perché chi le prova, sia esso bambino o adulto, sente di non avere controllo delle proprie emozioni e delle situazioni.

Esercizi come le posizioni percettive e l'associazione aiutano a calmare l'ansia, e fungono da sistema di riferimento interno che restituisce una certa misura di controllo.

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Fonte: www.nlpitaly.it/gelosia-e-rabbia/, articolo di Judy Bartkowiak

mercoledì 28 febbraio 2018

Origini del Tarocco-2





    Nei decenni successivi, un gran numero di autori si prodigò nella creazione di nuovi Tarocchi. Fra questi citiamo William Westcott, membro della Societas Rosacruciana in Inghilterra e fondatore dell'Hermetic Order of the Golden Dawn, Paul Christian (pseudonimo di Jean-Baptiste Pitois), Papus (pseudonimo di Gerard-Encausse) membro dell'Ordre cabbalistique de la Rose-Croix e fondatore dell'Ordre Massonique de Martinistes, Aleister Crowley, Arthur Edward Waite, Oswald Wirth. 
Ai giorni nostri ci sono ancora Tarocchi disegnati da artisti famosi, i quali, pur ricollegandosi agli antichi mazzi per i colori e le vesti dei personaggi e gli oggetti, si modificano secondo l'ispirazione dell'artista.
Si sovrappongono ai simbolismi tradizionali, i gusti individuali e tutto ciò che l'immaginazione e la fantasia personali possono apportare.
Purtroppo molte verità si sono perse, ed è per questo che da queste raffigurazioni moderne traspare ben poco del rigore esoterico con il quale esse furono create.
Nella numerazione, secondo il vecchio concetto pitagorico, sono rilevabili insegnamenti ermetici profondi che non vengono analizzati come dovrebbero.
Alcuni Tarocchi sono incentrati sul discorso meditativo, altri su quello religioso, altri ancora quello espressamente sessuale, ma resta il fatto che le origini del Tarocco non sono chiare ed il mescolamento dei simboli egizi, ebraici, cabalistici e numerologici, ha avvalorato la tesi di un'origine mitica, gitana ed orientale.
In ogni caso ogni leggenda nasconde un po' di verità.
Resta il fatto che pur risalendo nel tempo non sappiamo se furono i simboli a provocare in seguito l'uso divinatorio dei Tarocchi, oppure se queste carte, create in principio da maghi ed astrologi orientali, diventassero solo in seguito un gioco cosiddetto "cortese" nelle corti rinascimentali.
Oggi sappiamo con certezza che è a partire dal 1700 che s'incomincia a dare un'interpretazione esoterica del Tarocco, facendo risalire la sua origine all'antichità.
Proprio in questo periodo, alcuni studiosi affermarono che i 22 Arcani Maggiori non erano altro che fogli staccati dai Libri di Thot, dio egizio identificato dai greci con Ermete e dai romani con Mercurio, chiamato in alcuni casi col nome di Trismegisto, trevolte grande, che continuò ad essere venerato anche nei secoli successivi la sconfitta del paganesimo e delle eresie.
Possiamo notare il collegamento tra le credenze di Thot ed i Tarocchi, perché gli Arcani sono 22 e, secondo gli egizi, 22 sono le vie che conducono alla perfezione.






Tarocchi di Marsiglia di Camoin e Jodorowsky Voto medio su 64 recensioni: Da non perdere

Fonti: "Guida pratica all'uso dei Tarocchi", Fernanda Nosenzo Spagnolo


sabato 17 febbraio 2018

Il linguaggio transformazionale



La Grammatica Trasformazionale
Scritti espositivi

                    

                IL LINGUAGGIO TRANSFORMAZIONALE

Il potere del linguaggio è ormai comprovato, infatti le parole che utilizziamo per descrivere le varie situazioni, condizionano le nostre emozioni. Cambiando le nostre espressioni possiamo attenuare le sensazioni negative ed amplificare quelle positive; trasformando il nostro linguaggio possiamo riuscire a fare lo stesso anche con i nostri stati d'animo.
Questo è possibile farlo utilizzando il "lessico trasformazionale", dove appunto i vocaboli con cui descrivi un'esperienza ne diventano parte integrante.
Una comunicazione più intensa arricchisce gli stati emotivi, e quindi le parole che si scelgono determinano il tipo di esperienza che si proverà.
L'immagine è uno strumento potente per condizionare il nostro inconscio, grazie a questa affermazione possiamo dire che il linguaggio può migliorare o peggiorare la nostra e la vita altrui.
Proprio per questo se un singolo individuo è in grado di trasformare le immagini provocate dalle proprie parole con il "vocabolario transformazionale", con la negazione "non", con lo scopo di evocare immagini potenzianti e di emettere un "quanto energetico" positivo che può essere trasmesso all'universo intero ed a tutti i suoi elementi; ciò porterebbe ad uno stato di elevazione e di vibrazione di benessere e di salute psicofisica di tutto il mondo.
Un esempio può essere:"non è brutto" trasformato in "è splendido".
Attraverso la visualizzazione automatica ed i metodi di rilassamento, la visualizzazione creativa per realizzare i propri desideri, ci si può esercitare a creare le immagini potenzianti.
Per sviluppare la capacità della parola sui nostri pensieri e sul nostro stato psicofisico, la PNL è la magia del linguaggio o comunicazione efficace, con cui acquisiamo maggiore consapevolezza.
Quando avremo capito il vero potere del linguaggio saremo sicuramente più sensibili e più attenti alla comunicazione con gli altri ma anche alla comunicazione degli altri nei nostri confronti e nei confronti del mondo esterno.
Quando sentiamo dire che le nostre parole possono cambiare gli eventi o l'identità stessa dei nostri interlocutori, si intende che quando etichettiamo qualcosa con una parola, creiamo uno stato d'animo corrispondente; inoltre il linguaggio produce negli individui un effetto biochimico, ad esempio quando si parla di una determinata malattia si possono creare stati d'ansia e panico tra i soggetti coinvolti, con conseguenze che possono ridurre l'efficacia del sistema immunitario.
Quindi bisogna cercare di trasformare le proprie espressioni per poter vivere meglio!

<<Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.>>
Buddha

Buona Luce P.

Fonti: "Come ottenere il meglio da sé e dagli altri" Anthony Robbins, https://www.rificibianca.com/








La PNL e la Magia del Linguaggio
La struttura della comunicazione efficace
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

sabato 10 febbraio 2018

Leggi della natura e leggi morali-3

                       

           LEGGI DELLA NATURA E LEGGI MORALI-3

[...]Ciò che vi rode e vi fa ammalare è il pensiero che tutto quanto
vi sta succedendo sia ingiusto. Convincetevi invece che tutto è giusto, e sarete guarito."
Quell'amico ha avuto fiducia in me e si è ristabilito completamente;
è diventato tranquillo e irradiante, ed è convinto di stare pagando
per antiche trasgressioni.
Questo è il ragionamento che lo ha salvato. Naturalmente bisogna 
riuscire ad accettare questo modo di pensare, altrimenti i tormenti
continuano, quei tormenti che rodono il vostro organismo, il vostro
stomaco, il vostro cuore e il vostro sistema nervoso.
Oggi dico a voi la stessa cosa: se l'ingiustizia dovesse tormentarvi,
cercate di accettare il concetto che quell'ingiustizia non esiste in
realtà, ma solo in apparenza.
Quel concetto è efficace, in quanto accettandolo vi alleggerite, non
soffrite più e diventate migliore. Io l'ho verificato su me stesso!
In passato non conoscevo questo rimedio e spesso mi ponevo degli
interrogativi su tutto quanto mi succedeva. Ora non mi chiedo più
nulla; penso soltanto che tutto sia giusto e meritato.
[...]Può succedere tuttavia che degli innocenti vengano accusati e
massacrati, ma se si ribellassero contro quell'ingiustizia, sarebbe 
per loro un inutile tormento. Qui sulla terra, anche quando si è 
innocenti, si deve pensare di essere colpevoli come tutti gli altri,
perché così pensando ci si libera.
[...]Supponete di avere un certo vizio o una particolare passione:
non vedendone immediatamente le ripercussioni, vi concedete
tranquillamente quegli eccessi senza preoccuparvi del fatto che,
con quel comportamento, mettete in moto determinati ingranaggi,
e poi altri ancora, finché un giorno vi chiederete perché mai vi
sentite esauriti o addirittura ammalati. Quello che vi succederà lo
avevate avviato già da molto tempo, e l'ingiunzione che l'ufficiale
giudiziario vi porterà vi sarà consegnata soltanto allora, ma 
potevate aspettarvela già prima!
Perché mai gli uomini non capiscono che si tratta di una legge che 
si ritrova dovunque? Tutte le loro tribolazioni, tutte le loro disgrazie
derivano dal fatto che non hanno saputo studiare e interpretare in
tempo il meccanismo dei loro vari organi fisici e psichici.
Se volete diventare un figlio di Dio, un essere completo che vive la
vita dell'anima e dello spirito, dovete rispettare le leggi della vera
morale: non c'è altra soluzione.
Per tutti coloro che trasgrediscono quelle leggi le porte rimarranno
chiuse; il mondo invisibile non si sottomette ai capricci degli uomini irrispettosi, anarchici e viziosi.
"Il mondo invisibile?" direte. Si, quel mondo è proprio invisibile,
e se dite di non poter credere a un mondo invisibile, vi dimostrerò
che il vostro ragionamento non è corretto.
Il vostro pensiero è forse visibile? E la vostra coscienza, le vostre
opinioni, i vostri sentimenti?...E tutti i vostri progetti, li potete 
forse vedere?...No, tuttavia siete convinti della loro esistenza.
Litigate, addirittura uccidete a causa delle vostre convinzioni che pure non sono visibili. Non vi siete nemmeno accorti che fondate 
tutta la vostra vita su cose che non vedete? Solo il mondo invisibile
esiste, tutto il resto è dubbio.
[...]Esiste il mondo invisibile? Chiede di essere rispettato come il mondo visibile? Si, e anche molto di più. Ora dovete prendere
coscienza dell'esistenza di quella vita sottile e cominciare ad 
apprezzarla. Vedrete allora che cosa accadrà di voi! Anche se il 
mondo esterno non si accorgerà di nulla, interiormente vivrete una 
vita di libertà, di gioia, di sollievo e di ispirazione, una vita incantevole e armoniosa: vivrete la vera poesia!...E se vi riuscirete
veramente, ciò si rifletterà anche sulla vostra vita materiale.
La gente comincerà ad accorgersi delle esperienze interiori che vivete, e non è improbabile che il mondo intero venga a offrirvi dei
tesori. Infatti tutto è collegato: la ricchezza interiore attira la 
ricchezza esteriore, soltanto ci vorrà tempo, il tempo necessario per
vederne gli effetti. E se riuscirete veramente a giungere a una vita
interiore di tale perfezione, le vostre vibrazioni ed emanazioni 
andranno a toccare il mondo intero, fino alle stelle più lontane da 
dove vi porteranno ogni felicità e ogni benedizione.
Presto una grande gioia si presenterà a voi; è già in cammino e si 
sta avvicinando per dirvi: "Eccomi qua!- Ma da dove vieni? Chi
ti ha chiamata, e quando?- Sei stato tu stesso, molto tempo fa."
Certo, la felicità è in cammino, e richiede del tempo per arrivare,
perché giunge da lontano...La stessa cosa, purtroppo, è vera anche
per gli eventi negativi; non ce ne rendiamo conto, ma li stiamo
attirando da parecchio tempo. D'altra parte, che cosa può accadere
a qualcuno che è nelle tenebre e al quale manca la conoscenza delle cose? Le glorie più grandi?...La luce più grande? La visita dei
maggiori Arcangeli? No, è impossibile, non può attirare simili splendori. Perché? Perché esiste una legge di affinità che gli Iniziati
dell'antichità hanno nascosto in queste parole: "Chi si assomiglia, si
attrae." 
Questa è una sentenza che contiene tutta una scienza; siccome, un
tempo, gli uomini erano ancora troppo primitivi per capire la legge
delle corrispondenze ( che possiamo chiamare anche legge di affinità, legge dell'eco,del rimbalzo, della polarità), gli Iniziati hanno preferito presentarla all'umanità come voce di popolo.
"Come ho potuto mai attirare tutte quelle disgrazie?- Con il tuo 
modo di pensare e di agire: era fatale!" risponderanno gli Iniziati.
E per le gioie? Col lavoro, con i sacrifici, con la generosità....
Tutto è perfetto, il Cielo non chiede la vostra opinione, ma al momento opportuno riceverete quello che meritate.

(Omraam Mikhael Aivanhov, "L'uomo alla conquista del suo destino)









venerdì 2 febbraio 2018

Leggi della natura e leggi morali-2



         LEGGI DELLA NATURA E LEGGI MORALI-2

   [...] Quando Ermete Trismegisto diceva: "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso", enunciava questa stessa verità, senza però precisare nulla; il suo principio intendeva tuttavia tutti i piani, tutti i campi, tutte le attività dell'uomo.[...]Molti hanno creduto di capire che ciò che è in basso, cioè sulla terra, è simile a ciò che è in alto, nei cieli, tuttavia questa interpretazione non è esatta: [...] solo le leggi sono le medesime. 
[...]Naturalmente non è sempre facile misurarsi con tali leggi, ma non è questa una buona ragione per sostenere che non esistono.
Non è possibile sminuire o negare quello che vi ho appena detto.
[...]Commettete una trasgressione e al tempo stesso pensate: "Mangio, dormo, guadagno abbastanza, mi va tutto bene, non vedo alcun cambiamento!"
Ebbene amico mio, è perché siete cieco e non vedete quello che sta accadendo nella parte sottile del vostro essere.
Per anni continuerete a seguire i vostri affari e a trafficare senza accorgervi che qualcosa vi sta abbandonando.
Che cos'è che vi abbandona? Questo tocca a voi scoprirlo.
Io vedo già che cosa verrà a mancarvi e quali enormi cambiamenti accadranno in voi: fra qualche anno avrete perso la vostra freschezza, il vostro slancio, ma soprattutto avrete perso il gusto delle cose. Dal punto di vista spirituale, sono perdite immense, e se non ve ne accorgete, è perché siete rimasti a uno stadio primitivo.
Può darsi che continuiate a lavorare e a guadagnare molto denaro, ma non sarete più un figlio di Dio agile, vivo e radioso come la luce. Interiormente, si saranno verificati in voi dei profondi cambiamenti.[...]
In una Scuola iniziatica, grazie alle grandi verità che vengono rivelate, alle buone influenze e all'aiuto degli Angeli, pian piano affiorano alla memoria del discepolo i ricordi del mondo luminoso da cui è sceso e verso il quale dovrà un giorno ritornare. 
Il risveglio della memoria è la benedizione più grande che il discepolo possa ricevere. Ricordando però anche tutte le sofferenze che ha dovuto sopportare, tutti gli errori commessi e tutti i debiti rimasti da saldare, dovrà andare a ritrovare le persone che aveva offeso per riconciliarsi con loro e cancellare il proprio karma.
Questo è quanto spetta sia al discepolo che a tutti voi; un giorno sarete costretti a pagare tutto ciò che avete ingiustamente sottratto ad altri. Naturalmente non sono cose facili da affrontare, tanto più che gli uomini preferiscono essere incensati, ma ignorare eternamente le verità scomode. Tuttavia, sebbene non si voglia udire, un giorno si sarà costretti a conoscere la verità, e per voi è un grande privilegio poterla conoscere già tramite mio.
Preparatevi dunque a riparare tutti i vostri errori, così come mi ci preparo io stesso.
 Supponiamo che sia stato il più grande malfattore, il più grande
incendiario; ebbene, ora me ne pento, me ne dispiace e voglio riparare i miei errori.[...] fate conto che io sia un uomo che ha 
trasgredito tutte le leggi, per cui ora sono condannato a saldare i
miei debiti nei vostri confronti. Immagino vi faccia piacere sentire
cose del genere, non è vero?
Se io accetto di parlare in questo modo senza sentirmi a disagio,
perché non decidete anche voi di entrare in questo ordine di idee per porre riparo ai torti che avete commesso verso vostro marito o 
vostra moglie, i vostri figli, i vostri parenti e amici?
Naturalmente, preferirete credervi irreprensibili, e che il colpevole,
il criminale sia io. Se sono capace io di riconoscermi imperfetto
dinnanzi a voi, fate anche voi la stessa cosa dinnanzi agli altri.
Un tale viene continuamente tormentato e disonorato dal proprio
figlio, e se ne lamenta con me: "Che cosa ho mai potuto fare al Buon Dio per avere un figlio simile?-Avrete certamente contratto un debito verso di lui in passato,altrimenti non sarebbe venuto nella vostra famiglia."
Molti genitori giusti e onesti soffrono nel constatare che i loro figli
sono dei mascalzoni. C'è veramente da stupirsi: secondo le leggi
naturali dovrebbe essere impossibile, poiché non hanno mai gettato un simile seme. Tuttavia c'è sempre una ragione, in quanto la legge
è giusta.

(Omraam M. Aivanhov, L'uomo alla conquista del suo destino.)





venerdì 15 dicembre 2017

Leggi della natura e leggi morali-1



        LEGGI DELLA NATURA E LEGGI MORALI-1

[....] Esistono delle leggi fisiche che regolano il nostro organismo e tutta la natura. Forse gli uomini non le rispettano ma, almeno, ne ammettono l'esistenza; per quanto riguarda le leggi morali invece ciò non avviene. Al giorno d'oggi, rari sono coloro che accettano di riconoscerle e se, anche in misura minima, credono ancora a certi valori, la maggioranza degli scrittori, dei filosofi, degli artisti e degli scienziati enunciano teorie, scrivono libri e pubblicano opere che mirano soltanto a cancellare anche quella piccola dose di fiducia ancora rimasta. Proprio alle leggi morali voglio arrivare poiché, senza conoscerle, al sapere umano manca qualcosa, qualcosa di essenziale. [....]
Per la Scienza iniziatica esistono tre mondi: il mondo divino, che è il mondo delle idee; il mondo psichico, cioè quello dei pensieri e dei sentimenti o più precisamente della morale; infine il mondo fisico, che è quello delle forme e della concretizzazione.
Il mondo materiale è collegato al mondo morale, che a sua volta è collegato al mondo delle idee situato molto più in alto.
Gli uomini non notano certe relazioni perché non hanno ancora né studiato, né osservato le cose, e finché tale lacuna non sarà colmata, ne deriveranno per loro conseguenze disastrose.
Pur ignorando le leggi morali, quando le trasgrediscono col proprio comportamento, si sarà costretti a sopportarne le conseguenze che si manifesteranno in forma più o meno grave.
Così ci si renderà conto che anche il campo morale ha le sue leggi, sebbene molto più sottili delle leggi fisiche; infatti le leggi morali non sono iscritte soltanto nell'organismo, ma anche nell'anima e nello spirito dell'uomo. Colui che non le rispetta, si sentirà rimproverare di essere un egoista, un egocentrico, e ben presto si vedrà privato di ogni appoggio, perfino delle amicizie.
Comunque, per qualunque trasgressione commessa dovrà pagare.
Come? Nei più svariati modi: con rimorsi, sensi di colpa, sofferenze, rimpianti, delusioni, amarezze, e forse anche col denaro. Casi del genere si possono osservare dovunque.
Tutto è unito, tutto è collegato; il mondo morale è retto da leggi immutabili e irriducibili che è necessario conoscere. Quelle leggi vengono trascurate perché non si trovano scritte da nessuna parte, perciò si crede che ci si possa permettere qualunque cosa.
[....] Per diventare molto ricchi, non si devono trasgredire mai le leggi della natura, né le leggi morali e nemmeno le leggi degli uomini. Benché le leggi create dagli uomini non abbiano la stessa ragion d'essere delle leggi della natura, finché viviamo in una società dove le leggi sono molto potenti, è preferibile sottomettervisi (come, per esempio, rispettare il codice stradale, ecc...). Se riuscite a trasgredirle senza che nessuno se ne accorga, la natura non ve ne serberà rancore, perché non è affar suo; ma se trasgredite una legge della natura, pur continuando la società a rispettarvi e a inchinarsi dinnanzi a voi, vi ammalerete: proprio così, la natura vi metterà a letto! Sarà essa a punirvi e in nessun caso potrete sfuggirle. Potrete nascondervi dove volete, ma la legge vi scoverà, poiché dentro di voi tutto è registrato.
[...] Cercate dunque, cominciando da oggi stesso, di non trasgredire più né le leggi umane, né le leggi della natura né, tanto meno, le leggi morali che sono di gran lunga superiori a quelle della natura.
in realtà le leggi morali fanno parte della natura, in quanto la natura ha diversi livelli. Prima di tutto c'è una natura puramente fisica, poi una natura più sottile alla quale appartengono i pensieri e i sentimenti; infine, al di là di queste due nature, regna il mondo divino. Anche la natura deve obbedire; come noi dobbiamo obbedire alle sue leggi, così la natura deve obbedire alle leggi dello spirito, poiché è lo spirito che comanda la natura. Quando l'uomo riesce ad andare oltre le due nature (la natura puramente fisica e la natura più sottile dei pensieri e dei sentimenti) trovandosi al di sopra delle loro leggi, raggiunge una tale purezza, una tale luminosità, una tale potenza e una così perfetta armonia con lo spirito da ottenere che, a quel punto, la natura obbedirà a lui, per cui, qualunque cosa farà, non trasgredirà più nulla.
Questo è l'unico caso in cui l'uomo può permettersi tutto senza incorrere mai in nessuna trasgressione. Solo gli esseri eccezionali, gli esseri predestinati riescono ad elevarsi al di sopra delle leggi della natura e delle leggi morali. Quegli esseri sono esistiti, esistono ed esisteranno sempre, ma sono molto rari. Possono permettersi qualunque cosa senza mai commettere un peccato.
[...] Per aiutarvi a capire aggiungerò tuttavia qualche parola.
Quando un uomo è molto puro, molto luminoso, qualunque cosa faccia, sarà sempre per il bene, mentre quando un uomo è cupo e tenebroso, quando è sprofondato nei mondi infernali, pur volendo fare del bene, provocherà solo danni, esattamente come quando qualcuno vuol togliere una macchiolina dal viso di un altro con le mani sporche di grasso: non farebbe che imbrattarlo ancora di più.
Nel desiderio di purificare, un uomo simile non può che sporcare.
Pur volendo semplificare, non può che complicare. Perché?
Perché tutto ciò che emana è talmente caotico e tenebroso che, qualunque cosa faccia, è la distruzione. Quando invece un essere è pura luce, puro amore e pura intelligenza, anche se colpisce, anziché uccidere salverà, perché tutto ciò che è in lui, tutto ciò che emana è di natura divina. Per giungere fino alla sefira Kether si deve essere predestinati dai Ventiquattro Vegliardi, si deve essere predestinati da molto tempo...Ad ogni modo, finché il discepolo è sul sentiero, deve comprendere che ci sono delle leggi da rispettare.

(Omraam M. Aivanhov, L'uomo alla conquista del suo destino.)







La legge di causa ed effetto




           LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO

      Quando l'uomo agisce, mette automaticamente in moto certe energie, che producono altrettanto automaticamente determinati risultati. Originariamente, il concetto di rapporto fra causa ed effetto era alla base del significato del termine "karma".
Soltanto in seguito la parola "karma" ha assunto il significato di retribuzione per una trasgressione commessa.
Il Karma-yoga, uno dei numerosi yoga esistenti in India, altro non è che una disciplina intesa a insegnare all'individuo a gestire il proprio sviluppo mediante l'azione disinteressata, grazie alla quale l'uomo si rende libero. Nel momento in cui introduce nella propria attività la cupidigia, l'astuzia e i calcoli loschi, l'uomo si crea dei debiti da pagare, ed in quel caso la parola "karma" assume il senso che generalmente le si dà: di punizione per gli errori del passato.
In realtà, si può affermare che il "karma" (nel secondo significato del termine) si manifesta ogni volta che un'azione non viene eseguita alla perfezione, il che accade nella maggior parte dei casi.
Mediante una serie di tentativi, l'uomo si addestra fino a raggiungere la perfezione; finché i suoi tentativi sono insoddisfacenti, deve correggersi e riparare i propri errori, ed è ovvio che per tale motivo debba soffrire.
[....]Il dharma è la conseguenza di un'attività ordinata, armoniosa e benefica, e chi è capace di agire in questo modo, sfugge alla legge della fatalità ponendosi sotto la legge della Provvidenza.
Non far nulla per evitare fastidi e sofferenze non è certamente la soluzione migliore: si deve essere attivi, dinamici e pieni di iniziative, dando tuttavia alla propria attività soltanto moventi che non si richiamino né all'egoismo, né all'interesse personale.
Questo è l'unico mezzo per sfuggire a conseguenze disastrose.
Sfuggire alle conseguenze è impossibile: ci saranno sempre delle cause e degli effetti, qualunque sia la vostra attività, ma se riuscirete ad agire semplicemente in modo disinteressato, non avrete più conseguenze dolorose, bensì la gioia, la felicità e la liberazione.[....] Sta scritto nell'Apocalisse: "Sii freddo o caldo.
Se sei tiepido, ti vomiterò dalla mia bocca." Perché certi preferiscono rimanere tiepidi? Non c'è posto per i tiepidi.
Non si deve aver paura di sbagliare. Se, quando si studia una lingua
straniera, non si osa pronunciare una parola per paura di rendersi ridicoli, non si sarà mai in grado di conversare.
Bisogna accettare di rendersi ridicoli e avere il coraggio di fare degli errori, ma imparare a parlare.
Ebbene, col karma si verifica la stessa cosa: non si deve rimanere paralizzati per paura di commettere errori.
Mano a mano che ci si allenerà a dare alle proprie azioni uno scopo divino, non si provocherà più il karma ma il dharma, e si riceveranno le grazie e le benedizioni del Cielo.

(Omraam M. Aivanhov, L'uomo alla conquista del suo destino.)




martedì 12 settembre 2017

La Dottrina

           LA DOTTRINA

 La nostra mente ordina i dati che provengono dall'esterno con lo spazio ed il tempo, nel Pleroma il tempo non c'è, tutto avviene adesso e lo Gnostico può invertire il movimento e risalire il Pleroma. Nell'Induismo e successivamente nel Buddhismo questa azione viene chiamata Illuminazione.
Per la Dottrina Gnostica la maggioranza degli esseri umani è costituita dagli Ilici, che nascono si riproducono e muoiono, inconsapevoli e vittime delle passioni. 
Poi vi sono gli Psichici, una minoranza che è capace di ragionare e di conoscere la Verità in teoria, infine ci sono gli Gnostici o Pneumatici, capace di giungere alla Verità di fatto.
La caduta di Sophia crea l'Universo che è coordinato da Spazio e Tempo; lo Spazio si espande e nascono le stelle e le galassie e Sophia rimane imprigionata in questa creazione e fa si che in un punto dell'Universo sorga la vita, perché vuole liberarsi dalla materia.
Le forme di vita si evolvono e hanno sempre maggiore autocoscienza e lo Gnostico deve trovare la Sapienza per poi risalire al Pleroma; lo Gnostico deve prima risalire le sette sfere e sconfiggere i terribili Arconti che le presiedono, poi si deve identificare con gli Eoni, risalendo i Cieli uno alla volta, per poi ricongiungersi con l'Uno.
Il più alto dei gradi della Gnosi è il ricongiungimento con l'Uno: l'Uomo diventa Consapevole che il mondo materiale è una illusione e del concetto dell'Io individuale, e riconosce l'inesistenza della differenza tra Soggetto ed Oggetto e si identifica con l'unico vero Testimone.
La Gnosi si fonda quindi sul sentimento che risveglia l'interiorità umana, ed aiuta l'uomo ha separarsi dal suo corpo materiale, per trovare la propria essenza spirituale.





Fonte:"Gnosticismo" di Giuseppe Merlino



venerdì 8 settembre 2017

Origine del Tarocco-1

Tarocchi Universali MarsigliesiVoto medio su 1 recensioni: Da non perdere

          
           


        I Tarocchi, con i loro enigmatici Arcani Maggiori(Trionfi) sono la rappresentazione più affascinante del gioco col destino.
Alcuni autori fanno risalire la loro origine a 35 secoli a.C., altri a 16 secoli d.C., ma tra una data e l'altra tutte le opinioni sono accettabili.
Il luogo di origine, viene situato in Cina, Grecia, Egitto, Italia ed addirittura nella misteriosa Atlantide.
In Italia i Tarocchi arrivano a Ferrara verso la fine del 1300, con gli Estensi che verso il 1400 ed il 1500 portano la città ad essere un dei massimi centri europei del Rinascimento.
Proprio gli Estensi, imparentati con gli Sforza ed i Visconti di Milano, oltre che con gli Asburgo e gli Orléans, amano oltre all'arte i giochi, e di conseguenza, sia la corte, sia la città sono piene di maghi, indovini ed astrologi, tanto che anche il Papa si vede costretto ad inviare un messo per accertare gli eventi.
I Tarocchi di Ferrara e di Milano inizialmente sono solo dei semplici giochi di carte, con delle regole molto simili a quelle della briscola e del tresette.
Invece i valori nel Tarocco con il tempo hanno assunto una vera e propria sequenza che varia da regione a regione, tra cui, il Tarocco del Mantegna, le Minchiate a Firenze, il Tarocco lombardo o veneziano, i Tarocchi dei Visconti ed il Tarocchino a Bologna.
Nel 1442 nel Registro dei Mandati del ducato estense è documentato l'acquisto di carte da trionphi per i cavalieri.
Nel 1456 nel "De Multipliciti Ludo", il giurista ferrarese Ugo Trotti qualifica i Trionfi come gioco di puro ingegno, mentre un anonimo incisore ferrarese realizza un mazzo di 50 carte passate alla storia come i Tarocchi del Mantegna.
Nel 1521 Pietro Aretino scrive le "Pasquinate", una raccolta di sonetti in cui i cardinali riuniti in Conclave per l'elezione di Adriano VI, vengono ironicamente designati con il nome di ciascun Trionfo.
Paolo Giovio utilizzerà lo stesso motivo satirico per deridere i prelati che parteciparono al lungo Conclave seguito alla morte di Paolo III trent'anni dopo.
I Tarocchi arrivarono dall' Italia, in Francia,  attraverso la Svizzera, così il Tarocco Marsigliese, che è il più comune, è quasi sicuramente il rifacimento di un arcaico modello di Bologna o di Ferrara.
Dalla seconda metà del XVI secolo i Tarocchi diventano popolari e si diffondono in tutta Europa, grazie appunto alla Francia.
Nel 1660 gli incisori parigini Vieville e Noblet stampano il Tarocco di Marsiglia.
Nel 1781 Antoine Court de Gébelin afferma per primo l'origine egiziana dei Tarocchi Marsigliesi, ma ciò era pura immaginazione dato che si conosceva ancora ben poco dell'Egitto, anche se Gretth Knight riporta che Faulconnier scrive nel suo libro "Le 21 lame ermetiche del Tarocco divinatorio" (1886) di aver trovato le tracce della loro origine proprio su dei monumenti egizi.
Nel 1784 Jean-François Alliette, soprannominato Etteila, pubblica il libro "Manière de se recréer avec on jeu de cartes nommée tarot", nel quale ridisegna le figure dei Tarocchi abbracciando la teoria di Court de Gébelin.
Nel 1856 Eliphas Levi stampa il "Dogme et Rituel de la Haute Magie affermando che queste figure possono essere modificate apportandovi i dogmi esoterici che collegano tutte le dottrine metafisiche sia orientali che occidentali.
Proprio Levi ci apre un intero universo, misterioso, magico ed inquietante dell'interpretazione del Tarocco.
I Tarocchi
Contiene le carte degli arcani maggiori
Voto medio su 13 recensioni: Da non perdere









Fonti: "Guida pratica all'uso dei Tarocchi", Fernanda Nosenzo Spagnolo




giovedì 7 settembre 2017

Gnosticismo



                            GNOSI E GNOSTICISMO

      Gesù Cristo, sia che si tratti di un personaggio reale, sia che si tratti di un mito, ha senza dubbio influenzato la storia dell'umanità.
Sino dal primo secolo dopo Cristo nacquero
numerose Dottrine che si basavano sulle sue parabole, fra le quali nel quarto secolo dopo Cristo, la Chiesa Cattolica.
Ma soprattutto dopo la scoperta dei codici a Nag Hammadi nel 1945, può sorgere un serio dubbio che la dottrina insegnata dalla Chiesa Cattolica corrisponda al reale insegnamento di Cristo.
Si pensa infatti che esistesse una dottrina segreta che Cristo avrebbe comunicato solo ai suoi discepoli ed a poche altri, e queste comunità vengono definite "Gnostiche" e le loro Dottrine partivano tutte dalla diversità fra il Padre Celeste di cui parlava Cristo ed il Dio dell'Antico Testamento.
Le differenze fra le varie Dottrine era soprattutto sul piano metafisico,infatti la Teologia Gnostica si presenta sotto forma di Mito.
Come nelle favole si riferisce ad una realtà che non ha tempo, ed i personaggi sono forze cosmiche ben superiori all'uomo.
La Dottrina viene spiegata così:l'Universo non è reale, è nato da un errore che è la "caduta", la realtà è il Pleroma.
Il Pleroma è formato dall'Uno inconoscibile dal quale discendono una serie di Eoni, che sono entità splendenti e meravigliose, e per gli gnostici uno degli ultimi Eoni è Gesù, l'ultimo è in ordine la Sophia, o Sapienza.
Sophia tenta di risalire per conoscere l'Uno, ciò provoca un cataclisma immane, Sophia precipita in basso e genera Yaldabaoth, il Dio creatore della Terra ed al di sotto di lui i sette Arconti.
Yaldabaoth è Yahve il dio del Vecchio Testamento, iroso e vendicativo, che crea questo Universo del Male, dove resta imprigionata Sophia.
Egli crea poi l'uomo a sua immagine e somiglianza, e opera insieme agli Arconti, potenze malefiche che regnano sulla Terra.
Ma a sua insaputa nell'uomo resta la scintilla di Sophia, Adamo disobbedendo ad Yaldabaoth, viene a conoscenza della verità e cioè che al di sopra di Yaldabaoth c'è l'Uno ed il mondo reale del Pleroma.
Sophia è disperata, e per questo Gesù scende attraverso le sette sfere degli Arconti per venire a liberarla ed insegnare agli uomini la vera Dottrina.
Yaldabaoth, attraverso gli Ebrei, lo fa perire in croce, ma ovviamente muore solo l'uomo Gesù mentre l'Eone sale al Pleroma.
La Terra per gli Gnostici è il Male metafisico, e non riconoscendo la Legge hanno la più ampia libertà di comportamento.
La missione degli Gnostici è ritrovare la Sophia(la Sapienza), e risalire al Pleroma.





Fonte: "Gnosticismo" di Giuseppe Merlino

La via del cuore, dell’amore: il Sufismo Di seguito, un bel contributo dell’amico  Maurizio Luzi , grande studioso di religioni comp...